Io e Caterina

Un facoltoso uomo d’affari acquista un robot femmina chiamato Caterina per provvedere a ogni lavoro domestico. L’operato di quest’ultima è talmente soddisfacente che l’uomo, con un colpo solo, si libera della moglie, dell’amante e della cameriera. Fino a che la macchina, fin troppo umana, s’innamora di lui. La sceneggiatura, scritta dall’attore romano assieme all’inseparabile Rodolfo Sonego, è già debole di per sé. Sordi provvede a peggiorare la situazione con una delle sue solite regie lente ed incolori.
(andrea tagliacozzo)

Sette volte donna

Opera decisamente minore di Vittorio De Sica che firma sette episodi intitolati ad altrettante figure femminili (Paulette, Maria Teresa, Linda, Simona, Eve, Marie e Jeanne) interpretati dall’istrionica Shirley MacLaine. Quest’ultima si dà un gran da fare, ma non riesce a risollevare le sorti del film, minato all’origine dall’insipienza del soggetto e della sceneggiatura, scritti da Cesare Zavattini. (andrea tagliacozzo)

Noi Vivi – Addio Kira

Nell’Unione Sovietica dei primi anni della rivoluzione, una giovane ama un nobile malato di tisi e per farlo curare non esita a diventare l’amante d’un commissario della polizia segreta. Ma una volta guarito, l’aristocratico si rivela fatuo ed egoista. Una pellicola di propaganda antisovietica divisa in due parti, tratta da un romanzo di Ayn Rand. Anche grazie ai notissimi attori, ebbe un buon successo.
(andrea tagliacozzo)

Il paramedico

La vincita di una splendida fuoriserie a un concorso cambia radicalmente la vita di Mario Miglio, modesto infermiere. Sfortunatamente, però, un gruppo di terroristi si appropria dell’auto e il povero infermiere, scambiato per uno di loro, finisce in prigione. Gag a raffica, ma solo poche risultano realmente divertenti. Enrico Montesano si adegua alla mediocrità generale. L’attore romano era stato anche tra i protagonisti del precedente film di Sergio Nasca,
Stato interessante
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(andrea tagliacozzo)

Piccole donne

Riduzione cinematografica dell’omonimo celebre romanzo di Louisa May Alcott. Durante l’assenza del capofamiglia, richiamato sotto le armi, la famiglia March, nonostante una difficile situazione finanziaria, continua a condurre la solita vita. Il film descrive i turbamenti sentimentali delle quattro figlie, Jo, Meg, Amy e Beth. Indubbiamente ben realizzato, anche se l’edizione del ’33, diretta da George Cukor e interpretata da Katharine Hepburn, era nettamente migliore.
(andrea tagliacozzo)