Febbre da cavallo – La mandrakata

Un quarto di secolo dopo ricompare Mandrake, sempre con il vizio delle corse, incline ancora una volta a una super truffa ippica. Un omaggio al padre, Stefano Vanzina, regista nel 1976 di Febbre da cavallo. Ma soprattutto un tentativo di rievocare la tradizione della vecchia commedia all’italiana nel nuovo millennio. Risultato? Un film che lascia a desiderare, anche se l’intenzione è buona. Mancano battute forti, il coraggio di osare e di creare quella vivacità, quello humor che invece erano caratteristica essenziale di certa commedia di venti, trent’anni prima.

Occhio alla Perestrojka

Durante una trasferta in Bulgaria, tre dipendenti di un’azienda di macchinari agricoli si danno da fare con tre bellezze locali, arrivando perfino a proposte di matrimonio. Ma finite le commissioni di lavoro, i tre tornano a casa. Tempo dopo, all’avvenuta apertura dei Paesi dell’Est all’Occidente, le ragazze piombano in Italia. Classico esempio di becera commedia all’italiana anni Ottanta: regia e sceneggiatura praticamente inesistenti, trovate comiche stantie e prevedibili. Il tutto messo al servizio di mediocri attori d’estrazione televisiva.
(andrea tagliacozzo)