2010 – L’anno del contatto

Seguito di
2001: odissea nello spazio
. Una missione spaziale, composta una équipe di scienziati sovietici e americani, parte per Giove alla ricerca dell’astronave «Discovery», scomparsa in strane circostanze nove anni prima. Ma l’imminente scoppio di un conflitto tra le due superpotenze costringe i due equipaggi a dividersi. Un discreto film di fantascienza, ben fotografato dallo stesso Hyams, che ha l’unico torto (non da poco…) di volersi confrontare con il capolavoro di Stanley Kubrick.
(andrea tagliacozzo)

Il maratoneta

Thomas Babe Levy è uno studente universitario ebreo con l’hobby della corsa. Quando il fratello Doc, implicato in un traffico di diamanti, gli muore fra le braccia, il giovane si ritrova braccato da un ex criminale nazista che si è arricchito con l’oro ricavato dai denti delle vittime dei campi di sterminio. Dal romanzo di William Goldman (adattato per il grande schermo dallo stesso autore), un thriller teso e avvincente, ben diretto da John Schlesinger. Gara di bravura tra Dustin Hoffman (nell’edizione italiana doppiato da Giancarlo Giannini) e Laurence Olivier. A brillare è soprattutto quest’ultimo, agghiacciante nel ruolo dello spietato e sadico dentista tedesco.
(andrea tagliacozzo)

Il pasto nudo

Al culmine della maturità creativa, oramai uscito dai limiti del genere horror, dopo due capolavori ambigui e teorici come La mosca e Inseparabili (a ripensarci, forse due tra i film americani più belli degli anni Ottanta), David Cronenberg si rivolge a un classico underground come Il pasto nudo , e nell’adattarlo rinuncia a ogni linearità narrativa e a ogni verosimiglianza. I fan di Cronenberg (tra cui chi scrive) preferiscono appunto quei film algidi e oscuri, oppure il delirio di Videodrome , e d’altra parte non c’è dubbio che il testo abbia messo in soggezione il regista (forse a torto, ché non è detto che ai posteri Burroughs debba risultare superiore a Cronenberg). Ma è certo uno dei suoi lavori più espliciti, coraggiosi e ambiziosi, vero pozzo di San Patrizio delle ossessioni di un autore e di un decennio di cinema, una manna per teorici e semiologi. E alcuni momenti onirici e molte trovate sono degne del Cronenberg migliore. (emiliano morreale)

Lo squalo

Lo squalo

mame cinema LO SQUALO - STASERA IN TV IL FILM CULT DI SPIELBERG scena
Una scena del film

Basato sull’omonimo romanzo di Peter Benchley, Lo Squalo ha come protagonista un feroce squalo che si aggira nelle acque che bagnano l’isola di Amity, una location di fantasia. Il capo della polizia, Martin Brody (Roy Scheider) vuole chiudere le spiagge dopo che una ragazza è stata sbranata dalla bestia. Tuttavia, il sindaco dell’isola teme che ciò possa danneggiare il turismo della località, perciò diffonde la notizia secondo cui la ragazza è morta a causa di un incidente. Ma lo squalo uccide ancora e la madre della vittima mette una taglia sull’animale. Si scatena quindi una caccia frenetica, che si conclude con l’uccisione di uno squalo tigre. Ma si tratta della bestia assassina oppure è stato commesso un errore? Lo squalo è stato sconfitto o tornerà a uccidere?

Curiosità

  • Lo Squalo è il prototipo thriller del blockbuster estivo. Inoltre, la sua uscita segna un momento di svolta nella storia del cinema e per l’avvento della New Hollywood.
  • La critica ha accolto bene il film, che è stato il film di maggiore incasso nella storia all’epoca fino all’uscita di Star Wars nel 1977.
  • In più, la pellicola ha ottenuto 3 premi Oscar per Miglior montaggio, Miglior sonoro e Miglior colonna sonora.
  • Il film si è aggiudicato anche un Golden Globe, un Grammy Award e un premio BAFTA per la Miglior colonna sonora (dato a John Williams).
  • I Saturn Award, invece, hanno premiato la pellicola in qualità di Miglior film del 1975 e Miglior pubblicità.
  • Il film è presente nella classifica dei 250 migliori film nell’Internet Movie Database.
  • Il 18 giugno 2017 la rivista Empire lo ha inserito all’8º posto nella lista dei 100 migliori film mai realizzati. E nel 2010 anche Total Film lo seleziona come uno dei The 100 Greatest Movies of All Time.
  • La composizione di John Williams è alla posizione n. 6 nella classifica AFI’s 100 Years of Film Scores.
  • Nel 2006 la sceneggiatura del film venne considerata dal Writers Guild of America la 63ª migliore mai scritta.

