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Una parabola sull’invadenza dei media ambientata a Hong Kong. Una troupe televisiva riprende a sua insaputa una squadra della polizia mentre viene sbertucciata da una gang di rapinatori, facendo così crollare la fiducia dell’opinione pubblica nei tutori dell’ordine. Per fortuna, il detective Cheung, lavorando a un’indagine che nulla ha a che vedere con il colpo, ritrova la refurtiva presso il covo dei criminali, in un palazzo semidiroccato. L’ispettore Rebecca Fong decide a quel punto di prendersi una rivincita sulla tempestività della Tv, facendo fare irruzione ai suoi uomini con in testa degli speciali caschi dotati di videocamera, così da riprendere in diretta la riscossa della polizia sui malfattori. Ma questi hanno in serbo una trappola?Il film è stato presentato fuori concorso al Festival di Cannes nel 2004.

Tomb Raider II – La culla della vita

Nell’isola di Santorini, in Grecia, Lara Croft scopre un tempio risalente all’epoca di Alessandro il Grande, completamente sommerso dal mare. All’interno delle rovine trova un codice per raggiungere il vaso di Pandora, che contiene il potere per il controllo del destino del mondo. Del vaso vuole impossessarsi anche Chen Lo, un malvagio cinese che lavora per il vecchio scienziato milionario Jonathan Reiss. Quando torna in Inghilterra, a Lara viene chiesto di recuperare il vaso di Pandora e di salvare il mondo dalla rovina. Affiancata nell’impresa dall’ex fidanzato Terry Sheridan, l’affascinante archeologa tenta di recuperare il prezioso oggetto, nascosto alle pendici del monte Kilimanjaro.
Sono trascorsi due anni dall’uscita nelle sale di Lara Croft: Tomb Raider, primo episodio della saga mutuata dall’omonimo videogame. La culla della vita, il secondo episodio, non porta con sé nulla di nuovo. La regia è stata affidata a Jan De Bont, che ha deciso di strafare. Molti, e a tratti superflui, gli effetti speciali presenti nel film, nel corso del quale un sonoro invadente stordisce lo spettatore, proiettato dalla vecchia Inghilterra ai paesaggi esotici dell’estremo Oriente in un’avventura che in ben pochi momenti riesce a coinvolgere fino in fondo. I personaggi, nel primo episodio ben caratterizzati dall’allora regista Simon West, non sembrano presentare la stessa carica ironica, rendendo i poco scorrevoli. L’atletica e superdotata Angelina Jolie si muove tra percorsi obbligati che sembrano studiati a tavolino ma non convince del tutto, riuscendo a far sorridere solo quando si barcamena tra terribili creature dalle dentature affilate e nemici invincibili, nei lunghi e spettacolari combattimenti che costellano la pellicola. Ma Lara Croft non ha davvero nulla a che vedere con lo spielberghiano Indiana Jones: il sentimento e il proverbiale sarcasmo dell’archeologo più famoso del grande schermo sono assenti. Quando le luci si riaccendono una domanda sorge spontanea: vale davvero la pena portare la Playstation al cinema? (emilia de bartolomeis)

Bullet in the Head

Racconto intenso e adrenalinico su tre amici che lasciano Hong Kong per far fortuna in una Saigon che nel 1967 è prostrata dalla guerra, cacciandosi in un mare di guai che mette a dura prova la loro lealtà. Un film epico, appassionante e teso, con scene d’azione e di scontri fra le più ardite di Woo: ad esempio, quella ambientata in un campo di prigionia. Woo è co-autore della sceneggiatura e ha anche curato il montaggio. La durata indicata è quella della versione voluta dal regista; la maggior parte delle copie americane dura 100 minuti.