La Pantera Rosa 2

Quando dei leggendari tesori vengono rubati nel mondo, tra cui l’inestimabile diamante della Pantera Rosa, il Capo Ispettore Dreyfus (John Cleese) è costretto ad assegnare Clouseau (Steve Martin) a una squadra di detective ed esperti internazionali incaricati di catturare il ladro e ritrovare gli oggetti rubati.

Novocaine

Un dentista di successo che sta per sposare la sua igienista si sente fatalmente attratto da una nuova paziente, e commette un passo falso che presto si trasforma in un mare di guai. Questo mix di noir e commedia nera parte bene ma poi diventa percettibilmente sgradevole, nonostante alcune svolte intelligenti e buone interpretazioni. Kevin Bacon compare non accreditato.

Spiccioli dal cielo

Adattamento cinematografico della miniserie (sei puntate) di Dennis Potter mandata in onda dalla televisione inglese nel 1978. Nella Chicago degli anni Trenta sconvolta dalla Grande Depressione, uno squattrinato venditore di spartiti tira faticosamente a campare. Infelicemente sposato, il giovanotto mette incinta una graziosa maestrina che finisce per perdere il posto. Il film, affettuoso omaggio al vecchio musical hollywoodiano, è piuttosto frammentario, anche se non mancano alcune sequenze memorabili. Steve Martin, come al solito, è strepitoso. Bellissima la fotografia di Gordon Willis.
(andrea tagliacozzo)

Ho sposato un fantasma

Per colpa di un imbranatissimo santone, lo spirito della miliardaria Edwina Cutwater entra nel corpo di un avvocato quarantenne, Roger Cobb. Il poverino si ritrova così con due anime in un solo corpo. Soggetto esile, sceneggiatura ricca di trovate ma quasi anarcoide, entrambi più che sufficienti a far scatenare il funambolico Steve Martin in un lungo, esilarante showcase. L’attore e il regista Carl Reiner avevano già collaborato due anni prima nell’altrettanto divertente Il mistero del cadavere scomparso.
(andrea tagliacozzo)

La Pantera Rosa

La nazionale francese di calcio ha appena battuto la Cina. In campo si festeggia quando, improvvisamente, l’allenatore dei
bleu
viene colpito da una freccetta avvelenata che lo schianta a terra. Nel caos che si viene a creare sparisce dal dito dello sfortunato sportivo anche un diamante dal valore inestimabile: La Pantera Rosa. L’omicidio e il furto suscitano un forte clamore mediatico e l’ispettore capo della polizia, Dreyfus, decide di affidare il caso al goffo detective Clouseau. Al suo fianco l’ispettore Gilbert Ponton, che dovrà aiutarlo nello svolgimento delle indagini.

La recensione

A quaratatre anni dalla

prima avventura
dell’originale ispettore Jacques Clouseau,
La Pantera Rosa
torna con l’o

Anime gemelle

Larry, aspirante scrittore, viene lasciato dalla ragazza. Mesto e sconsolato, stringe amicizia con un altro “sedotto e abbandonato” più triste di lui, Warren, con l’aiuto del quale cerca di vincere l’opprimente solitudine. Fino a che un giorno, in un bar, Larry conosce la donna della sua vita. Dal libro umoristico di Bruce Jay Friedman
Lonely Guy’s Book of Life
, adattato per il grande schermo con notevole verve comica da Neil Simon. Il film ha una struttura debole ed episodica, ma risulta esilarante grazie a una sequela praticamente inarrestabile di gag e battute e alla straordinaria prova di Steve Martin. Bravissimo anche Charles Grodin nel ruolo dell’amico del cuore del protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Looney Tunes: Back in Action

La vice presidente del settore commedie della Warner (Elfman) è costretta a unire le forze con l’ex guardia dello Studio Fraser per riprendere Daffy Duck a lavorare da loro, non sapendo che è caduto preda delle macchinazioni del malvagio presidente della Acme. Bugs Bunny, Duffy e i loro amici sono divertenti come al solito, ma la storia dei personaggi in carne ed ossa è tirata. Anche altri misteriosi personaggi dei cartoon Warner fanno la loro breve ma gradita apparizione. Come sempre, Dante riempie il film di strizzatine d’occhio per gli appassionati (guardate con attenzione!) e cammei. Super 35.

Il testimone più pazzo del mondo

Un agente dell’FBI riceve l’incarico di proteggere un gangster italoamericano, testimone chiave di un processo, che ha cambiato nome e si è trasferito in un’altra città. Il criminale, avendo un carattere estroso e imprevedibile, finisce per stravolgere la vita del povero poliziotto. Una divertente commediola diretta con mano sicura dall’esperto Herbert Ross. Incontenibile, come al solito, Steve Martin. La sceneggiatura del film porta la forma di Nora Ephron, già autrice del copione di
Harry, ti presento Sally
e, tre anni più tardi, regista del fortunato
Insonnia d’amore
.
(andrea tagliacozzo)

