American Pie – Il primo assaggio non si scorda mai

Buona commedia adolescenziale su quattro ragazzi che muoiono dalla voglia di perdere la verginità. La fama del film è legata a gag fondamentalmente volgari, ma ben costruite intorno a situazioni e a personaggi credibili. In effetti si tratta di una comicità di vecchio stampo, nonostante la modernità delle battute. Con due sequel.

Scary Movie

Potrebbe sembrare un paradosso, eppure non era facile fare un film come Scary Movie . Il tentativo di costruire novanta minuti intorno a elementi già dati – ovvero attingere a piene mani da stereotipi e immagini del cinema dell’orrore di questi anni, parodiandoli e buttandoli sul ridere – rischiava di afflosciarsi dopo cinque minuti, perché è assai difficile infilare una dopo l’altra scenette-copia a significante rovesciato che possano avere pure un senso d’insieme. Insomma, c’era la possibilità di cuocere soltanto uno spiedino di sketch da una manciata di pellicole ( Scream, Matrix, I soliti sospetti, Il sesto senso ) con poco o alcun collante tra gli stessi: la noia e l’inutilità sarebbero state sovrane. Invece il regista e i fratelli co-sceneggiatori dimostrano acume: girano un film che è sì un susseguirsi di momenti conosciuti (la base è la storia di Scream – con una ragazzina e i suoi amici terrorizzati dal killer mascherato – interpolata da elementi provenienti da altre fonti), ma fortunatamente funziona anche come oggetto complessivo. Oggetto che, soprattutto, non è tanto una parodia quanto un film di genere a senso compiuto, che utilizza meccanismi derivativi armonizzandoli in maniera da farli coagulare. Non è poco. E poi Scary Movie è finalmente quella pellicola sozzona, (h)ardita e sanamente triviale – e di marcato segno omoerotico – che decine di orrori passati sullo schermo negli ultimi tempi (da American Pie ad American School ) aspiravano a essere. Numerose le sequenze da sganasciarsi: il glory hole nella toilette del cinema, l’amplesso con eruzione finale, la lotta a mo’ di Matrix con una specie di polka inclusa. Sarebbe da vedere rigorosamente in lingua originale. Da noi è passato miracolosamente col divieto ai 14 anni: quindi, si spera, totalmente uncut. (pier maria bocchi)

Cursed – Il maleficio

I fratelli Ellie (Christina Ricci) e Jimmy (Jesse Eisenberg) rimangono coinvolti in un incidente stradale, quando, in una notte di plenilunio, l’auto su cui stanno viaggiando viene attaccata da una strana creatura simile a un lupo. I due, pur feriti da quella bestia non identificata, riescono a salvarsi.  Ma le conseguenze dell’incidente vanno ben oltre alcune banali escoriazioni e un grande spavento; Ellie e Jimmy, infatti, iniziano a cambiare: si ritrovano dotati di incredibile forza e agilità, sensi iper-acuti e, last but not least , di un incredibile fascino che li rende desideratissimi dagli esponenti dell’altro sesso.
Interpretate dapprima come un dono, queste nuove caratteristiche si rivelano presto per ciò che sono in realtà: avvisaglie della maledizione che li ha colpiti, e che li sta lentamente trasformando in lupi mannari assetati di sangue.
Realizzato dalla premiata ditta Craven-Williamson (supercampione di incassi con la trilogia di Scream ), Cursed è un prodotto senza alcuna pretesa, che racconta una storia di licantropi abbastanza scialba e banalotta, resa leggermente più godibile grazie ad alcune trovate divertenti, come quella di mettere in evidenza la carica erotica «animalesca» che i due protagonisti acquistano dopo essere stati morsi dal lupo mannaro, e a una sceneggiatura brillante che strappa qualche risata allo spettatore, soprattutto nelle scene che vedono protagonista l’adolescente Jimmy.
Fin dai tempi di Nightmare, Craven si è sempre contraddistinto per il suo approccio «soft» al genere horror: gira pellicole che hanno lo scopo di far divertire lo spettatore, non certo quello di spaventarlo. E Cursed non costituisce certo un’eccezione, anzi, rivela una natura di prodotto profondamente, orgogliosamente «trash». In effetti, la definizione di trash-horror si adatta ottimamente a una storia di lupi mannari che, nonostante l’impegno, più che paura fanno ridere.  Comunque, i fasti di Freddy Krueger sono lontani…  Una segnalazione per le ragazzine: Jake, il cattivo del film, è interpretato da Joshua Jackson, amatissimo interprete del personaggio di Pacey nel soap-serial adolescenziale Dawson’s Creek. (michele serra)

I 13 spettri

Remake solo nominale del thriller con trucco di William Castle, che vede un padre vedovo, i suoi due figli e la loro governante in una casa progettata diabolicamente, labirinto di un gigante: la quale, come se non bastasse, ospita dodici fantasmi inquieti e violenti. Né pauroso né intelligente: una scusa misera per roba da Halloween.