A ruota libera

Pericle Caruso rimane paralitico per la svista di un luminare e decide di fargli causa. Parte allora per Parigi con il testimone Mario Pecorella e l’infermiera Silvia. In realtà, chissà perché, la compagnia si ferma a Forte dei Marmi dalle zie Teresa e Beatrice. Come si capisce anche dai trailer, il film vale solo per le apparizioni di una bella Ferillona abbronzata e di Manuela Arcuri, tra le quali la presenza e la logorrea pseudo-troisiana di Salemme appaiono francamente importune. Ma
A ruota libera
è inferiore a qualunque attesa: non si ride mai, e se la prima parte è di una noia esiziale, l’nsensata trasferta balneare appare una versione chiattilla delle vecchie commedie scollacciate con Gloria Guida, con tanto di ninfomani, mogli ciccione e porte che sbattono. Gag riciclate da mille altri film (addirittura dai precedenti di Salemme, ed è un po’ troppo) e due citazioni finali da Totò e da
La grande guerra
. Più triste che trash, con qualche nanosecondo lunare grazie a Ceccherini. Resta il sospetto che la sedia a rotelle di Salemme, più che un aggiornamento politically correct, sia un espediente per tenere l’inquadratura ad altezza di tetta.
(emiliano morreale)

Ferie d’agosto

Lotta di classe rivisitata a Ventotene: da una parte un gruppo di amici intellettuali, capitanati da Silvio Orlando, dall’altra due famiglie vocianti e dalle abitudini più popolari. Lo scontro sarà inevitabile e Virzì, grazie anche a degli attori in grande forma, ritrae uno spaccato del nostro paese giocando sul contrasto di questi due mondi che, sembra dire, sono molto meno lontani di quanto si creda.

Eccezzziunale veramente – Capitolo secondo… me

Riprendono le avventure dei tre incalliti tifosi Donato (il milanista), Tirzan (lo juventino) e Franco (l’interista). Donato ha passato tutto questo tempo sull’isola di Ibiza e solo oggi decide di tornare nella sua amata Milano. Qui trova una situazione inaspettata: Ginevra, la sua fidanzata di un tempo, gli confessa di aver avuto un figlio da lui che, sfortunatamente per Donato, è uno sfegatato ultrà interista.
Tirzan invece ha passato gli ultimi vent’anni in un letto d’ospedale, a causa di un incidente stradale occorsogli mentre era alla guida del suo camion. Risvegliato dal coma non si ricorda più nulla, neanche della sua Juventus. Ritrova però la bella Nunzia, sua moglie, che nel frattempo si è legata all’uomo coinvolto vent’anni prima nell’incidente di Tirzan. Colpito da un pallone, riacquisterà la memoria.
Franco l’interista è sommerso dai debiti a causa della sua passione per il gioco. Il bar di cui è proprietario è preda dei creditori ma un giorno, durante una trasferta a Zurigo, scambia la propria valigia con quella di un malavitoso. All’interno trova centocinquantamila euro, cifra sufficiente a rimetterlo in piedi. Ma la mafia rivuole i suoi soldi e, per non finire con le scarpe di cemento, Franco dovrà scendere a patti con i boss.
Alla fine ce l’hanno fatta. Diego Abatantuono insieme a Carlo ed Enrico Vanzina, già autori del primo episodio, resuscitano un classico della commedia italiana realizzando un sequel di tutto rispetto. Un film comico all’italiana in senso tradizionale, non volgare e non sempre brillante ma dalla battuta puntuale e verace, esaltata da storpiature e sbeffeggiamenti calcisticamente corretti che si snodano lungo tutta la durata della pellicola. La sceneggiatura gioca molto su alcuni elementi e caratterizzazioni presenti nel primo Eccezzziunale (la situazione «sentimentale» da tifoso e non di Donato e i problemi di soldi di Franco, per esempio) e ne rimescola le carte nell’impostazione del nuovo episodio: i tifosi sfegatati e burloni sono ora i milanisti interpretati dal quartetto comico i Turbolenti, nessuno dei quali dimostra di essere un grande attore (nel primo episodio, invece, gli sfegatati e burloni erano gli interisti Abatantuono, Conti, Teocoli e Boldi, questi ultimi due oggi rimpiazzati da Mauro Di Francesco e, miseramente, da Raffaello Tonon), mentre ora al centro di un triangolo amoroso si trova l’ex camionista Tirzan che, risvegliandosi dal coma, ritrova la formosa moglie Nunzia, Sabrina Ferilli, accanto a un altro uomo (nel primo episodio era invece Donato a trovare l’amore in Loredana, fidanzata di Sandrino, smemorato capo ultrà interista, ora patrigno del figlio di Donato).
Un gioco ben riuscito e sapientemente dosato dai tre sceneggiatori, senza eccessivi colpi d’ingegno, qualche banalità del tutto concessa e una chiusura scontata ma dal sapore antico. Diego Abatantuono, ancora una volta uno e trino, non delude riprendendo un personaggio ormai sepolto nel suo passato (e qualche palata anche lui gliela aveva data) ma è chiaro, anche da questa prova, che ormai i ruoli che meglio interpreta sono quelli meno grotteschi: nel nuovo Eccezziunale gli calza perfettamente il personaggio di Franco, mentre è meno convincente in quello di Donato Ras della Fossa. Al tempo fu il contrario. Viuuulenza!!! (mario vanni degli onesti)

I mostri oggi

In sedici episodi caustici, vengono parodiati tutti i vizi, le debolezze e le paure dell’Italia contemporanea. Perché passano gli anni, passano i decenni ma i difetti che affliggono l’Italia sono sempre gli stessi, qui illustrati in episodi divertenti, amari, grotteschi, fulminanti: cinismo, avidità, indifferenza, falso perbenismo, cialtroneria, vanità e via “difettando”.

