Il capitalista

Ormai giunto alla terza età, un ricco uomo d’affari vorrebbe lasciare il suo ingente patrimonio ai discendenti di una sua vecchia fiamma. Per metterli alla prova, l’uomo si fa assumere sotto falso nome nel loro negozio. Commedia scacciapensieri senza troppe pretese interpretata da un ottimo cast. Una curiosità per gli appassionati: tra gli interpreti, in una piccola parte, c’è anche James Dean, quasi all’esordio (aveva fatto qualche comparsata in alcune produzioni di poco conto).
(andrea tagliacozzo)

L’occhio caldo del cielo

Film un po’ fuori dai canoni, per gentile concessione di Aldrich e dello sceneggiatore Dalton Trumbo. Il fuorilegge filosofo Douglas e lo sceriffo Hudson che gli dà la caccia giocano al gatto col topo durante un lungo trasporto di bestiame. Contiene di tutto: dall’incesto agli indiani! Restano la prova convincente di Douglas e la fotografia solare di Laszlo.

Come le foglie al vento

La giovane Lucy è contesa dagli amici Kyle, figlio di un industriale, e Mitch. La ragazza si decide per il primo, ma questi, dopo il matrimonio, apprende di non poter avere figli. Quando Lucy invece rimane incinta, Kyle accusa la moglie d’averlo tradito. Uno dei classici della filmografia di Douglas Sirk, maestro del melodramma hollywoodiano, leggermente inferiori a capolavori come
La magnifica ossessione
(sempre interpretato da Rock Hudson) e
Lo specchio della vita
. Splendida la fotografia di Russell Metty. Dorothy Malone vinse l’Oscar 1956 come miglior attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Operazione crepes suzette

A Londra, nel corso della prima guerra mondiale, una cantante funge da spia per conto dei tedeschi. Incaricata di carpire segreti militari a un giovane maggiore americano, la donna finisce per innamorarsi dell’ufficiale. Brillante cocktail di avventura, motivi sentimentali e umorismo che all’epoca della sua uscita non ebbe la fortuna che avrebbe ampiamente meritato. Si tratta del primo film realizzato da Julie Andrews assieme al marito Blake Edwards.
(andrea tagliacozzo)

Valanga

In una località di montagna, un imprenditore opera un selvaggio disboscamento per costruire un grande albergo provvisto di un moderno impianto sciistico. L’intera zona, però, rimane indifesa dal pericolo delle valanghe di neve. Un aereo, precipitando a ridosso della montagna, scatena una valanga di enormi proporzioni. Prodotta da Roger Corman, la pellicola segue senza troppa fantasia (e con mezzi tecnici piuttosto esigui) il filone, all’epoca ormai già esaurito, dei film catastrofici. (andrea tagliacozzo)

Winchester ’73

In una gara di tiro a segno, un cowboy vince un bellissimo fucile Winchester del 1873 che gli viene sottratto dal fratello. Mentre il cowboy dà la caccia al congiunto – responsabile, tra le altre cose, dell’assassinio del padre – il fucile passa di mano in mano fino a ritornare al legittimo proprietario. Uno dei migliori western di Anthony Mann, il primo girato con James Stewart. Particolarmente originale nella struttura narrativa e magistralmente girato (la splendida fotografia è di William Daniels), il film segnò un improvviso ritorno di popolarità del genere, che negli anni passati aveva subito un considerevole calo d’interesse da parte del pubblico americano. Scritto da Robert L. Richards e Borden Chase da un soggetto di Stuart N. Lake. Tony Curtis, giovanissimo, fa poco più di una comparsata nelle vesti di un soldato. Rock Huson, invece, interpreta il ruolo di un indiano.
(andrea tagliacozzo)

Qualcosa che vale

Una pellicola realizzata all’indomani dell’indipendenza del Kenya, ottenuta dopo anni di sanguinosa guerriglia. Protagonisti del film sono due amici, un bianco e un nero. Quando il nero entra nel movimento nazionalista e violento dei Mau-Mau, i due, trovandosi su opposti fronti, sono costretti a combattersi. Tratto dal romanzo di Robert C. Ruark, il film offre un’analisi obiettiva e coraggiosa dell’argomento, pur non riuscendo a evitare i toni didascalici. (andrea tagliacozzo)

L’angelo scarlatto

A New Orleans, Frank è derubato da Roxy, una poco di buono che ha incontrato in una bettola. La ragazza, che viaggia assieme a Linda, la moglie di un ufficiale morto durante la guerra di secessione, e al neonato di questa, alla morte della donna si prende cura del bambino. Arrivata a San Francisco, Roxy si presenta ai suoceri della defunta amica fingendo d’essere Linda. Un mediocre b-movie con attori di buona levatura.
(andrea tagliacozzo)

Il gigante

Leslie, nativa del Maryland, sposa il giovane e ricco allevatore Bick Benedict e si trasferisce nel Texas. La ragazza stenta ad ambientarsi e a comprendere la mentalità retrograda e razzista dei texani. Uno dei dipendenti di Bick eredita dalla sorella di questi un terreno dove scopre l’esistenza di un giacimento petrolifero. L’ultimo apparizione cinematografica di James Dean, scomparso in un incidente d’auto proprio durante la lavorazione del film (tanto è vero che in molte scene la sua volce è doppiata da quella di un amico, l’attore Nick Adams). Ambizioso, epico, spettacolare e anche un po’ prolisso, ma senza mai essere noioso. Premio Oscar a George Stevens per la regia (ma candidato a dieci statuette).
(andrea tagliacozzo)

Lo sport preferito dell’uomo

Creduto da tutti un provetto pescatore, il giovane commesso di un negozio di articoli sportivi viene costretto dal suo direttore a iscriversi a una gara per fare pubblicità all’impresa. Durante la competizione, il giovanotto, che in realtà di pesca sa poco o nulla, ne combina di tutti i colori. L’ultima commedia diretta dal veterano Hawks è anche una delle sue migliori: una screwball comedy ricca di gag esilaranti in puro stile splapstick, con Rock Hudson e Paula Prentiss (attrice troppo spesso sottovalutata) al massimo della forma.
(andrea tagliacozzo)

Là dove scende il fiume

Un rapinatore abbandona la via del crimine per diventare la guida di una carovana di pionieri. Durante il tragitto, al convoglio si aggrega anche un altro fuorilegge che l’uomo ha salvato dall’impiccagione. Scritto da Borden Chase (dal romanzo
Bend of the Snake
di William Gulick), un western d’alto livello nato dalla proficua collaborazione tra il regista Anthony Mann e il divo James Stewart. Il sodalizio tra i due, iniziato nel ’50 con il bellissimo
Winchester 73
, proseguirà l’anno seguente con il loro lavoro migliore,
Lo sperone nudo
.
(andrea tagliacozzo)

Addio alle armi

Seconda trasposizione cinematografica del romanzo di Ernst Hemingway (la prima, interpretata da Gary Cooper e diretta da Frank Borzage, risale al 1932). Allo scoppio della prima guerra mondiale, un giornalista americano si arruola nell’esercito italiano. Assegnato con il grado di tenente al reparto sanitario, conosce una giovane crocerossina inglese, della quale s’innamora. Più spettacolare rispetto alla precedente versione (anche grazie al colore), il film si trasforma strada facendo in uno sfarzoso (e noioso) fumettone strappalacrime. (andrea tagliacozzo)