Qualcuno da amare

A Santa Monica, in occasione dell’imminente demolizione di un vecchio cinema, due fratelli, proprietari del locale, organizzano un ricevimento al quale invitano numerosi personaggi del mondo dello spettacolo. Film d’autore interessante, ambizioso, ben dialogato, ma anche un po’ prolisso. Ultima interpretazione di Orson Welles, scomparso il 10 ottobre dell’85 a sessantanove anni, mattatore assoluto delle sequenze in cui appare.
(andrea tagliacozzo)

Live Virgin

Negli Usa è stato rititolato
American Virgin
, per fare il verso ad altri due film con la Suvari,
American Pie
e
American Beauty
. Ma è il tipo di film che laggiù al massimo esce in home video. Qui la stagione sbaracca, e trova spazio questo monstrum. Dove la Suvari, col suo testone e le sue grazie da lolita freak, è la figlia di un pornoregista (Robert Loggia, mediamente professionale) che decide di perdere la verginità in diretta. Mente dell’operazione è Hoskins, e qui scatta un altro elemento di imbarazzo: vedere il partner di Roger Rabbit finire con un uccello tatuato sulla fronte e prodursi in una serie di smorfie da guitto di terz’ordine mette una profonda malinconia. Il tipo di satire che non graffiano nulla, e che rimangono molto indietro (anche per audacia) alla realtà che prendono di mira. Più per masochisti che per trashofili: e la comparsa del simpatico ex pornodivo Ron Jeremy non vale il prezzo del biglietto.
(alberto pezzotta)

Incidente fatale

Un uomo e una donna, incontratisi casualmente grazie a un incidente d’auto, si accorgono di nutrire una profonda attrazione l’uno per l’altra. Le reciproche fantasie sessuali prendono gradualmente forma in giochi bizzarri e pericolosi. A tratti interessante, strano, ambizioso, ma fondamentalmente poco riuscito. Una piccola curiosità: il film uscì negli Stati Uniti nell’85 con il titolo
Fatal Attraction
, tre anni prima del fortunato
Attrazione fatale
di Adrian Lyne.
(andrea tagliacozzo)

Anche gli uccelli uccidono

Un giovanotto ritardato, che si nasconde sotto il tetto dell’osservatorio di Houston, progetta uno strano apparecchio con cui vorrebbe volare. Tutti quelli che cercano di ostacolarlo nell’impresa trovano la morte in circostanze misteriose. Un film corrosivo, allo stesso tempo amaro e divertente, realizzato da Robert Altman subito dopo il grande successo di M.A.S.H.. Il regista privilegia ancora una volta i toni grotteschi e surreali del racconto, ma senza commettere l’errore di trasformare i personaggi in anonime macchiette. Ottimo Bud Cort, in seguito protagonista del bellissimo Harold e Maude . Tra i migliori film di Altman, nonostante la poca fama. (andrea tagliacozzo)

Così è la vita

Un architetto di successo, ipocondriaco di vecchia data, vede il traguardo dei sessant’anni come un’autentica catastrofe. Giustamente preoccupata è invece la moglie, una cantante, che teme di avere un tumore alla gola. Una commedia realizzata in famiglia (la Andrews è la moglie di Blake Edwards, mentre nel cast appaiono Chris Lemmon, figlio di Jack, e la moglie dell’attore, Felicia Farr), affidata quasi tutta all’improvvisazione degli attori e girato dal regista nella sua casa di Malibù. Lontano dalla perfezione, probabilmente, ma ricco di grandi momenti, allo stesso tempo divertenti e malinconici.
(andrea tagliacozzo)