Frenesia dell’estate

Per ingelosire la sua amante, titolare della casa di moda per cui lavora, Marcello (Amedeo Nazzari), indossatore di professione e sedicente aristocratico, si fa vedere in compagnia della più giovane Foschina. Attorno a Marcello, sullo sfondo delle assolate spiagge della Versilia, ruota un’innumerevole serie di personaggi. Una commedia all’italiana senza infamia e senza lode, diretta con grande mestiere da Luigi Zampa.
(andrea tagliacozzo)

Mio figlio Nerone

L’imperatrice Agrippina (Gloria Swanson) vorrebbe liberarsi dell’intrigante nuora Poppea (Brigitte Bardot) e mandare il figlio Nerone (Alberto Sordi), ozioso e dissoluto, a combattere contro i Britanni. Nerone, dal canto suo, cerca in tutti modi di eliminare la madre, ma ogni attentato ai danni della donna si rivela un fallimento. Grande cast per un film tutto sommato modesto che si risolve in un tour de force comico per Alberto Sordi, esilarante come al solito. Quest’ultimo tiene degnamente il confronto con Ettore Petrolini, che aveva interpretato il personaggio dell’imperatore romano negli anni Trenta.
(andrea tagliacozzo)

Il cuore altrove

Bologna, anni Venti. Nello è un imbranato neoinsegnante, trasferito di fresco in città. È in cerca della donna della sua vita e, infatti, la trova: una bellissima ragazza non vedente. Si innamora follemente di lei e la asseconda in ogni capriccio, fino a perderla, rassegnandosi a trascorrere il resto della vita in solitudine. Un Avati in forma, che torna alla dimensione a lui più congeniale: il ritratto di personaggi di provincia. Godibile.

Giulietta degli spiriti

Non molti, all’epoca, colsero la assoluta centralità che in
Otto e mezzo
aveva il personaggio della moglie del protagonista, interpretata da Anouk Aimée. Un personaggio sfumato e non superficiale, una versione autoironica delle eroine dell’incomunicabilità di Antonioni. Da questo punto di vista, il successivo
Giulietta degli spiriti
può quasi sembrare quello che gli americani chiamano spin-off, un film che prende un personaggio secondario del film precedente e lo espande a protagonista. La scelta del punto di vista femminile già allora non parve convincente fino in fondo, eppure
Giulietta
è un film che migliora col tempo. Sarà perché è la prima volta che Fellini fa esplodere l’immaginario cattolico in direzione quasi horror (ci tornerà più volte, da
Toby Dammit
a
Roma
), tanto che in quegli anni il regista riminese ci pare più parente di Bava che di Antonioni; sarà perché il suo cinema non era mai stato così lussureggiante (
Giulietta
è uno dei suoi lavori più arditi sul colore). Rimane un film non risolto, sgradevolissimo, sincero e ossessivo.
(emiliano morreale)

Otto e mezzo

Un regista in crisi, diviso tra la moglie e l’amante, va alle terme, ma anziché l’ispirazione arrivano angosce e incubi. Eppure il film deve partire. Prototipo del moderno «cinema sul cinema», che in consonanza con la francese «politica degli autori» mette al centro il regista (mentre fino ad allora le angosce del cinema erano state soprattutto quelle dei divi, tipo
È nata una stella
). Copiato e ricopiato mille volte, è invecchiato benissimo: un capolavoro di libertà di costruzione, un’abbagliante visione da incubo sottolineata dal bianco e nero di Gianni Di Venanzo. Gli spazi, i terrains vagues del sottofinale circense sono «fratelli nel dolore» delle spianate di Pasolini (quanti cantieri, nel cinema italiano di quegli anni!). Alla distanza, Fellini ha surclassato Antonioni: con i suoi clown e le sue Barbara Steele, era molto più vicino all’anima stessa del cinema, e lo stupendo personaggio della moglie Anouk Aimée contiene tutte le donne dell’incomunicabilità antonioniana, con in più l’autoironia.
(emiliano morreale)

Chi nasce tondo…

Mario e Righetto, due cugini trentenni, sono alla disperata ricerca della nonna ultraottantenne fuggita dalla casa di cura Villa Quiete dopo averne svaligiato la cassa. Mario deve tener nascosta l’esistenza della nonna ladra alla futura moglie, Flaminia, e alla famiglia di lei. Il suocero, infatti, è il titolare di una ditta di antifurti e porte blindate, dove Mario lavora come Responsabile dell’ufficio vendite… Righetto, invece, è un truffatore che occupa e sfruttavecchi edifici abbandonati per riaffittarli a peso d’oro.