A morte Hollywood!

Dorff è un regista “guerrigliero” che organizza il rapimento di una star del cinema e la utilizzerà poi per scatenare una guerra alla mellifluità dei film più commerciali. Rumoroso, frenetico e serioso sforzo dal solitamente divertente Waters.

Somewhere

Somewhere è uno sguardo penetrante e commosso nell’universo dell’attore Johnny Marco (Stephen Dorff) vive ad Hollywood, nel leggendario hotel Chateau Marmont. Johnny se ne va in giro sulla sua Ferrari e casa sua è un flusso continuo di ragazze e pasticche. Totalmente a proprio agio in questa situazione di torpore, vive senza preoccupazioni, fino a quando giunge inaspettatamente allo Chateau la figlia undicenne, Cleo (Elle Fanning), nata dal suo matrimonio fallito. Il loro incontro spinge Johnny a riflessioni esistenziali, sulla sua posizione nel mondo. Quale strada intraprendere adesso?

La forza del singolo

Precisamente quel che ci si aspetta quando il regista di Rocky e Karate Kid affronta un film sull’apartheid. Questa sdolcinatezza racconta con ardente entusiasmo di un ragazzo bianco del Sudafrica che promuove l’integrazione salendo sul ring con i suoi oppressi amici di colore. Offensiva volgarizzazione di un grande soggetto, ma almeno nella prima metà ci sono Freeman e Müller-Stahl nel ruolo dei mentori del giovanotto; quando nella seconda ora non sono più presenti nella sceneggiatura, guardare il film diventa una prova faticosa.