Billy Elliot

Billy Elliot è un adolescente con la vocazione per la danza classica, che nel nord Inghilterra – dove vive – è considerata cosa da femminucce. Nascondendolo al padre e al fratello, minatori impegnati nello sciopero anti-Thatcher, Billy segue lezioni di danza aiutato da un’insegnante che ha riconosciuto il suo talento e che desidera proporlo per un’audizione presso una prestigiosa scuola di Londra. Billy Elliot si colloca molto al di sopra della media dei prodotti per ragazzi. E se solo lo paragoniamo a film italiani quali Domani e Domenica ci rendiamo immediatamente conto di quanto spessore sociologico e quanta capacità di sintonizzarsi con l’universo adolescenziale sia presente in quest’opera prima di Stephen Daldry. Certo, è indubbio che Billy Elliot giochi abbastanza sul sicuro e non rinunci qua e là a essere accattivante e conciliante (specialmente nell’ultima sequenza, che stona con l’impianto realistico dell’intero film). Da questo punto di vista, il parallelo con Full Monty calza a pennello a Billy Elliot : entrambe le pellicole condividono la tendenza diffusa nel cinema inglese contemporaneo a spingere la protesta sociale sul piano dell’umorismo e a non negare in ultima analisi un lieto fine consolatorio.
Insomma, a fronte di un modello cinematografico rigoroso e intransigente – comune a molte delle migliori opere di ambiente operaio e proletario di Ken Loach, Stephen Frears e Mike Leigh – Billy Elliot , analogamente a Full Monty e Svegliati Ned , rivela un bisogno di spingere sul pedale commerciale trasformando gli spunti satirici in fruttuose occasioni da commedia. In compenso il film di Stephen Daldry conserva un’ammirevole sincerità di fondo, che tempera anche molti passaggi convenzionali: il clima familiare perennemente teso, la descrizione della realtà di un piccolo centro messo in crisi dalla vertenza sindacale, la capacità di far coesistere la «fiaba» di Billy con la consuetudine di un’ingrata esistenza vengono delineati con sapienza e semplicità. E senza ricadere nella roboante e plastificante retorica del cinema per ragazzi made in Usa. Davvero niente male per questo racconto di formazione, inscritto in una struttura lieve, straniante e bizzarra da musical. Tre nomination agli Oscar. (anton giulio mancino)

The Hours

Virginia Woolf, Laura Brown e Clarissa Vaughan. La prima vive negli anni Venti, la seconda nei Cinquanta e la terza ai giorni nostri. Sussex, Los Angeles e New York. Tre storie, un unico filo conduttore: il libro Mrs Dalloway. Virginia Woolf (Nicole Kidman) nel 1921 inizia a scrivere il libro che verrà pubblicato nel 1925, Mrs Dalloway appunto. Vive fuori Londra, in una casa di campagna, accudita dal marito e dai medici. La sua malattia mentale avanza e la scrittrice se ne accorge. Laura Brown (Julianne Moore) vive a Los Angeles e nel 1952 inizia a leggere il libro della Woolf. La sua vita sembra normale: ha un marito che la ama molto e un figlio adorabile. La lettura del romanzo, però, le sconvolge la vita e mette in discussione, per la prima volta, tutte le sue certezze. Clarissa Vaughan (Meryl Streep) vive a New York e sta preparando la festa per il suo amico poeta, ex amante, Richard, malato terminale di Aids. Richard la chiama Mrs Dalloway, perché lei ne è l’incarnazione in chiave moderna. Le tre donne ricercano la propria esistenza, il significato della loro vita e, come diceva la Woolf, la vita di ognuno è legata in qualche modo a quella di altri. Tratto dall’omonimo romanzo di Michael Cunningham, pubblicato nel 1998 e premiato con il Pulitzer nel 1999, The Hours è un film sulle fragilità umane, non solo femminili. Tre spaccati di vita, in tre epoche diverse, ma tutte intercambiabili l’una con l’altra. Ottima la regia, il montaggio, la fotografia, le scene, i costumi e, ovviamente, la sceneggiatura. Come spina dorsale del film le tre attrici, al solito insuperabili. Oscar alla Kidman e altre otto nomination. (andrea amato)

The Reader – A voce alta

Nella Germania dopo la fine della seconda guerra mondiale, l’adolescente Michael Berg si sente male e viene aiutato ad arrivare a casa da Hanna, un’estranea che ha il doppio dei suoi anni. Michael si riprende dalla scarlattina e cerca Hanna per ringraziarla. Così, i due rapidamente rimangono coinvolti in una relazione segreta eappassionata. Michael scopre che Hanna ama sentir leggere e il loro rapporto fisico si trasforma in qualcosa di più profondo. Hanna è entusiasta che Michael le legga L’odissea, Le avventure di Huckleberry Finn e La signora con il cagnolino. Nonostante il loro rapporto, un giorno Hanna scompare misteriosamente, lasciando Michael confuso e addolorato. Otto anni più tardi, mentre Michael è uno studente di legge che osserva i processi per i crimini di guerra nazisti, è sconvolto nel veder tornare Hanna nella sua vita, questa volta come imputata in tribunale. Mentre il passato della donna viene rivelato, Michael scopre un segreto importante che avrà un forte impatto sulle loro vite.