Robocop

In una Detroit del prossimo futuro, un agente di polizia viene barbaramente ucciso da una banda di criminali. Il suo corpo viene allora innestato nell’armatura di un imponente androide, dando vita a un infallibile robot-poliziotto. Violento e spettacolare, ma anche ricco d’ironia, il film segnò l’esordio negli Stati Uniti dal regista olandese Paul Verhoeven. Del film ne verranno realizzati due seguiti decisamente non all’altezza dell’originale. (andrea tagliacozzo)

Atto di forza

Da un racconto di Philip K. Dick (l’autore di Blade Runner). In una Chicago del futuro, un operaio ha flebili ricordi di una esistenza precedente. Sbarcato su Marte, l’uomo scopre di essere un agente segreto e di dover portare a termine una difficile missione. Una trama a dir poco intricata, non sempre facile da seguire, non diminuisce comunque l’impatto visivo del film, davvero notevole. Perfetto, nel ruolo, il granitico Schwarzy. Sharone Stone, qui in un ruolo di secondo piano, tornerà in veste da protagonista nel successivo film di Verhoeven, Basic Instinct. (andrea tagliacozzo)

Il campo di cipolle

Storia (vera) strappacuore su uno sbirro che collassa dopo aver assistito all’omicidio del suo collega di pattuglia ed essersi dato alla fuga. Joseph Wambaugh adatta il proprio romanzo senza alcuna interferenza da parte degli studios. Un film ben recitato e appassionato, che però non raggiunge mai davvero picchi elevati.

Beverly Hills Cop II – Un piedipiatti a Beverly Hills II

Seguito di
Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills
. Axel Foley, spericolato poliziotto di Detroit, apprende che l’amico californiano Billy Rosewood è stato ferito in agguato da un misteriosa donna vestita di nero, Foley si precipita a Beverly Hills per indagare alla sua maniera. Un sequel stanco e inutile che ricalca senza fantasia i motivi che avevano decretato il successo del primo episodio. Eddie Murphy, autore anche del debole soggetto, è in discreta forma, ma la mano pesante del regista Tony Scott affossa definitivamente un film completamente privo di energia.
(andrea tagliacozzo)

Un tranquillo week-end di paura

Superlativo adattamento di un romanzo di James Dickey su quattro uomini d’affari di Atlanta che durante un weekend dedicato a una gita in canoa dovranno fronteggiare situazioni che non immaginavano. McKinney e Coward interpretano due fra i cattivi più infami della storia del cinema; la scena del “duello dei banjo” è altrettanto memorabile. Debutto cinematografico per Beatty e Cox. L’adattamento è firmato dallo stesso Dickey, che compare nei panni di uno sceriffo; Ed O’Neill è il poliziotto della stradale nel finale. Charley Boorman, figlio del regista (e successivamente protagonista di La foresta di smeraldo), è il figlio di Voight. Tre nomination agli Oscar. Panavision.

Taps – Squilli di rivolta

In un collegio militare guidato dal generale Blache, vengono addestrati ed educati i giovanissimi cadetti che aspirano a far parte delle più prestigiose accademie statunitensi. Quando l’istituto, messo in vendita dai proprietari, rischia di essere demolito, i ragazzi decidono di ribellarsi. Un film dai risvolti prevedibili che si fa aprezzare soprattutto per l’ottimo e nutrito di cast di interpreti, anche se all’epoca Tom Cruise e Sean Penn erano praticamente dei perfetti sconosciuti (il secondo, che interpreta il ruolo di Alex, era tra l’altro al debutto sul grande schermo). (andrea tagliacozzo)

Crazy for you – Pazzo per te

Disordinato e prolisso intreccio, complesso fin dall’inizio e con troppi elementi già visti: Modine è un lottatore liceale un po’ filosofo, la Fiorentino è una donna matura e tenace che lo provoca. Basato su un racconto di Terry Davis. Madonna fa una breve apparizione cantando Crazy for You.

Questa terra è la mia terra

La vita del grande cantante folk Woody Guthrie, splendidamente interpretato da Carradine, in viaggio attraverso l’America degli anni Trenta: canterà per i perdenti e le vittime della grande depressione. Da Oscar la fotografia di Haskell Wexler e la colonna sonora di Leonard Rosenman. Ne esistono anche versioni più brevi: evitatele.