Christine la macchina infernale

Il film tratto dal best-seller di Stephen King sulla Plymouth del ’58 con poteri demoniaci non convince fino in fondo, nonostante un inizio promettente che descrive la vita dell’adolescente protagonista in modo molto preciso. Panavision.

Le ali della libertà

L’onesto bancario Robbins viene accusato ingiustamente di un duplice omicidio e condannato alla prigione a vita alla fine degli anni Quaranta. Il compagno ergastolano Freeman e i suoi amici impareranno ad ammirare il codice morale di Robbins e la sua capacità nel fare le cose, nonostante un odioso direttore del carcere e un brutale secondino. Un film molto apprezzato, ben fatto ma terribilmente lungo e (come molti scritti non horror di Stephen King) vacuo e prevedibile. L’esordiente regista Darabont ha adattato il racconto Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank di King. Ben sette nomination agli Oscar.

Il tagliaerbe

Tratto (molto liberamente) dal racconto di Stephen King
The Lawnmower Man
. Uno scienziato lavora su un sofisticato apparecchio di realtà virtuale in grado di sviluppare l’intelligenza nei soggetti che ne fanno uso. Un ritardato mentale, che funge da cavia agli esperimenti, riesce a compiere miracolosi progressi. La continua somministrazione di un farmaco, però, lo trasforma in un individuo aggressivo e pericoloso. Non male gli effetti speciali, anche se la sceneggiatura è ai limiti dell’idiozia. Nel ’95 ne verrà realizzato un seguito.
(andrea tagliacozzo)

Cimitero vivente

La famiglia di un giovane dottore si trasferisce in una villa isolata che si trova nei pressi di un antico cimitero indiano. Il medico ha l’infelice idea di seppelirvi l’amatissimo gatto della figlia che, la notte seguente, risorge trasformato in uno zombie. Dignitoso horror che avrebbe dovuto essere diretto da George A. Romero. Lo scrittore Stephen King, autore del romanzo da cui è tratto il film, compare in un piccolissimo ruolo.
(andrea tagliacozzo)

La zona morta

Dall’omonimo best-seller di Stephen King. Un giovane insegnante rimane vittima di un incidente stradale ed entra in coma, riprendendo conoscenza solo cinque anni più tardi. Dopo una lunga riabilitazione, il giovane scopre di avere acquisito poteri paranormali che gli permettono di predire eventi. David Cronenberg abbandona gli effetti truculenti dei suoi horror precedenti per dare maggior rilievo ai risvolti psicologici ed emotivi del protagonista, interpretato da un bravissimo Christopher Walken. Un film intelligente, a tratti persino toccante. (andrea tagliacozzo)

Il miglio verde

Un vecchio ricorda l’avvenimento che cambiò la sua vita, nel 1935, quando era supervisore nel Braccio della Morte in una prigione dello stato del Louisiana e incontrò un gigante buono di colore (interpretato in modo toccante da Duncan) con un dono insolito. Questa ben fatta pellicola ha i suoi bei momenti, ma sono tirati senza motivo nell’arco di più di tre ore… e il concetto di fondo non è facile da prendere per vero. Le ripetute scene di esecuzioni sono dure da digerire. Tratto dal best-seller di Stephen King.

The Mist

David Drayton (Thomas Jane) e suo figlio Billy (Nathan Gamble) fanno parte di un numeroso gruppo di abitanti di una piccola cittadina di provincia, terrorizzati e intrappolati in un supermercato da una strana nebbia sovrannaturale. David è il primo ad accorgersi che qualcosa si aggira nella nebbia …qualcosa di letale e spaventoso …creature di un altro mondo.

La sopravvivenza dipende dall’unione di tutti quelli che si trovano nel supermercato… ma, data la natura umana, sarà possibile? Mentre la razionalità va in pezzi davanti alla paura e al panico, David comincia a chiedersi cosa lo spaventi di più: i mostri fuori nella nebbia o quelli dentro il supermercato, il genere umano, le persone che fino a quel momento sono stati i suoi amici e i suoi vicini? In questo leggendario racconto del terrore scritto dal maestro Stephen King, il sottile strato di vernice del vivere civile viene graffiato via, la maschera viene tolta e il vero orrore si rivela in noi stessi.

1408

Michael Enslin è uno scrittore di libri del brivido. Ha da poco portato a termine un sopraluogo in un albergo infestato dai fantasmi, ma nessuna traccia del sovrannaturale. Non che si aspettasse di trovarne: da anni infatti la sua visione del mondo si è fatta cupa e disillusa in seguito alla perdita di un affetto e l’alidilà esercita su di lui un fascino magnetico. Dopo la presentazione del suo ultimo libro, Mike riceve una misteriosa cartolina da New York in cui è raffiguarto il Dolphin Holtel: sul retoro la scritta “Non entrate nella 1408”. La prende come una sfida e allerta immediatamente il suo editore per assicurarsi una notte all’interno della stanza. Nonstante i primi rifiuti e i successivi inviti a rinunciare da parte della direzione dell’albergo, lo scittore riesce a farsi consegnare le chiavi della 1408. Chiusa la porta alle sue spalle, ha inizio l’incubo.