I tre amigos

Negli anni Venti gli abitanti di un villaggio messicano assoldano un trio di attori western, che credono abili pistoleri, per essere difesi dalle scorribande di un pericoloso bandito. I tre, convinti di dover prendere parte ad una rappresentazione, accettano con entusiasmo. Ma una volta compreso l’equivoco scappano a gambe levate. Una parodia del cinema western sostanzialmente poco riuscita, ma con alcune gag da antologia (dal cespuglio canterino al bandito messicano «che ne ha una plétora» interpretato da Alfonso Arau).
(andrea tagliacozzo)

Roxanne

Pompiere capo in una piccola cittadina americana, C.D. Bales, uomo di grande cultura, è amareggiato per le dimensioni, davvero notevoli, del suo naso. Il suo handicap gli sembra ancor più grande quando improvvisamente s’innamora di Roxanne una giovane astronoma appena giunta in città. Discreta trasposizione in chiave moderna del «Cyrano de Bergerac» di Edmond Rostand, sceneggiato per lo schermo dallo stesso protagonista, Steve Martin. Il film, ovviamente, si regge in gran parte sulla verve dell’attore.
(andrea tagliacozzo)

Pazzi a Beverly Hills

Harris Telemaker, conduttore di un programma di metereologia, dopo aver perso il posto per aver sbagliato le previsioni del fine settimana, scopre che la fidanzata lo tradisce con il suo agente. Quando tutto sembra perduto, lo strano incontro con un tabellone stradale, che inizia miracolsamente a parlare con lui, gli dà la forza per ricominciare da capo. L’ottimo Steve Martin, autore anche della sceneggiatura, voleva realizzare un sincero atto d’amore verso Los Angeles, un po’ come aveva fatto Woody Allen con Manhattan per la sua New York; ma i toni troppo surreali a cui ricorre e qualche trovata discutibile tolgono mordente e spessore al film, diretto con stile anonimo da Mick Jackson. (andrea tagliacozzo)

Un biglietto in due

A New York per ragioni di lavoro, un pubblicitario vorrebbe raggiungere la famiglia a Chicago in tempo per l’imminente Giorno del Ringraziamento. Una serie interminabile di contrattempi e uno scomodo compagno di viaggio trasformano il viatico verso casa in un vero e proprio calvario. Una delle commedie più riuscite di John Hughes (in buona compagnia con Una pazza giornata di vacanza), ricca di spunti divertenti. Gli esilaranti Steve Martin e John Candy, all’apice della loro carriera, fanno praticamente scintille. All’inizio appare, non accreditato, Kevin Bacon, protagonista del precedente film di Hughes,
Tesoro… è in arrivo un bebé
.
(andrea tagliacozzo)

Sperduti a Manhattan

Accade una calamità dietro l’altra quando una coppia di mezza età dell’Ohio viaggia verso New York, con lui che deve recarsi a un colloquio di lavoro. Meno abrasivo e farsesco rispetto all’originale del 1970 di Neil Simon, questo film ha la sua buona dose di risate, con Cleese in parte nel ruolo di un altezzoso manager di un hotel; ma è soprattutto la bella interpretazione di Martin a distinguersi. Nelle sequenze iniziali compare Oliver Hudson, il vero figlio della Hawn.

Grand Canyon

A Los Angeles, s’intrecciano i destini di alcune persone: un avvocato, rimasto fermo con la macchina in un quartiere malfamato, si salva da una banda di giovinastri grazie all’intervento di un meccanico afroamericano; un produttore di film sanguinolenti e commerciali, ferito gravemente alla gamba da un delinquente, decide non realizzare più pellicole che incitino alla violenza. Accolto con perplessità da pubblico e critica, uno dei migliori film di Lawrence Kasdan, lucido e sincero nell’affrontare i temi e le varie sfaccettature che offre la storia, spesso ricorrendo a toni e stili diversi tra loro. Ottimo il cast. Vincitore dell’orso d’Oro al Festival di Berlino.
(andrea tagliacozzo)

Ho perso la testa per un cervello

Terza collaborazione tra l’attore Steve Martin e il regista Carl Reiner, iniziata nel 1979 con
Lo straccione
. Uno scienziato di grande fama, accortosi che la moglie mira solo al suo denaro, s’innamora del cervello di una ragazza, ormai defunta, con il quale riesce a comunicare telepaticamente. Trama ai limiti dell’assurdo e toni farseschi per un film ricco di gag, anche se non tutte colpiscono nel segno. Ma l’irresistibile interpretazione di Martin – che nella finzione porta l’esilarante ma impronunciabile nome Michael Hfuhruhurr – rende quasi d’obbligo la visione.
(andrea tagliacozzo)

La piccola bottega degli orrori

Dal musical di Howard Ashman e Miles Goodman ispirato all’omonimo film realizzato da Roger Corman nel 1960. Seymour, timido commesso di un fioraio, acquista da un orientale una misteriosa piantina che, nutrita di sangue umano, si trasforma in una enorme e vorace pianta carnivora. Quando tra le fauci del vegetale sta per finire anche Audrey, la ragazza che ama, il giovane decide di distruggerla. Ottime le canzoni. Ma la cosa migliore del film è la breve apparizione di Steve Martin nelle vesti del dentista sadico.
(andrea tagliacozzo)