La tigre

Un cacciatore, un tempo innamorato della moglie di un collega, sente improvvisamente rinascere l’attrazione che provava per la donna. Quest’ultima, durante un safari, gli confessa di ricambiare i suoi sentimenti. Il film, piuttosto confuso nei flashback, ha un solo motivo di interesse: gli esotici paesaggi dell’India. L’attrice Barbara Rush giunse alla notorietà con due classici della fantascienza anni Cinquanta:
Quando i mondi si scontrano
e
Destinazione Terra
.
(andrea tagliacozzo)

Sangue misto

Verso la fine della secolare occupazione britannica dell’India, una ragazza, figlia di un ferroviere inglese e di un’indiana, vive con profonda angoscia interiore il contrasto delle sue diverse origini. Spinta dalla madre, la giovane si unisce a una setta religiosa tradizionalista. Tratto da un romanzo di John Masters, un film discretamente spettacolare diretto con la consueta eleganza da George Cukor, comunque più attento all’aspetto melodrammatico della vicenda piuttosto che alle imponenti scene di massa.
(andrea tagliacozzo)

I tre soldati

Avvincente pellicola avventurosa sullo stile di
Gunga Din
, tratta da un racconto di Rudyard Kipling. Nel secolo scorso, un anziano generale dell’esercito britannico svela ad alcuni giovani ufficiali come riuscì, quando era colonnello in India, a conquistare l’alto grado. Protagonisti della sua storia sono tre soldati che, nonostante un poco esemplare comportamento, in battaglia dimostrano di non avere rivali. Buona la regia di Tay Garnett, considerato da molti un maestro minore (ma non troppo) del cinema americano.
(andrea tagliacozzo)

Gli spadaccini di Siena

Lo spagnolo Don Carlos, tirannico governatore di Siena, è in procinto di sposarsi con la bella Orietta Arconti. L’uomo assolda tra i suoi l’abile spadaccino inglese Thomas Stanwood. Quest’ultimo, però, finisce per passare dalla parte dei ribelli, capeggiati dalla stessa Orietta, che intendono liberare la città dall’invasore. Granger è sufficientemente vivace nel ruolo del protagonista. Il punto debole del film è il copione: stiracchiato e banale.
(andrea tagliacozzo)

Sodoma e Gomorra

Libera trasposizione cinematografica delle note vicende bibliche. Vagando per il deserto alla ricerca della terra promessa, l’ebreo Lot e la sua tribù si accampano nei pressi di Sodoma e Gomorra, le città dove gli abitanti si abbandonano ai piaceri più sfrenati. Mezzi imponenti per un film storico ambizioso, magniloquente, ma irrimediabilmente banale. Girato a Cinecittà. Stewart Granger e Anna Maria Pierangeli avevano già lavorato assieme ad Hollywood, nel 1951, in L’immagine meravigliosa di Richard Brooks . (andrea tagliacozzo) 

L’ultima caccia

Nel vecchio West, Granger e Taylor tentano una difficile alleanza per cacciare le ultime mandrie di bufali rimasti. Granger è stanco di uccidere, mentre a Taylor piace anche troppo. Personaggi complessi e buoni dialoghi supportano questo western drammatico; lunghezza eccessiva e ritmo lento, invece, lo danneggiano. CinemaScope.

Pugni, pupe e pepite

In Alaska, agli inizi del secolo, Sam, che assieme ai fratelli George e Billy ha scoperto una inesauribile vena aurifera, si reca a Seattle con l’intenzione, al ritorno, di portare con sé la fidanzata di George. Ma la ragazza si è già sposata e Sam, per non deludere il fratello, convince Michelle, un’affascinante entreneuse, a farle da «sostituta». Avventura e commedia si fondono alla perfezione in uno dei film più divertenti e scanzonati di Henry Hathaway. Brillante anche la prova di John Wayne, tra gli attori preferiti del regista.
(andrea tagliacozzo)

L’uomo in grigio

La ricca Calvert fa amicizia con la compagna di scuola povera Lockwood. Anni dopo la Lockwood ricambia la gentilezza cercando di rubarle il marito. Questo dramma in costume elaborato, raccontato in flashback, è piacevole e degno di nota per aver fatto una star di Mason (qui odioso marito della Calvert). Inizialmente distribuito in Usa con la durata di 93 minuti.

Fuoco verde

Dopo aver scoperto una miniera di smeraldi sulle montagne della Colombia, l’americano Ryan Mitchell viene aggredito e derubato da un meticcio e dalla sua banda. Provvidenzialmente soccorso da un frate, l’uomo è curato nella piantagione di una graziosa ragazza, Caterina Nolan. Film d’avventura senza troppi pregi, a parte il cast e qualche sequenza discretamente spettacolare.
(andrea tagliacozzo)

Danza di guerra per Ringo

Un avventuriero senza scrupoli, che mira ad appropriarsi di un territorio dell’Arizona particolarmente ricco di petrolio, fa di tutto per creare un dissidio tra i coloni, intenzionati a stabilirsi in quel luogo, e i pellerossa. Il cowboy Surehand s’incarica di sventare il complotto con la collaborazione del capo indiano Winnetou. Western teutonico che ricalca senza troppa fantasia gli stereotipi del genere.
(andrea tagliacozzo)

Le miniere di re Salomone

Remake della storia di H. Rider Haggard è dotato di una raffinata produzione con il trio Granger-Kerr-Carlson trio che guida un safari in cerca delle leggendarie miniere di diamanti. Scritto da Helen Deutsch. Ha vinto un Oscar per la fotografia (Robert Surtees) e il montaggio; il metraggio in eccesso è stato usato in Watusi e in altri successivi film della giungla.