The Mother

Quadretto di famiglia felice. Arrivano i nonni a Londra e il figlio e la figlia, con relativi nipotini, li accolgono allegri. Ma il nonno Toots si sente male e muore. Resta la vedova, May, 68 anni, che per una vita ha preso ordini (benevoli) dal marito, ha subito, non ha vissuto. Non riuscendo a stare da sola si trasferisce dal figlio Bobby, che non la vuole. Ci prova con la figlia Paula, con la quale ha da sempre un rapporto molto difficile. Ma soprattutto ci proverà con il fidanzato della figlia, Darren… E avrà una storia con un giovane che potrebbe essere suo figlio.

Un film difficile e a tratti sgradevole e sconcertante questo
The Mother
diretto dal regista sudafricano Roger Michell
(Notting Hill, Ipotesi di reato)
e scritto dal grande scrittore anglo-pakistano Hanif Kureishi che, tra l’altro, sceneggiò
Intimacy
e
My Beautiful Laundrette.
Comunque un film che ti sbatte in faccia, nemmeno troppo delicatamente, una realtà che si preferisce ignorare. La vecchiaia, il corpo che si sfascia, la sessualità, il desiderio che non conosce età… Ma anche, e forse soprattutto, i dissidi, gli strappi, le ipocrisie, gli odi che si nascondono e si alimentano in seno alla famiglia. La protagonista è questa signora, ben interpretata da Anne Reid, volto noto della televisione britannica, che si ritrova nell’età in cui ci immaginiamo che le nonne raccontino le favole ai nipotini e che frequentino i corsi di decoupage a desiderare sessualmente un uomo. E a fare il primo passo e a scoprire ancora (e forse per la prima volta) il piacere sessuale. Peccato che quel ragazzo, Daniel Craig, sia il fidanzato un po’ spiantato della figlia… La vecchiaia, tema caro negli ultimi anni a Kureishi, viene sfrondata da tanti (comodi) stereotipi. Anche perché qui siamo di fronte a una donna normalissima, una come tante, non particolarmente affascinante né ben vestita (che non si spoglia come una
Calendar Girl,
per esempio) . Una nonna qualunque. E questo fa ancora più effetto.
(d.c.i.)