Il texano dagli occhi di ghiaccio

Lungo e violento western che comincia verso la fine della guerra civile: Eastwood è un pacifico agricoltore che si trasforma in fuorilegge quando i soldati dell’Unione sterminano la sua famiglia. Sulla sua testa viene messa una taglia, il che scatena una caccia al gatto col topo simile a un’odissea. Clint ha assunto il ruolo di regista dopo Philip Kaufman, che è figura come co-autore della sceneggiatura. Con un sequel: The Return of Josey Wales (ma senza Eastwood). Panavision. Una nomination all’Oscar alla colonna sonora.

Giardini di pietra

Storia ben recitata, ambientata fra le milizie territoriali stanziate presso il National Cemetery di Airlington durante la fase acuta della guerra del Vietnam e incentrata sulla figura di un giovane soldato deciso a partire per il fronte. Il film è tenuto in piedi da grandi intepretazioni, ma sul finale i dialoghi, e l’ispirazione stessa, diventano affettati. Non aiuta la musica funerea di Carmine Coppola. Jones ruba la scena con un personaggio dal cuore tenero. I veri genitori della giovane Mary Stuart, Peter Masterson and Carlin Glynn, interpretano lo stesso ruolo sul grande schermo.

L’ultimo spettacolo

Acuto ritratto (tratto da un romanzo di Larry McMurtry, sceneggiato dallo stesso Bogdanovich) della vita in una cittadina del Texas negli anni Cinquanta e di come le esistenze dei protagonisti finiscono per intersecarsi. Johnson e la Leachman vinsero l’Oscar per la loro eccellente interpretazione, ma tutto il cast funziona benissimo. Ottima la fotografia in bianco e nero di Robert Surtees. Debutto cinematografico della Shepherd. Con un sequel: Texasville. L’edizione speciale rieditata da Bogdanovich nel 1990 include sette minuti di materiale originariamente tagliato.