Bolle di sapone

Un produttore televisivo è soggiogato da un’attricetta fatalona che lo vuole convincere a far fuori la vecchia protagonista di una soap-opera.

Tra gelosie, invidie, scemenze e assurdità, un ritratto pungente e tutt’altro che stupido del mondo della finzione televisiva. A un certo punto gli intrecci della vita «reale» (figlie nascoste, vecchie amanti segrete, nodi di passioni) superano quelli immaginari. Ben scritto e ben recitato, dal ritmo sostenuto, è un film che – pur non aggiungendo molto di nuovo rispetto alle vecchie pellicole su Hollywood – possiede una sua gradevolezza che ne fa il degno figlio di una grande tradizione brillante. L’autoironica Sally Field, Kevin Kline o Whoopi Goldberg non hanno nulla da invidiare ai comedians del passato. Anche se, come tutti i film sulla volgarità dei media, anche
Bolle di sapone
finisce per essere un po’ troppo autoreferenziale.
(emiliano morreale)

Singles – L’amore è un gioco

La vita fra i singles di Seattle; per niente facile. Vivace commedia seria con alcune piacevoli caratterizzazioni (soprattutto da parte di Scott e della Sedgwick), ma mai così solida — o perspicace — come ci si poteva aspettare. Il film ha un sacco di musica, di ambientazione e di stile, ma anche una sceneggiatura piuttosto discontinua. Eric Stoltz (che è apparso in tutti i film del regista), Tom Skerritt e Peter Horton hanno dei divertenti cammeo.