Il tempo delle mele 3

In Francia, una studentessa e un giovane compositore di musica leggera si conoscono durante una vacanza sulla neve. Ritrovatisi casualmente a Parigi, i due scoprono di amarsi. Una graziosa ma prevedibile commediola sentimentale. Nonostante il titolo italiano, la regia di Pinoteau e la presenza di Sophie Marceau, non si tratta comunque del terzo episodio della fortunata serie.
(andrea tagliacozzo)

Carissima me

Margaret (Sophie Marceau) è una donna in carriera molto determinata.
Il giorno del suo quarantesimo compleanno, un notaio di una piccola provincia le invia delle vecchie lettere che si era spedita quando aveva sette anni.

Rileggendole una a una, si immerge in ricordi nascosti, situazioni dimenticate, i primi amori, giochi e ambizioni che fanno vacillare tutte le sue certezze e rimettono in questione la sua vita. Perchè da adulta è diventata il contrario di quello che desiderava da bambina…

Belfagor – Il fantasma del Louvre

Uno spirito, rimasto in una mummia egizia di 3500 anni fa, terrorizza il museo più famoso del mondo. I sistemi di allarme saltano, le bacheche esplodono e le persone muoiono. Entrato nel corpo di una ragazza (Sophie Marceau), il fantasma dell’antico Egitto cercherà pace e degna sepoltura. Dedicato a tutti gli amanti di egittologia, spiritismo, aldilà e del Louvre, splendido set della pellicola. Ben girato e con effetti speciali degni dei migliori film di fantascienza americani. Liberamente tratto dall’opera di Arthur Bernede,
Belphegor
, il film appassiona, anche se dal primo minuti si intuisce il finale. A parte un paio di scivoloni nella banalità più sconcertante, ,
Belfagor – Il fantasma del Louvre
è godibile e la Marceau è di una bellezza «soprannaturale».
(andrea amato)

Alex&Emma

Alex Sheldon è uno scrittore di successo con il vizio del gioco. Per liberarsi di due strozzini cui deve 50mila dollari, deve riuscire a terminare il suo nuovo romanzo entro trenta giorni. I due energumeni gli distruggono il computer e Alex si vede costretto ad assumere Emma Dinsmore, una giovane stenografa che ha cresciuto da sola le tre sorelle. Lo scrittore comincia a dettare la storia di un triangolo amoroso, una vicenda di fantasia svoltasi nel 1924. Il romanzo ha per protagonista un giovane laureato, Adam Shipley, che si trova a fare da tutore ai due bambini di Polina Delacroix, un’affascinante vedova di origini francesi, un tempo ricca e ora in rovina. La donna viene spinta dalla sua famiglia nelle braccia del benestante pretendente Shaw ma Adam, innamorato di lei, cerca in tutti i modi di opporsi al matrimonio. Sulla scena compare anche Anna, personaggio chiaramente ispirato dalla crescente ammirazione di Alex per Emma. Tra i due nasce un sentimento sincero ed Emma aiuta l’uomo a mettere ordine nella sua vita ma, quando tutto sembra andare per il meglio, giunge dal passato la vera Polina e le cose cominciano a complicarsi.

Rob Reiner torna alla commedia romantica, genere che lo aveva portato al successo nel 1989 con
Harry ti presento Sally. Alex&Emma,
contiene tutto quello che il pubblico si aspetta da questo tipo di film: una storia d’amore tra due attori giovani e accattivanti, un’ambientazione vagamente retrò, un pizzico di feuilletton vecchia maniera, il tutto condito da un’ironia pulita anche se a volte prevedibile. Nonostante la banalità della trama e l’immancabile lieto fine, intuibile già dalle prime inquadrature, il film è gradevole e divertente. La sensazione prevalente è quella di trovarsi di fronte a una pellicola anni Quaranta dopo il restauro. Reiner non inventa nulla di nuovo e probabilmente ne è consapevole: si affida in maniera evidente, e apprezzabile, alla tradizione della commedia romantica di stampo hollywoodiano. La faccia pulita di Luke Wilson e la deliziosa Kate Hudson, impegnata in un ruolo che le sembra cucito addosso, contribuiscono a rendere ancora più gradevole un prodotto ben fatto e curato nei minimi particolari. Simpatico anche il cammeo della splendida Sophie Marceau nei panni della vedova mangiatrice di uomini, interpretata con eccellenti risultati comici (imperdibile la scena dell’interminabile amplesso tra lei e Adam). Un’ottima occasione per gli appassionati del genere, «solo» una bella e romantica storia d’amore.
(emilia de bartolomeis)

