Tempi migliori

Jack, funzionario di banca a Taft, in California, è tormentato dal ricordo di un errore che, tredici anni prima, in una partita di football tra la formazione della propria città e quella della vicina Bakersfield, aveva condannato alla sconfitta il suo team. Nel tentativo di far ripetere l’incontro, l’uomo cerca di convincere il suo riluttante amico Reno a rimettere insieme la squadra. Una commedia gradevole ma piuttosto prevedibile, resa interessante dal buon copione di Ron Shelton (un esperto in film sportivi, due anni più tardi regista di Bull Durham) e dalla presenza di Robin Williams e Kurt Russell.
(andrea tagliacozzo)

Il sesto giorno

Adam Gibson è un uomo come tanti altri, con tanto di famiglia a carico, un passato nell’aeronautica militare, una serie di decorazioni e una piccola società che noleggia elicotteri. Tutto filerebbe liscio se Adam non dovesse improvvisamente fare i conti con un perfetto sosia che si è inserito nella sua vita. Quando scopre che il suo «doppio» altro non è che un clone illegale messo in circolazione da un miliardario senza scrupoli a capo della Replacement Technologies, Gibson torna all’azione che gli è più congeniale, eliminando uno dopo l’altro avversari riproducibili all’infinito. Due Schwarzy al prezzo di uno. Sembrerebbe allettante l’offerta de Il sesto giorno, se un film del genere non l’avessimo già visto troppe volte (
Atto di forza, Terminator e Terminator 2
, solo per citare i film con Schwarzenegger. E naturalmente
Screamers
e
Face/Off
). Peccato che in questa operazione di stanco riciclaggio si sia fatto coinvolgere un regista (e soprattutto ex montatore) un tempo bravo come Roger Spottiswoode (
Sotto tiro
e
Sulle tracce dell’assassino
, ma anche uno dei tanti 007 dell’ultima generazione,
Il domani non muore mai
), che ha evidentemente deciso di dedicarsi al reparto confezioni. Il vero guaio è che Il sesto giorno non lascia a desiderare solo in fatto di originalità, ma anche per quel che concerne il ritmo e la concatenazione degli eventi. Insomma, è noioso, pasticciato e banale.

Il tema della clonazione, qui, è ben lontano dall’insinuare autentiche inquietudini identitarie: serve solo a dare spessore a un banalissimo intrigo avventuroso che in fondo potrebbe persino prescindere dalla fantascienza, dalle preoccupazioni legate alla biogenetica e persino dall’impiego massiccio e sprecato di tecnologia avanzata e computer graphic. Sulla clonazione, dopotutto, continuiamo a preferire
Jurassic Park
e
Mi sdoppio in quattro
, mentre in materia di futuro, nonostante qualche ostentazione colta (il protagonista si chiama Gibson, come il più noto autore di letteratura cyberpunk), occorrerà puntare su formule più austere e – possibilmente – meno movimentate. Magari senza scomodare Philip K. Dick e David Cronenberg. Al pur simpatico Arnold Schwarzenegger, impegnatissimo a riciclarsi, consigliamo invece di usare più il cervello dei muscoli o delle macchine da guerra. Quanto a Spottiswoode…
(anton giulio mancino)

Turner e il casinaro

Quando l’amico Amos viene trovato misteriosamente assassinato, il poliziotto Scott Turner decide di prendersi cura del suo enorme e invadente mastino, Hooch. Convinto che il cane possa condurlo direttamente fino al colpevole, Turner inizia a indagare per suo conto. Qualche spunto divertente, almeno all’inizio, poi il film diventa meccanico, prevedibile e noioso. Similare al contemporaneo
Poliziotto a quattro zampe
con Jim Belushi.
(andrea tagliacozzo)

Terror Train

Un vivace gruppo di studenti di un college noleggia un treno speciale, a bordo del quale, tra canti goliardici e scherzi feroci alle malcapitate matricole, festeggia la fine dell’anno. Ma l’atmosfera di festa viene turbata da uno sconosciuto che uccide e sevizia numerosi ospiti del convoglio. Esordio alla regia del montatore Roger Spottiswoode con un thriller decisamente banale.
(andrea tagliacozzo)

Sulle tracce dell’assassino

Un agente speciale dell’FBI è alle costole di un criminale che, unitosi sotto mentite spoglie a un comitiva di pescatori, attraversa le montagne diretto in Canada. Il poliziotto s’inerpica sui ripidi pendii con l’aiuto di un esperto scalatore. Discreto film d’azione che alterna momenti di tensione ad altri quasi umoristici.
(andrea tagliacozzo)