Il pistolero

Il pistolero
di Don Siegel è l’ultimo film interpretato dalla leggenda del western cinematografico per eccellenza, John Wayne. Non è soltanto un magnifico canto del cigno per il più grande eroe hollywoodiano, ma un’analisi struggente – eppure lucida e impietosa – del mito wayniano. Con tutte le sue contraddizioni, dall’idealismo incrollabile alla proverbiale misoginia.

Il passato del pistolero John Bernard Books coincide con quello cinematografico dell’attore: ritornano le immagini di alcuni capolavori come
Il fiume rosso, Un dollaro d’onore e Hondo
, e la sua parabola di uomo del West che regola i conti con tre nemici di vecchia data rimanda esplicitamente a
Ombre rosse
. Solo che stavolta la leggenda cede il passo alla realtà crepuscolare e all’opacità dell’era moderna: l’eroe immortale, come solo in rari casi è accaduto nella filmografia dell’attore, soccombe nel finale.

Involontariamente e drammaticamente autobiografico,
Il pistolero
mostra il protagonista afflitto da un cancro incurabile (il male che tre anni dopo stroncò la vita dell’attore) e raccoglie un cast di gloriose star avviate sul viale del tramonto, come James Stewart e Lauren Bacall. Dà inoltre spazio al giovanissimo Ron Howard, destinato a una futura carriera di regista (
Apollo 13, Il Grinch
).
(anton giulio mancino)

Survival

Un gruppo di amici, durante una cena, inizia un cinico gioco di società: ognuno dei partecipanti deve giustificare la propria esistenza e votare l’eliminazione di uno degli avversari. Per qualcuno è l’occasione per sfogarsi e far emergere i propri risentimenti, da troppo tempo soffocati. La premessa del film è intrigante. I risultati, invece, decisamente non all’altezza. Anne Francis venne lanciata negli anni Cinquanta come l’erede di Lana Turner.
(andrea tagliacozzo)

Io sono la legge

Sette mandriani, dopo essersi ubriacati e aver messo a soqquadro la cittadina di Bannoch, uccidono involontariamente un povero vecchio. Quindi tornano a Sabbate, dove lavorano alle dipendenze di un ricco allevatore. L’irremovibile sceriffo di Bannoch è deciso ad assicurare i sette alla giustizia. Buon western, stilisticamente influenzato dai film violenti e barocchi di Sergio Leone. Robert Ryan, nei panni di un mite sceriffo, ruba la scena al protagonista. Winner tornerà a dirigere Lancaster in Scorpio , un poliziesco del ’72. (andrea tagliacozzo)