Dimenticare Palermo

Un italoamericano, candidato alla carica di sindaco di New York, per combattere le speculazioni criminali lancia un sondaggio a favore della liberalizzazione della droga. Ovviamente la cosa non piace ai boss della mafia che, durante un viaggio in Italia, gli tendono una trappola. Le intenzioni del regista erano lodevoli e sincere (da anni si dice che l’unico mezzo per sconfiggere la mafia è quello di togliere il vigente proibizionismo sugli stupefacenti), ma il film, piuttosto costoso (15 miliardi), è riuscito solo in parte, appesantito da sequenze troppo didascaliche, una sceneggiatura poco omogenea (scritta, tra gli altri, da Gore Vidal e Tonino Guerra) e da un protagonista non all’altezza.
(andrea tagliacozzo)

Benvenuti in paradiso

Nel 1937, a Los Angeles, l’ex sindacalista Jack McGurn trova lavoro in una sala cinematografica del quartiere giapponese. Il giovanotto s’innamora di Lily, la giovane e graziosa figlia del suo datore di lavoro, e, sebbene la famiglia lei non sia d’accordo, i due si sposano. Nel 1941, all’indomani dell’attacco di Pearl Harbour, Lily, come altri suoi connazionali, finisce in un campo di concentramento. Ben interpretato dai due protagonisti, il film finisce per risentire dell’approccio freddo e accademico del regista a una storia che avrebbe meritato un maggior coinvolgimento emotivo.
(andrea tagliacozzo)