Batman Begins

Il giovane Bruce Wayne (Christian Bale), dopo aver assistito all’assassinio dei genitori, inizia a viaggiare per il mondo alla ricerca di un modo per sconfiggere ogni tipo di ingiustizia e di sopruso. Tornato a Gotham City, si trasformerà in Batman, l’eroe mascherato in lotta contro il male. Il film di Christopher Nolan ripercorre le origini della leggenda dell’uomo-pipistrello.

Soldato d’Orange

Le vite di sei ricchi e spensierati studenti universitari olandesi vengono irrevocabilmente cambiate quando i tedeschi occupano il loro paese nel 1940. Ottimo dramma, con Hauer al suo meglio nella parte di un affascinante aristocratico che viene coinvolto nella Resistenza. Basato sul romanzo autobiografico di Erik Hazelhoff.

Confessioni di una mente pericolosa

La vera storia di Chuck Barris, o così dice lui. Un importante autore televisivo di programmi ultra pop, come
Il gioco delle coppie, Tra moglie e marito, La corrida,
che di notte uccide per la Cia. Una vita vissuta pericolosamente, tra assassini a sangue a freddo e puntate pilota, tra spie nemiche e indici di gradimento. La pistola con il silenziatore e i dati audience, la ragazza conosciuta da giovane, decisa a sposarlo e a perdonargli tutti i tradimenti, o la misteriosa e fatale donna incontrata a Berlino Ovest? Due esistenze parallele che, alla lunga, si intrecciano, mischiandosi pericolosamente, fino ad arrivare alla paranoia, alla schizofrenia e all’esaurimento nervoso. Come uscirne? Semplicemente raccontando tutto e liberarsi del fardello. Nessuno sa con precisione se l’autobiografia di Chuck Barris sia reale o semplicemente frutto della sua fantasia, certo è che è risultata essere il soggetto perfetto per il debutto alla regia di George Clooney. Il bello di Hollywood, che recita anche in una piccola parte, ha voluto come sceneggiatore il geniale Charlie Kaufman, già autore di
Essere John Malkovich
e il
Ladro di orchidee.
Un film fatto in famiglia, prodotto dall’amico Steven Soderbergh e recitato dall’amica Julia Roberts, con due comparsate d’eccezione come Brad Pitt e Matt Damon, ironicamente scartati durante una puntata de
Il gioco delle coppie,
a favore di un goffo grassone. Ottima esordio di Clooney, che con la sua ironia e la delirante visionarietà di Kaufman ha permesso al protagonista Sam Rockwell di fare una splendida figura, vincendo anche l’Orso d’Argento al Festival del Cinema di Berlino 2003.
(andrea amato)

L’amore e il sangue

Chiassosa avventura ambientata nel XVI secolo: la Leigh è la promessa sposa del giovane principe Burlinson, ma cade nelle grinfie di Hauer e della sua variopinta banda di guerrieri. Grandi dosi di amore e sangue (appunto…), ma è tutto piuttosto sgradevole e disgustoso. Verhoeven (al suo primo impegno americano) in quanto ad audacia non è secondo a nessuno. Conosciuto anche con il titolo The Rose and the Sword. Technovision.

I falchi della notte

Un terrorista tedesco, dopo un intervento di chirurgia plastica che gli ha trasformato il volto, si trasferisce a New York. Un funzionario della polizia britannica lo segue negli Stati Uniti, dove istruisce una squadra speciale di agenti, tra i quali il roccioso Da Silva, destinati a contrastare le nuove imprese del criminale. Buon film d’azione, diretto con mano sicura dal semisconosciuto Bruce Malmuth. Decisamente superiore ad altri film del genere.
(andrea tagliacozzo)

The hitcher – La lunga strada della paura

Un giovane deve portare un’auto dalla California al Texas. Lungo la strada dà un passaggio a un uomo dall’aria ambigua. Questi non tarda a rivelarsi: è un sadico omicida e ha intenzione di ucciderlo. Robert Harmon, al suo esordio, realizza un thriller mozzafiato, decisamente violento, ma mai banale o prevedibile. Peccato che in seguito il regista si sia un po’ perso per strada. Una delle prove migliori di Rutger Hauer.
(andrea tagliacozzo)

Kitty Tippel

Racconto prodotto in modo superficiale su una giovane donna, povera ma determinata(van de Ven), e sulle sue battaglie mentre sale la scala sociale nella Amsterdam del XIX secolo. Commento sociale superficiale sulla vita della classe lavorativa. Comunque, la van de Ven è eccellente nel ruolo di Keetje.

La tempesta

Un appassionato d’arte, Patrick Donovan, si dirige verso l’Italia per prendere in esame un dipinto del Giorgione, pittore veneto del cinquecento, intitolato La tempesta. Il quadro però viene trafugato prima che Patrick lo possa vedere, tanto da convincerlo a mettersi sulle tracce del ladro. Entrerà così nel mondo dei trafficanti d’arte e dei falsari, conoscendo anche la figlia del direttore di un museo, Chiara.

