Orizzonte perduto

Tratto da un classico soggetto di James Hilton: cinque persone si ritrovano in una strana regione del Tibet dove regnano salute, pace e longevità. Un’esperienza cinematografica rara, con un finale indimenticabile. Sceneggiatura di Robert Riskin. Dopo esser stato mostrato in copie tagliate e ristampate per anni, questo classico è stato restaurato nella sua lunghezza originale, anche se molte scene rimangono perdute e sono sostituite da immagini fisse con soltanto il dialogo. Rifatto con musica nel 1973. Oscar alla Migliore Scenografia e Montaggio.

Doppia vita

Un attore, che non riuscendo a liberarsi delle violente passioni interpretate sulla scena confonde la realtà con la finzione teatrale, accetta la parte dell’Otello recitando a fianco della ex moglie, di cui è ancora innamorato. Un buon melodramma, assai originale nell’assunto, sceneggiato da Ruth Gordon e Garson Kanin (che torneranno a lavorare con Cukor in altre sei occasioni). L’eccellente interpretazione valse a Ronald Colman l’Oscar 1947 come miglior attore. Oscar anche alle musiche di Miklos Rosza.
(andrea tagliacozzo)