Stargate

Uno studioso di lingue antiche e geroglifici (Spader) viene reclutato per aiutare i militari a penetrare il mistero di una porta di pietra che, in realtà, conduce in un altro universo. Un’interessante odissea, realizzata con gran cura e ricca di effetti speciali, ma che perde la bussola drammaticamente. Davidson (quello di La moglie del soldato) appare nei panni di una sorta di incrocio tra una fata e Ming lo spietato. L’edizione speciale in video dura 128 minuti. Seguito da un film per la tv e una serie tv. Panavision.

Independence Day

Spettacolare — e stupida — saga fantacientifica su truppe aliene che volano sulla Terra e progettano di attaccarla. Il presidente Usa (Pullman) cerca di capire qual è il modo migliore per combatterle, mentre la situazione cambia di ora in ora. Gli effetti speciali — importanti e premiati con l’Oscar — sono impressionanti, ma le storie dei protagonisti sono così stupide, la scrittura così zoppicante e qualche interpretazione così forzata che, a confronto, fanno sembrare brillanti alcuni stupidi film di fantascienza degli anni Cinquanta. Esiste anche una versione con 15 minuti in più. Super 35. Un Oscar agli Effetti Speciali e un’altra nomination.

L’alba del giorno dopo

Agghiacciante. Roland Emmerich, regista di
Independence Day, Godzilla e Stargate,
sforna una pellicola fatalmente indirizzata verso le vette delle classifiche. Siamo dichiaratamente nel genere catastrofico ma se in
Independence Day e Godzilla
erano forze ultraterrene a scatenare l’apocalisse, in
The Day After Tomorrow
siamo noi tutti, coi nostri inquinamenti, a scatenare una nuova glaciazione che ricopre in quarantott’ore tutto l’emisfero nord del pianeta con una spessa coltre gelata. Ma procediamo con ordine…

Il professor Jack Hall (Dennis Quaid), paleoclimatologo, è convinto che la Terra sia sull’orlo di una nuova glaciazione per effetto dell’improvviso distacco di una placca antartica estesa quanto il Rhode Island. I fatti gli danno ragione. Nuova Delhi viene paralizzata da un’eccezionale nevicata, tremendi uragani squassano i grattacieli di Los Angeles, Tokyo è bombardata da chicchi di grandine grandi come ananas. Ed è solo l’inizio della fine: New York, dove il figlio del professor Hall (Jake Gyllenhaal) si trova con alcuni compagni di liceo per una gara di abilità, viene sommersa da uno
tsunami,
un’onda gigantesca, restando poi intrappolata nel ghiaccio. Contro ogni raccomandazione, Jack parte al salvamento del figlio, mentre il mondo intero corre ai ripari come può e i popoli del nord del mondo premono sulle frontiere del sud per salvarsi dalla stretta mortale del gelo.

Dopo aver scomodato alieni e mostri, il regista di origine tedesca Roland Emmerich scommette ancora sulle emozioni forti, scodellando una parabola apocalittico-ambientalista che ripropone il tema
dell’armageddon
climatico. Ciò che più sgomenta non sono le atmosfere cupe e raggelate, gli effetti speciali e la tensione dell’azione, ma la consapevolezza che, benché nella finzione tutto risulti volutamente velocizzato, i processi di riscaldamento globale e di scioglimento delle calotte polari sono davvero in atto. In altre parole, se questo è l’andazzo globale, ci toccherà (toccherà
a noi)
– ed è l’unica scena del film che salviamo a futura memoria – andare a bussare alle porte dei popoli del sud del mondo e pregarli di prenderci con loro anche se extracomunitari privi di permesso di soggiorno. Agghiacciante (ma istruttivo). Nelle sale dal 28 maggio.

(enzo fragassi)

I nuovi eroi

I soldati Luc Devreux e Andrew Scott appartengono a un corpo speciale formato da alcuni militari defunti riportati in vita con uno speciale procedimento scientifico. Sono perfette macchine da guerra, senza emozioni e ricordi, incapaci di provare dolore. Ma qualcosa non funziona come previsto e la memoria torna a riaffiorare nei due soldati tra i quali, durante la guerra del Vietnam, non correva buon sangue. Intanto, la giornalista televisiva Veronica Roberts viene a conoscenza del progetto, fino ad allora tenuto rigorosamente top-secret. Primo film americano di Roland Emmerich e, paradossalmente, il suo migliore, nonostante la palese mediocrità (se non altro si respira aria di ruspante serie B, al contrario di quanto accade in Independence Day e Godzilla ). Il combattimento finale tra Lungren e Van Damme, comunque, è avvincente. Nel 1999 ne verrà realizzato un seguito intitolato Universal Soldier . (andrea tagliacozzo)

Godzilla

Godzilla

mame cinema GODZILLA - STASERA IN TV IL FAMOSO KOLOSSAL scena
Una scena del film

Remake dell’omonimo film giapponese del 1954, Godzilla è un kolossal fantascientifico ambientato nella Polinesia Francese. Lì, infatti, i francesi stanno effettuando test atomici. Gli unici abitanti di questi atolli, le iguane, vengono quindi esposti alle radiazioni e si trasformano in mostri giganteschi. Ma solo una di queste creature sopravvive: è Godzilla, che riesce ad arrivare fino a New York. Ovviamente, si scatena il panico e il terrore per le strade.

