Trappola in alto mare

Con uno stratagemma, Strannix, ex agente dei servizi segreti americani, sale a bordo della Missouri, una corrazzata armata con missili nucleari, e con l’aiuto di un commando di pochi uomini ne prende possesso. Ma il cuoco, Casey Ryback, che anni prima si era distinto nella guerra del Vietnam, darà filo da torcere ai terroristi. Nonostante i limiti interpretativi (ed espressivi) di Steven Seagal, il film è veloce, divertente e ricco d’azione. Tommy Lee Jones tornerà a collaborare con il regista Andrew Davis l’anno seguente in Il fuggitivo, grazie al quale vincerà l’Oscar come migliore attore non protagonista. (andrea tagliacozzo)

Ferite mortali – Exit Wounds

Deprimente film d’azione con un Seagal non più giovane, ma sempre in forma, che recita la parte di un poliziotto alle prese con colleghi corrotti. Il rapper DMX è un misterioso spacciatore. Tutto molto familiare e scontato, ma il target di pubblico potrebbe non accorgersene.

Decisione critica

La situazione: terroristi arabi hanno il controllo di un 747. La soluzione: infiltrare un gruppo speciale per sventare l’azione mentre l’aereo è in volo. Le difficoltà: il gruppo deve affidarsi all’inesperto Russell, inoltre a bordo c’è una bomba al gas nervino che potrebbe radere al suolo Washington D.C. Un thriller intenso e originale che, fino al finale incerto, si difende dignitosamente. Debutto alla regia per Baird, che avrebbe potuto stringere un po’ di più la storia. Panavision.

Duro da uccidere

A Los Angeles, l’agente di polizia Mason Storm, che sta indagando sul conto del senatore Trent, riesce a filmare l’incontro tra il corrotto politicante e una banda di criminali. Penetrati nell’appartamento del poliziotto, gli sgherri di Trent riducono Mason in fin di vita. Questi resta in coma per sette anni. Al suo risveglio desidera solo una cosa: vendicarsi. Pellicola che segue senza troppa fantasia (ma talvolta con discreta efficacia) i soliti cliché dei film d’azione. Un pizzico d’ironia rende sopportabile l’esagerato personaggio interpretato da Steven Seagal.
(andrea tagliacozzo)