Il prefetto di ferro

Tratto dall’omonimo libro di Arrigo Petacco, il film s’ispira alla vera storia di Cesari Mori che nel 1925 fu nominato dal governo fascista prefetto di Palermo con pieni poteri. Uomo integerrimo, dai metodi bruschi ma efficaci, il magistrato indaga a fondo nella mafia siciliana, scoprendo connivenze con il regime che lo rendono inviso ai superiori. Squitieri adotta con discreta efficacia gli stilemi del western americano al film «di mafia» nostrano.
(andrea tagliacozzo)

Indio Black

Un pistolero, Indio Black, è incaricato, insieme a due compagni, di impadronirsi di un grosso quantitativo d’oro destinato a finanziare la rivoluzione messicana. Tipico western all’italiana. Ma all’epoca il genere, in auge alla metà degli anni Sessanta, mostrava già la corda. Una delle rare apparizioni di Yul Brynner nel cinema italiano (l’altra sarà sotto la regia di Antonio Margheriti in
Con la rabbia agli occhi
del ’76).
(andrea tagliacozzo)