Sogni mostruosamente proibiti

Il complessato Paolo lavora in una casa editrice di fumetti. Per sfuggire alla deludente realtà di tutti i giorni, ha creato nella sua fantasia la bellissima Dalia, con la quale immagina di essere coinvolto in mille avventure. Mentre si trova in un supermarket, il timido impiegato si ritrova, come per miracolo, davanti alla donna dei suoi sogni. Fin dal titolo, il film si rifà abbastanza spudoratamente a
Sogni proibiti
, il classico degli anni Quaranta con l’indimenticabile Danny Kaye. Inutile dire che con le sue gag stantie e un Villaggio sempre più ripetitivo il confronto con l’originale è praticamente improponibile.
(andrea tagliacozzo)