Il villaggio di cartone

Come un mucchio di stracci buttato lì, sui gradini dell’altare. E’ il vecchio Prete, per tanti anni parroco in quella chiesa che ora non serve più e viene dismessa. Gli operai staccano dalle pareti i quadri dei santi e gli oggetti sacri più preziosi. Un lungo braccio meccanico stacca il grande Crocefisso a grandezza d’uomo appeso alla cuspide per calarlo a terra come uno sconfitto. E’ inutile opporsi: nulla potrà fermare il corso degli eventi che l’incalzare delle nuove realtà impone alla storia. Tuttavia, di fronte allo scempio della sua chiesa, il Prete avverte l’insorgere di una percezione nuova che lo sostiene. Gli pare che solo ora quei muri messi a nudo rivelino una sacralità che prima non appariva. Da questo momento di sconforto avrà inizio una resurrezione in spirito nuovo della missione sacerdotale. Non più la chiesa delle cerimonie liturgiche, degli altari dorati, bensì la Casa di Dio dove trovano rifugio e conforto i miseri e i derelitti. Saranno costoro i veri ornamenti del Tempio di Dio. E pure la vita del vecchio Prete troverà nuove vie della carità, della fratellanza e persino del coraggio di compiere quegli atti d’amore che chiedono anche il sacrificio estremo, quale alto significato della consacrazione sacerdotale. Ha inizio un tempo in cui il mondo ha bisogno di uomini nuovi e giusti per smascherare l’ambiguità delle parole con l’oggettività degli atti.

Detective Stone

Nella Londra del 2008, uno psicopatico commette una numerosa serie di agghiaccianti delitti. Il detective Stone, tornato in servizio attivo dopo una lunga sospensione, intuisce che gli omicidi sono ricollegabili ad alcune teorie astrologiche e che l’autore degli stessi è con ogni probabilità un essere sovrumano. Rutger Hauer è completamente sprecato in questo filmetto che scopiazza qua e là da altre pellicole più celebri e fortunate.
(andrea tagliacozzo)

Oltre il ricatto

Tornando di notte dal Messico in California, i coniugi Doug e Lynn Kaines investono e uccidono involontariamente un agente della polizia. I due, per evitare guai, decidono di non denunciare il fatto. Tornati a casa, i Kaines trovano ad aspettarli un misterioso individuo, Shell, che è a conoscenza dell’incidente e intende ricattarli. Un thriller di discreta fattura prodotto per la televisione via cavo. Bravi gli interpreti.
(andrea tagliacozzo)

Ladyhawke

Nel Duecento, in un borgo francese, un malvagio vescovo per gelosia ha trasformato due innamorati in animali: lui diventa un lupo di notte, quando lei è una bella fanciulla; lei è un falco di giorno, quando lui è un prode cavaliere. Probabilmente il miglior lavoro di un cineasta discontinuo e spesso impersonale come Richard Donner (Arma letale ). Merito soprattutto dell’ottima sceneggiatura di Edward Khmara e degli interpreti. Girato interamente in Italia, il film si avvale dell’ottima fotografia di Vittorio Storaro. (andrea tagliacozzo)

Il nido dell’aquila

Uno scalatore (Boothe), incaricato da un collezionista (Pleasance) di raccogliere le rarissime uova dell’aquila calva, si avventura sui ripidi pendii della montagna. Ma deve scontrarsi con l’ostile proprietario della zona (Hauer), un reduce del Vietnam. Un mediocre film di stampo avventuroso, con un fin troppo chiaro messaggio ecologista.
(andrea tagliacozzo)

La leggenda del santo bevitore

A Parigi, un giovane barbone alcolizzato che vive d’espedienti si vede offrire in prestito duecento franchi da uno sconosciuto. Il senzatetto s’impegna a restituire il denaro, come pattuito, nella chiesa di Santa Maria di Battignolles. Tratto da un racconto di Joseph Roth, un film indubbiamente raffinato nelle immagini, ma eccessivamente rarefatto nelle atmosfere e troppo lento (decisamente troppo, anche per un autore come Olmi) nel ritmo. Leone d’oro al Festival di Venezia. (andrea tagliacozzo)

Sotto massima sorveglianza

In un prossimo futuro, gli ospiti di un penitenziario non subiscono più la segregazione controllata, ma non hanno ugualmente nessuna possibilità di fuga. Devono indossare un collare, collegato elettronicamente a un altro detenuto che, se la distanza tra i due supera le 100 yard, esplode automaticamente uccidendo entrambi. Discreto prodotto realizzato per la televisione via cavo, ma uscito da noi nel normale circuito cinematografico. Veloce e divertente. Buone le interpretazioni dei protagonisti e gli effetti speciali.
(andrea tagliacozzo)

Eureka

Un uomo (Hackman) molto ricco e ossessionato dal passato, vive in un isola delle Bahamas, chiuso in se stesso e in perenne contrasto sia con la figlia (Russell), che con il genero (Hauer). Storia drammatica sull’illusorio potere del denaro, girata ai limiti del virtuosismo dal regista Roeg (già noto per
L’uomo che cadde sulla terra
del 1976, con David Bowie).
(andrea tagliacozzo)

Osterman Weekend

Un intervistatore televisivo viene reclutato dalla Cia per smascherare un’organizzazione spionistica russa nella quale militano tre suoi amici. L’occasione per agire si presenta durante il tradizionale fine-settimana che come ogni anno i quattro riservano a una simpatica rimpatriata. Ultimo film diretto da Sam Peckinpah prima della scomparsa, avvenuta nell’84. Interessante, con un magistrale crescendo di tensione, nonostante le numerose ingerenze della produzione.
(andrea tagliacozzo)