Urla del silenzio

Agli inizi degli anni Settanta, un giornalista americano, in Cambogia per seguire il conflitto che dilania il Paese, stringe amicizia con un medico del luogo che gli fa da interprete. Tratto dalle memorie del reporter del
New York Times
Sidney Schanberg, il film di Roland Joffè – già apprezzato documentarista, qui al suo esordio in un film a soggetto – tocca abilmente le corde del sentimento senza risultare troppo melenso e ruffiano. Haing S. Ngor, al suo debutto sul grande schermo, vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista. Il film conquistò altre due statuette per la fotografia (Chris Menges) e il montaggio (Jim Clark).
(andrea tagliacozzo)

Le divorce – Americane a Parigi

Un cast di tutto rispetto si trova in difficoltà in questa “comedy of manners” assai esile sulla condizione sessuale e sentimentale di un’inesperta americana a Parigi (Hudson) e della di lei sorella (Watts), incinta e abbandonata. Un sacco di complicazioni nella trama non aggiungono molto, e l’opportunità di sondare le differenze culturali fra americani e francesi va sprecata. La sceneggiatura di Ivory e Ruth Prawer Jhabvala è tratta dall’apprezzato romanzo di Diane Johnson. Panavision.

Settembre

In una bella villa del Vermont, un gruppo di sei persone passano alcuni giorni di vacanza. Tensioni, passioni e risentimenti degli ospiti non tardano a venir fuori. Uno dei lavori meno riusciti di Woody Allen, ben scritto e interpretato, ma inerte e di maniera. Il film è stato girato due volte: la prima versione, nella quale comparivano anche Maureen O’Sullivan, Charles Durning e Sam Shepard, non aveva infatti soddisfatto l’esigente regista newyorkese. (andrea tagliacozzo)