Lo squalo 2

La piccola cittadina balneare di Amity torna a essere minacciato da un enorme squalo bianco. Come era accaduto in precedenza, lo sceriffo Brody è costretto a scontrarsi con le autorità locali per far chiudere le spiagge. Blando sequel del clamoroso hit del 1975. Tranne Steven Spielberg, il cast tecnico e artistico è quasi lo stesso del primo film. Compreso l’autore delle musiche, John Williams, che con il precedente episodio aveva vinto l’Oscar.
(andrea tagliacozzo)

Rko 281

Un cinegiornale introduce la vicenda, che è quella ben nota della realizzazione di
Quarto potere
di Orson Welles. Il giovane genio si trasferisce a Hollywood, dove trova un’accoglienza fredda e sospettosa. Naufraga il progetto su Cuore di tenebra e parte quello sul cittadino Kane. Welles prende a modello Hearst, che reagisce cercando di bloccare il film. Ma le sue enormi fortune stanno ormai declinando…

Tratto da uno dei documentari realizzati su Orson Welles nel decennio scorso (
Battle Over Citizen Kane
di Cramer e Lennon) e girato interamente a Londra dal giovane Benjamin Ross, questo
Rko 281
delude ogni aspettativa. La nascita di uno dei massimi capolavori della storia del cinema viene ridotta al conflitto fra due persone, la cui statura morale – si vorrebbe far intendere – era equivalente. Se la tesi è discutibile, la fattura è di una tale mediocrità da far naufragare ogni ambizione. Inadeguato come discorso sul genio, inconsapevolmente banale quando vorrebbe affrontare il tema del
Male
, il film non si schioda neppure per un momento dagli standard di una modesta televisione.

L’inutilità di questa pellicola è tanto più irritante se si pensa che, del vero
Citizen Kane
, il pubblico italiano si deve accontentare di un’edizione rimaneggiata e penalizzata da un adattamento ridicolo.
(luca mosso)

La casa Russia

Il best-seller di John Le Carré adattato per il grande schermo dal commediografo e sceneggiatore Tom Stoppard. Un maturo editore inglese, costretto a diventare una spia per conto dei servizi segreti britannici e americani, va a Mosca per contattare la giovane Katya Orlova. La donna, che funge da tramite per un intellettuale in possesso di alcune preziose informazioni, rimane sentimentalmente coinvolta con l’editore. Ritmo lento e poca suspense per un atipico film di spionaggio in cui l’elemento più importante sembra essere la delicata storia d’amore tra i due i protagonisti.
(andrea tagliacozzo)

Funerale a Los Angeles

Un killer francese arriva a Los Angeles con il compito di uccidere un vecchio e ricchissimo boss della malavita. Dopo aver assolto al suo compito con incredibile facilità, l’uomo scopre che i mandanti dell’assassinio sono il figlio e la giovane moglie del defunto. Buon poliziesco alla francese diretto da un esperto nel genere come Jacques Deray (autore di
Borsalino and Co.
e
Flic Story
).
(andrea tagliacozzo)

Il segno degli Hannan

Scheider, agente della Cia, assiste a un’imboscata contro la moglie e passa il resto del film convinto che la prossima volta toccherà a lui. Uno dei più riusciti thriller alla Hitchcock, con ottime interpretazione e un climax d’effetto sulle cascate del Niagara. Occhio a Mandy Patinkin.

Night Game – Partita con la morte

A Galveston Beach, mentre la squadra locale di baseball trionfa in campionato, un misterioso maniaco uccide, con una scadenza quasi regolare, alcune donne. L’arma del delitto è sempre la stessa: un uncino. Le indagini vengono affidate al veterano tenente di polizia Michael Seaver. Roy Scheider e la Young fanno quello che possono e anche la regia di Masterson si mantiene su livelli decenti, ma il soggetto, prevedibile e privo d’inventiva, proprio non funziona.
(andrea tagliacozzo)

Una lama nel buio

Sam Rice, psichiatra, indaga per proprio conto sull’assassinio di uno dei suoi pazienti. Strada facendo, s’innamora dell’ex amante della vittima, Brooke, che potrebbe risultare tra i principali sospettati. Un omaggio non troppo riuscito ad Alfred Hitchcock da parte dell’autore di Kramer contro Kramer . Qualche buon momento di tensione e un cast di prim’ordine, ma la sceneggiatura ha troppi buchi per poter funzionare. (andrea tagliacozzo)