Che cosa succederà ai newyorkesi? Ci sarà qualcuno in grado di fermare questa terribile creatura? Oppure, saranno proprio gli umani a pagare le conseguenze dei loro pericolosi esperimenti? E, soprattutto, la creatura è unica o è forse in grado di riprodursi?

Curiosità

  • Il regista del film, Roland Emmerich, ha diretto anche il celebre Independence Day.
  • Prima della distribuzione di Independence Day, Emmerich e il produttore Dean Devlin accettarono l’incarico di produrre la pellicola, ma a condizione di farlo come volevano. Inizialmente, però, avevano entrambi rifiutato l’incarico.
  • Emmerich decise di reinventare il mostro protagonista, affermando che il disegno originale giapponese era privo di senso.
  • Godzilla del 1998 è il ventitreesimo film della serie, ma è stato il primo a essere prodotto interamente in uno studio cinematografico americano.
  • Furono progettati dei sequel, ma si preferì una serie di cartoni animati intitolata Godzilla: The Series.
  • Le scene ambientate a New York durarono 13 giorni, mentre quelle tropicali furono girate alle Hawaii.
  • Le riprese vennero accelerate per far coincidere l’uscita della pellicola con il Memorial Day.
  • Nonostante sia stato il nono film più redditizio in America, ha vinto due Golden Raspberry Awards del 1999 per il peggior remake/sequel e per la peggior attrice non protagonista.

10000 a.c.

Dodicimila anni fa la Terra era un luogo diverso da oggi abitato da grandi mammiferi: l’uomo doveva cavarsela come poteva elaborando i primi manufatti e organizzandosi in primitive forme di socialità. In questo scenario si inserisce la storia di un giovane che lotta per liberare la propria amata dalle grinfie di uno spietato condottiero.

Il patriota

Non c’è regista oggi negli Stati Uniti più patriottico, enfatico ed edificante del tedesco Roland Emmerich, già autore degli imbarazzanti Independence Day e Godzilla . Questa volta, pur di tornare a cantare i valori solidi e militari che hanno reso forte e potente l’unica superpotenza mondiale, ha pensato bene di cominciare dal principio, dalla Guerra d’Indipendenza, e di confezionare così una specie di grande omaggio al Paese nel quale sente di appartenere. L’attenzione con cui riscrive le pagine storiche si riduce a una filologia tutta esteriore (concentrata giusto sulle divise dei soldati), mentre il film è in realtà un’ipocrita celebrazione delle magnifiche sorti e progressive di un paese di cui si preferisce occultare la vocazione schiavista e sciovinista. L’azione si svolge nel 1776, in Carolina del Sud: Mel Gibson, nei panni del prode vedovo Benjamin Martin, dapprima restio a partecipare alla rivoluzione e poi conquistato dalla nobile causa contro gli inglesi, incarna il tradizionale modello dell’eroe americano irriducibilmente isolazionista eppur votato all’altruismo, sulla falsariga del Gary Cooper de Il sergente York e La legge del signore . La sceneggiatura di Robert Rodat, già autore del copione di Salvate il soldato Ryan , è talmente discutibile da farci venire retrospettivamente il sospetto di aver sopravvalutato il film di Spielberg. (anton giulio mancino)

Moon 44 – Attacco alla fortezza

Il film è ambientato nel Ventunesimo secolo. Alcuni dirottatori intergalattici attaccano i pianeti colonizzati dai terrestri. Il prossimo obiettivo dei criminali è Moon 44, un satellite ricco di giacimenti minerari che viene usato come base di addestramento per i piloti di modernissimi elicotteri. L’investigatore Felix Stone indaga in incognito per scovare i sabotatori. Film di fantascienza di produzione tedesca, derivato ed estremamente prevedibile. È il primo passo di Roland Emmerich alla conquista degli Stati Uniti dove troverà il successo con i mediocri Universal Soldier , Independence Day e Godzilla . (andrea tagliacozzo)

The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo

Quaid prova a convincere i suoi superiori a Washington (incluso un sosia di Dick Cheney) che i meteorologi sono nel giusto e che sta per verificarsi — a causa dell’effetto serra — una catastrofe su scala mondiale, con tutto il corollario di onde anomale, tornado, spostamenti dei ghiacci, ecc. Alla fine dovrà aprirsi la strada in una Manhattan alluvionata per salvare suo figlio (Gyllenhaal). I personaggi sono piacevoli, i dialoghi non stupidi e gli effetti spettacolari: in altre parole, un sano film catastrofico secondo la vecchia ricetta. Super 35.