La sanguinaria

Appena uscito dal riformatorio, dove lo aveva condotto la passione per le armi, un ragazzo si sposa con una donna che si esibisce come tiratrice in un circo. Spinto da quest’ultima, assetata di denaro e di forti emozioni, il giovane partecipa, assieme alla moglie, a una serie di audaci rapine. Capolavoro del cosiddetto cinema di «serie B» americano, il film anticipa di quasi vent’anni il
Gangster Story
(ovvero Bonnie and Clyde) di Arthur Penn. Il regista Lewis aggira i limiti di budget con delle soluzioni tecnico-visive straordinarie (è il caso del celebre piano sequenza della rapina, girato tutto all’interno dell’automobile, citato quasi alla lettera da François Truffaut in una scena di
La mia droga si chiama Julie
). Sceneggiatura di MacKinlay Kantor (autore del soggetto) e Dalton Trumbo (ma firmata da Millard Kaufman dato che Trumbo era all’epoca inquisito dalla commissione per le attività antiamericane). Splendida la fotografia in bianco e nero di Russell Harlan.
(andrea tagliacozzo)

L’ultima caccia

Nel vecchio West, Granger e Taylor tentano una difficile alleanza per cacciare le ultime mandrie di bufali rimasti. Granger è stanco di uccidere, mentre a Taylor piace anche troppo. Personaggi complessi e buoni dialoghi supportano questo western drammatico; lunghezza eccessiva e ritmo lento, invece, lo danneggiano. CinemaScope.

Un Napoletano nel Far west

Nel Kentucky, Placida, figlia di emigrati italiani, s’innamora di un rude cacciatore, Bushrod Gentry, che però non ne vuole sapere di legarsi stabilmente ad una donna. Per costringerlo a sposarla, la ragazza accusa l’uomo di averla compromessa. Simpatica commedia western interpretata da una energica Eleanor Parker. Quattro anni prima l’attrice era stata candidata all’Oscar per la sua splendida interpretazione in
Pietà per i giusti
.
(andrea tagliacozzo)

I peccatori di Peyton

Dal celebre romanzo di Grace Metalious, un ritratto al vetriolo di una cittadina di provincia americana. A Peyton Place, nel New England, un uomo arriva con la speranza di diventare il preside della locale scuola. Grazie all’interessamento della moglie di uno stimato avvocato, l’uomo riesce nel suo intento. Grande successo dell’epoca, oggi il film, sebbene indubbiamente ben fatto, appare piuttosto datato. Scontata la realizzazione di un sequel, girato quattro anni più tardi e intitolato
Ritorno a Peyton Place
.
(andrea tagliacozzo)

Sette spose per sette fratelli

Un musical esuberante che integra alla perfezione canzoni, balli e storia: la decisione di Keel di prendere moglie (Powell) ispira i suoi scalmanati fratelli a fare lo stesso. Orecchiabile colonna sonora di Johnny Mercer e Gene DePaul (con la direzione musicale di Adolph Deutsch e Saul Chaplin, che vinsero l’Oscar), ma sono i vibranti numeri di ballo di Michael Kidd a essere veramente eccezionali, con una delle rare apparizioni sullo schermo dei ballerini Jacques D’Amboise e Marc Platt. La scena in cui viene sollevato il fienile è assolutamente geniale. Sceneggiatura di Albert Hackett, Frances Goodrich e Dorothy Kingsley, da un soggetto di Stephen Vincent Benet. Divenne poi una serie tv e un musical di Broadway. CinemaScope. Anche altre quattro nomination dall’Academy.

Mezzo dollaro d’argento

In Messico, uno sceriffo di scorta a una diligenza, viene aiutato da un giovane pistolero, Johnny, a sostenere l’assalto di un bandito messicano. Il ragazzo, che sembra intenzionato a incontrare Ketchum, un noto fuorilegge, si stabilisce in una fattoria conquistando l’affetto della figlia del proprietario. Un mediocre western di serie B coprodotto dagli americani con la Spagna.
(andrea tagliacozzo)