007 – Il mondo non basta

Bello anche se come al solito troppo lungo, questo film che vede 007 vendicare l’assassinio di un industriale grande amico di M. Brosnan è ok, così come le sequenze d’azione: ma M (Dench) è descritta come una folle e la Richards è totalmente fuori luogo nei panni di un fisico nucleare (in pantaloni corti!), con dialoghi ridicoli in abbondanza. Carlyle è perfetto come cattivo, in un ruolo sotto le righe; la Marceau è deliziosa nella parte di Elektra. Ultimo film per Llewelyn come Q. 

Il tempo delle mele

Il tempo delle mele

mame cinema IL TEMPO DELLE MELE - STASERA IN TV IL CULT DEGLI ANNI '80 sophie
Sophie Marceau in una scena del film

Diretto da Claude Pinoteau, Il tempo delle mele (1980) è ambientato a Parigi. Lì una tredicenne, Vic (Sophie Marceau) va a una festa organizzata dai suoi compagni di scuola. Ma si annoia e decide di andarsene, telefonando a suo padre per farsi riportare a casa. Mentre aspetta l’arrivo del papà, un ragazzo di nome Mathieu (Alexandre Sterling) le mette un paio di cuffie alle orecchie, dalle quali la ragazza ascolta le note della romantica canzone Reality (Richard Sanderson). Da questo momento, i due vivono insieme il loro primo amore.

Ma, tra emozioni e gelosie, Vic sperimenta anche i conflitti con i propri genitori, i quali a loro volta affrontano una crisi matrimoniale. La nonna Poupette (Denise Grey) resterà comunque accanto alla nipote, aiutandola a vivere questo periodo magico ma complesso della sua vita.

Curiosità

  • Il film vide l’esordio di Sophie Marceau come attrice, nata come Sophie Danièle Sylvie Maupu.
  • Per scegliere gli attori principali, la produzione valutò dai 3000 ai 4000 ragazzi. Tuttavia, la protagonista non venne scelta fino a pochi giorni prima della chiusura delle audizioni.
  • Il film si è classificato al 3º posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 1981-1982.
  • Oltre al grande successo della pellicola, anche la canzone Reality diventò presto una hit in tutto il mondo. Ancora oggi, le sue note sono il leitmotiv del film.
  • Il titolo originale del film è La Boum (La Festa).
  • Una location utilizzata per le riprese è il famoso liceo Enrico IV, situato nel Quartiere Latino.
  • Il film è stato seguito da due sequel, rispettivamente nel 1982 e nel 1988.

Al di là delle nuvole

La figura di un regista, che si muove tra Portofino e Parigi, è il pretesto per raccontare quattro storie d’amore con occhio cinico, ma sognante. Un film patinatissimo (patrocinato da Wenders, che rende omaggio all’allora ultraottantenne regista italiano), ma mancante dell’energia e della forza espressiva proprie delle opere migliori di Antonioni. Negli episodi-cornice, girati dal solo regista tedesco, il narratore (Malkovich) conversa con una donna. Tornato sul set dopo una lunga malattia e amorevolmente aiutato da Wenders, Antonioni porta coraggiosamente in scena il proprio tormento d’artista, ossessionato dalla ricerca della vera immagine assoluta ma insieme conscio che ogni suo sforzo è destinato a fallire. Inevitabile che possa irritare l’opera di un regista che porta in scena la storia del proprio scacco, “la rinuncia dello sguardo” che si interroga cosa c’é al di là delle nuvole (e delle immagini).