Ciascun episodio, di durata e struttura diverse, ruota intorno a delle figure centrali, in genere caricaturali, che saranno interpretate da tre attori principali (Diego Abatantuono, Giorgio Panariello e Claudio Bisio), i quali compariranno sia alternativamente che insieme, così come in altri episodi con Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso e molti altri ancora…

Vacanze di Natale a Cortina

A Natale un gruppo variopinto di personaggi dell’Italia di oggi si trasferiscono a Cortina per trascorrere, in allegria, almeno così credono, le vacanze invernali. C’è Lando (Dario Bandiera), un giovane siciliano appena assunto come autista grazie ad una raccomandazione politica dall’Amministratore Delegato di una grande azienda di Gas, l’ingegnere Brigatti (Ivano Marescotti), il tipo di manager spregiudicato, trasformista, sempre in sella con tutti i governi degli ultimi decenni. Adesso Brigatti, però, ha un problema mica da ridere: c’è la crisi, l’Italia ha un bisogno disperato di energia, quindi deve chiudere a tempo di record un accordo con il più grande fornitore di gas sulla piazza, un certo Fiodor Isakovic, russo doc, arricchito, prepotente, in vacanza anche lui con la moglie Galina (Olga Kent) proprio a Cortina. Ma non sarà facile riuscire a chiudere l’accordo… A Cortina arrivano anche due coppie di parenti: Massimo (Ricky Memphis) e Brunella (Valeria Graci) in lotta con Andrea (Giuseppe Giacobazzi) e Wanda (Katia Follesa). Brunella e Wanda sono sorelle e hanno sposato Massimo e Andrea, i quali con loro hanno attaccato il cappello: infatti le due sorelle hanno una modesta edicola a Bergamo. Tra i cognati è scoppiata la guerra perché Andrea ha vinto 250 mila euro al gioco dei Pacchi, in tv. Da quel giorno fa il fanatico, se la tira, si sente superiore. Tanto che per Natale, per fare una botta di vita, ha prenotato una camera nel più costoso albergo di Cortina… Inoltre a Cortina, nel loro chalet, villeggiano come da tradizione i Covelli. Roberto Covelli (Christian De Sica) è un affermato avvocato romano. Elena (Sabrina Ferilli), sua moglie, borghese capitolina, è una tipa tosta e spiritosa. Ed insieme a loro, oltre ad una simpatica e disinibita colf filippina e al cane Boris, ci sono le figlie: Cristiana, una quindicenne che vive una romantica e tormentata storia d’amore con un suo coetaneo attraverso Facebook, e Giulia, ventenne appena sposata con Valerio, un noioso borghesuccio. Covelli, l’avvocato, prima di partire per le vacanze ha preso una decisione irrevocabile: sente il peso dell’età e si vergogna di continuare a fare il galletto con le sue segretarie e così decide di appendere al chiodo il suo passato da “farfallone”; inizierà una nuova vita, una vita da marito fedele e da padre responsabile. Come se fosse facile…

Tutta la vita davanti

Marta è una ventiquattrenne laureata in Filosofia che, dopo l’università, si mette alla ricerca di un posto di lavoro. Dopo alcuni colloqui deve accontentarsi di un part-time presso un call center: il posto non sembra male, anche se la paga fa schifo, ma il peso della precarietà si farà sentire presto e a poco basterà l’interessamento di un esponente dei sindacati deciso ad aiutare i giovani precari del centro.

Night Club

A Roma, nel 1960, due impiegati di banca organizzano una serata galante per un industriale dal quale vorrebbero ottenere un finanziamento. A trovare le ragazze ci pensa un amico dei due, Walter, che guida il gruppo nei locali più rinomati della capitale. Il film si svolge nella notte della morte di Fred Buscaglione. Lo spunto è interessante, ma lo svolgimento, in linea con la maggior parte delle pellicole di Sergio Corbucci (qui al suo ultimo lavoro), è dozzinale. Buono il cast, in cui si distinguono due future dive del Cinema italiano, Sabrina Ferilli e Claudia Gerini.
(andrea tagliacozzo)

La bella vita

In una Piombino depressa dalla crisi industriale, il cassaintegrato Bigagli viene tradito dalla moglie cassiera, Ferilli, con un noto presentatore di una tv locale, Ghini. Quando lei si renderà conto di essere stata raggirata, sarà troppo tardi per salvare il matrimonio. Interessante esordio di Virzì che va oltre il tema della crisi coniugale inserendolo nel contesto più ampio della vita nella provincia italiana. Buona l’interpretazione della Ferilli. Nastro d’argento e David di Donatello al regista esordiente.

Natale a New York

Un giovane chirurgo (De Luigi), si reca a New York in viaggio di nozze. Il suo chirurgo, lo spietato professor Benci (Bisio), lo obbliga a portare un dono al figlio, studente con il cugino in una università della Grande Mela. I due, a differenza di quanto lascino credere alle rispettive famiglie, sono perfetti fannulloni. Ma anche il primario, che li raggiunge inaspettatamente, rivela una doppia personalità. Intanto, Lillo (De Sica), un ex cantante di piano bar, si invaghisce della bella Barbara (Ferilli), essendone ricambiato. Entrambi sono però sposati con coniugi facoltosi, e un loro tradimento li priverebbe di qualunque eredità. Per evitare che ciò accada, Lillo fa di tutto per far sì che Claudio (Ghini), il marito di Barbara, apra gli occhi sull’infedeltà della moglie…

Dopo la “scissione” della coppia d’oro dei film natalizi, con De Sica rimasto fedele a Neri Parenti e Massimo Boldi accasatosi alla corte dei Vanzina, l’immancabile «cinepanettone» sullo sfondo della rutilante metropoli a