Christine la macchina infernale

Il film tratto dal best-seller di Stephen King sulla Plymouth del ’58 con poteri demoniaci non convince fino in fondo, nonostante un inizio promettente che descrive la vita dell’adolescente protagonista in modo molto preciso. Panavision.

Mamma, ho perso l’aereo

A Natale, la numerosissima famiglia McCallister lascia Chicago per trascorrere le festività a Parigi. Quando è già in volo verso l’Europa, la signora McCallister si accorge improvvisamente di aver dimenticato a casa uno dei suoi figli, il piccolo Kevin. Il bambino, rimasto solo, è costretto a difendersi da una coppia di ladri che tenta ripetutamente di irrompere in casa. Scritto da John Hughes, piuttosto scaltro (e abile) nel dosare elementi di sentimentalismo e cattiveria pura, il film si rivelò a sorpresa come uno dei grandi successi della stagione. Divertenti Daniel Stern e Joe Pesci nei panni dei due lestofanti. Due seguiti: Mamma, ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York del ‘92 e Mamma ho preso il morbillo del ’97 (il secondo senza Macaulay Culkin). (andrea tagliacozzo)

Always-Per sempre

Mieloso senza ritegno, modulato sulle note di
Smoke Gets in Your Eyes
, è però uno dei lavori in cui la nostalgia di Spielberg per la vecchia Hollywood si fa più limpida, specie nei momenti in cui tralascia il racconto e le sue trappole e si mette a gironzolare sull’aereo, nell’hangar. Senza grandi effetti speciali, un remake di Joe il pilota e di mille altri fantasy avio-consolatori della seconda guerra mondiale (tra cui il capolavoro
Scala al paradiso
di Powell e Pressburger, di cui Spielberg comprò i diritti impedendone per anni la circolazione). Molto anni Novanta, con Dreyfuss che sembra emerso da certi film semitrasgressivi di due decenni prima e uno scialo di vecchi aerei wellmaniani che il regista adora da sempre (
L’impero del sole
,
La missione
). Di gran lunga preferibile allo Spielberg più serio tipo
Soldato Ryan
. Non incassò granché e fu in parte plagiato da Zucker in
Ghost
, che è una schifezza su tutti i fronti e ha la colpa supplementare di aver lanciato Demi Moore.
(emiliano morreale)

Chroma Angel chiama Mandrake

Un filmetto scoppiettante e originale in cui lo studio delle psicologie e le gag fanno da contraltare alle troppe scorciatoie narrative. Al centro della vicenda ci sono il radioamatore LeMat e la sua ossessione per i “baracchini” C.B., ma il tormentone da non perdere è quello del camionista bigamo. Sceneggiato da Paul Brickman. Titolo originale: Citizens Band.

Incontri ravvicinati del terzo tipo

Sopra un altipiano del Wyoming, il governo degli Stati Uniti, sotto la direzione dell’ufologo Claude Lacombe, organizza un incontro con gli esseri di un altro pianeta. Alcuni semplici cittadini vengono guidati dall’istinto verso il luogo dello storico appuntamento. Una straordinaria favola fantascientifica che pone il tema dell’esistenza di forme di vita extraterrestri sotto una nuova luce, non più minacciosa, come raramente era accaduto in passato (forse con l’unica, parziale eccezione di
Ultimatum alla Terra
di Robert Wise, dove l’alieno, interpretato da Michael Rennie, non veniva ovviamente compreso dagli abitanti del nostro pianeta). In seguito, lo stesso spirito venne comunque ripreso solo saltuariamente (in
Starman
e nel quasi similare
The Abyss
di James Cameron, quasi una versione acquatica del film di Spielberg). Al grande successo del film contribuirono anche gli ottimi effetti speciali di Douglas Trumbull. Nello stesso anno, Richard Dreyfuss ebbe la definitva consacrazione aggiudicandosi l’Oscar come miglior attore con
Goodbye amore mio!
. Lacombe è ben interpretato da François Truffaut. Esistono due versioni del film; la seconda, leggermente più corta, mostrava l’interno dell’astronave aliena.
(andrea tagliacozzo)