Getaway

Il giovane Doc viene scarcerato grazie all’intervento di un sordido politicante che lo costringe a compiere, per suo conto, un’audace rapina in banca. Il colpo riesce alla perfezione. Uno dei componenti della banda vorrebbe appropriarsi dell’intero bottino, ma viene prontamente eliminato da Doc. Da un romanzo di Jim Thompson (adattato per il grande schermo dal debuttante Walter Hill), un film d’azione in puro stile Peckinpah, inevitabilmente violento, con uno Steve McQueen al massimo della forma. Splendida la sparatoria finale nell’hotel. Nel ’94, Roger Donaldson ne ha realizzato un assurdo remake interpretato da Kim Basinger e Alec Baldwin.
(andrea tagliacozzo)

The Blob – Fluido mortale

Classico della fantascienza “low budget” anni Cinquanta: uno Steve McQueen al debutto da protagonista guida un gruppo di ragazzi nella battaglia per salvare la loro cittadina di provincia, minacciata da una gigantesca gelatina aliena. Non è che sia un gran bel film, ma è impossibile odiare un prodotto del genere . E poi, la “title song” è opera del grande Burt Bacharach! Con un remake, realizzato oltre trent’anni dopo, e un sequel: Beware! The Blob.

Lassù qualcuno mi ama

Biografia romanzata del pugile Rocky Graziano, dall’infanzia difficile nei quartieri poveri di New York, ai trionfi sul ring. Uno dei film più belli mai realizzati sul mondo del pugilato, costantemente in bilico tra la commedia e il dramma. Robert Wise – che aveva già affrontato l’argomento nell’altrettanto riuscito
Stasera ho vinto anch’io
– imprime al racconto un ritmo straordinario, grazie anche al dinamico montaggio di Albert Akst (ma da notare che anche lo stesso regista è un ex montatore). Irresistibile l’interpretazione di Paul Newman, che sostituiva James Dean (al quale era inizialmente destinato il ruolo) ed era solo alla terza apparizione sullo schermo. Prima e durante la lavorazione del film Newman si allenò a lungo porpripo con Graziano. Brava anche la compianta Anna Maria Pierangeli nel ruolo della moglie del boxeur. Famosa la canzone,
Somebody Up There Likes Me
, cantata da Perry Como. Due oscar per la scenografia e la fotografia.
(andrea tagliacozzo)

Cincinnati Kid

Avrebbe dovuto dirigerlo Sam Peckinpah, ma è – insieme a
La calda notte dell’ispettore Tibbs
e
Rollerball
– uno dei vertici della filmografia di Norman Jewison.
Cincinnati Kid
, scritto dal compianto Ring Lardner jr. (uno dei «dieci di Hollywood» invisi al maccartismo, autore anche del copione di
M.A.S.H.
), è un piccolo classico sul fruttuoso binomio tra cinema e tavolo verde. Il film, il cui impianto ricorda molto quello de
Lo spaccone
di Robert Rossen, svolge sul terreno impervio dei tavoli da poker l’eterna ossessione americana del gioco. Il ritratto ambientale è potente, la suspense di prim’ordine e le molte parentesi private efficaci. L’allegorico conflitto tra l’anziano gambler Edward G. Robinson e il giovane e arrogante Steve McQueen si conclude con il riconoscimento da parte di quest’ultimo del magistero della vecchia guardia. Celebre la battuta finale del vecchio giocatore, il quale ammonisce il più giovane ricordandogli che dovrà sempre accontentarsi di un secondo posto. Almeno finché il più esperto resterà in circolazione.
(anton giulio mancino)

Bullitt

L’antieroe definitivo di McQueen: un detective di polizia annusa qualcosa di grosso dietro all’assegnamento in custodia di un testimone criminale. Un film d’azione dal ritmo sostenuto, con un grande uso delle location di San Francisco: in particolare nell’ormai classico inseguimento in auto, una pietra miliare del cinema. Il montaggio, vincitore dell’Oscar, è di Frank Keller. Sceneggiatura di Alan R. Trustman e Harry Kleiner, dal romanzo Due volte morto di Robert L. Pike.

Papillon

Henri Charrière, ingiustamente condannato ai lavori forzati nella famigerata Isola del Diavolo, tenta più volte la fuga per sfuggire a un trattamento disumano. Un film di notevole successo, tratto dal romanzo autobiografico scritto dallo stesso Charrière e diretto da un regista che tre anni prima aveva vinto l’Oscar con
Patton, generale d’acciaio
. Magnifici i protagonisti, costantemente impegnati in un tour de force psicofisico, ma è proprio la regia di Schaffner che non riesce a dare al film il respiro emozionale di cui avrebbe bisogno. Sceneggiatura di Dalton Trumbo e Lorenzo Semple Jr.
(andrea tagliacozzo)