Airport ’80

Sulla scia degli altri tre Airport, ma senza la parata di vecchie glorie cinematografiche che aveva caratterizzato i precedenti. Una giornalista americana sale a bordo del concorde New York-Parigi, condotto da un pilota francese e uno statunitense, portando con sé alcuni documenti che comprometterebbero il suo fidanzato, un illustre magnate dell’industria. Durante il volo, l’aereo è fatto oggetto di una serie di attentati organizzati dall’imprenditore. Un film poco riuscito anche sul piano puramente spettacolare.
(andrea tagliacozzo)

Pazzi in Alabama

Racconto picaresco ambientato nel sud degli Stati Uniti attorno alla metà degli anni Sessanta: la Griffith, maltrattata dal marito, lo decapita e abbandona i suoi sette figli per andare a Hollywood a cercare fortuna e successo, portandosi dietro la testa del maritino in una cappelliera. Nel frattempo la sua nipotina si troverà a dover fronteggiare il razzismo. Questo film non riesce a tenere insieme le due storie parallele ma cattura la nostra curiosità. Lodevole debutto alla regia di Banderas, con la moglie perfetta per la sua parte. Super 35.

Colpo grosso alla napoletana

In Italia, cinque squattrinati sequestrano Don Cesare, ex boss della malavita di Chicago. Quest’ultimo, che non è affatto ricchissimo come speravano i suoi rapitori, si mette alla testa della banda per rubare un preziosissimo carico di platino. Una volta compiuto il colpo, rapinatori e bottino partono per il Messico a bordo di un aereo. Innocua commediola: si vede con piacere (soprattutto per merito di alcuni bravi attori di contorno) e si dimentica in fretta. (andrea tagliacozzo)

Austin Powers in Goldmember

Il Dottor Male è evaso da un carcere di massima sciurezza insieme al suo clone nano, Mini Me, e cerca di minacciare il mondo aiutato da un altro strano personaggio malvagio, Goldmember. Il mitico Austin Powers deve viaggiare nel tempo per liberare suo padre, Nigel Powers (Michael Caine), e per contrastare i suoi nemici. Austin incontra l’agente segreto Foxxy Cleopatra (Beyonce’ Knowles, ex cantante delle Destiny’s Child), che lo aiuterà a salvare il mondo. Ma alla fine c’è un incredibile colpo di scena e un finale aperto, nel terrore che si giri anche il film numero quattro. Terza pellicola della saga dell’agente segreto più strambo di Sua Maestà. Terzo film in cui Myers veste i panni di Austin Powers, Dottor Male, Ciccio Bastardo, Goldmember, sceneggiatore e produttore. Molto più debole dei precedenti, trascinato nella sceneggiatura e privo di idee. Poche gag fanno sorridere, per il resto ci si chiede perché dovere guardare una cosa del genere. Il momento più emozionante del film è quando appaiono sul grande schermo Tom Cruise, Steven Spielberg, Gwyneth Paltrow, Kevin Bacon e Danny De Vito, per divertenti camei. Immaginate il resto.
(andrea amato)

Detective’s story

Il marito della ricchissima Elaine Sampson sparisce nel nulla. La donna, su suggerimento di un amico di famiglia, l’avvocato Albert Graves, assume l’investigatore privato Lew Harper. Inizialmente le indagini del detective sembrano non dare i frutti sperati, ma poi Harper riesce a scovare il corpo senza vita di Sampson nella stiva di una vecchia petroliera abbandonata. Film di grande successo, dovuto in gran parte all’ottima interpretazione di Newman piuttosto che alla regia diligente ma non troppo fantasiosa di Jack Smight. Ben architettata, comunque, la sceneggiatura.
(andrea tagliacozzo)

Dragon: la storia di Bruce Lee

Biografia, retorica ma molto piacevole, sul leggendario protagonista di tanti film d’azione, morto nel 1973 a 33 anni. Tanti scontri a base di arti marziali, ma anche la storia di un uomo che deve superare una quantità di ostacoli per trovare il suo posto nel mondo. Adattato da un libro della vedova di Lee, Linda. Il protagonista del film non ha niente a che fare con il vero Lee. Panavision.

Il giorno più lungo

Rievocazione dello sbarco alleato in Normandia, avvenuto il 6 giugno 1944, e degli altri significativi episodi che portarono alla sconfitta dell’esercito nazista. Le troppe menti al lavoro (ben cinque registi, tra i quali il produttore Darryl F. Zanuck) creano un certo squilibrio e il film, per quanto sia tratto dal romanzo autobiografico del colonnello Cornelius Ryan, è disseminato di ingenuità (i documenti tedeschi recano l’evidente, quanto improbabile scritta Top Secret). Ma vista la disponibilità di mezzi, lo spettacolo ovviamente non manca. Il nutrito gruppo di stelle che parteciparono alla realizzazione del film (quasi tutti in piccoli ruoli, anche se significativi) non presero alcun compenso. (andrea tagliacozzo)

Un affare di cuore

Una donna sulla trentina, poliomelitica sin dall’età di nove anni, vive quasi come una reclusa, passando i giorni a comporre e registrare canzoni con l’aiuto di un amico. Ma un avvocato, incontrato casualmente, rimane affascinato dalla poverina e se ne innamora. Discreta pellicola sentimentale realizzata per la televisione. Buona l’interpretazione di Natalie Wood – che ritornò in televisione do po 18 anni – , all’epoca moglie (per la seconda volta) di Robert Wagner, l’altro protagonista.
(andrea tagliacozzo)

Titanic

Nel 1912, sullo sfondo della tragedia del Titanic, si compie un dramma familiare: una coppia, dal rapporto completamente deteriorato e ormai in procinto di sciogliersi, si contende i figli. Quando la donna rivela che uno di loro è nato da una relazione adulterina, il marito entra in crisi. Un buon cast, in cui spicca un convincente Clifton Webb.
(andrea tagliacozzo)