La statua

Un linguista di fama internazionale si accorge che una statua, in cui la moglie lo ha raffigurato completamente nudo, possiede degli attributi virili che non corrispondono ai suoi. Per l’uomo inizia una interminabile e affannosa ricerca nel tentativo di scoprire l’individuo che ha «ispirato» la consorte. Divertente lo spunto iniziale, un po’ meno lo svolgimento.
(andrea tagliacozzo)

I segreti di Filadelfia

Desideroso di fare rapidamente carriera per imporsi nell’alta società, un giovane avvocato sacrifica i princìpi dell’etica professionale per adeguarsi alla corruzione e all’ipocrisia che regna nel suo ambiente. Divenuto celebre, però, l’uomo non esita a difendere un amico ingiustamente accusato d’omicidio. Un melodramma solido nell’intelaiatura, ma proprio per questo anche scontato, malgrado la buona regia di Vincent Sherman e l’ottima interpretazione di Paul Newman.
(andrea tagliacozzo)

Superman III

L’uomo d’acciaio, giunto al terzo episodio, stavolta deve vedersela con un cattivissimo e avido affariste che per le sue malefatte si serve di un genio dell’informatica. Un film piuttosto confuso e debordante che diventa paradossalmente interessante proprio perché, rispetto agli altri della serie, sembra quasi possedere una carica parodistica. Molto divertente, ad ogni modo, la sequenza d’apertura, nel tipico stile del regista. Negli anni Sessanta, l’americano Richard Lester (autore spesso sottovalutato e mal utilizzato, ma di grande talento) ha realizzato alcuni piccoli gioielli del cinema inglese, tra i quali
Non tutti ce l’hanno
e i primi due film dei Beatles
Tutti per uno
e
Aiuto!
(andrea tagliacozzo)

Lo spia dai due volti

Lungometraggio tratto da un episodio (originariamente intitolato
The Doubles Affair)
della serie televisiva americana
U.N.C.L.E.
. Una banda internazionale di spie sostituisce Napoleon Solo, il migliore degli agenti della U.N.C.L.E., con un perfetto sosia. Il vero Solo, però, riesce a sfuggire agli uomini che lo tenevano prigioniero. Divertente, ma niente di più che un telefilm enormemente dilatato.
(andrea tagliacozzo)

S.O.B.

Reduce dal fallimento di un film da molti milioni di dollari, il regista Philip Farmer tenta il suicidio. Poi ha un’illuminazione: trasformerà la sua opera, originariamente concepita come una favola per bambini, in una pellicola a luci rosse. I loschi maneggi di un produttore gli impediscono di realizzare il progetto. Un satira al vetriolo del mondo del cinema, orchestrata con impareggiabile ferocia da Blake Edwards. Esilarante dall’inizio alla fine (straordinaria la sequenza del furto della salma di Farmer), il film ovviamente non gode di buona fama in patria, dove fu (prevedibilmente) un insuccesso. Julie Andrews, moglie del regista, si prende in giro con incredibile ironia. Ultima apparizione sullo schermo del bravo William Holden.
(andrea tagliacozzo)

Bullitt

L’antieroe definitivo di McQueen: un detective di polizia annusa qualcosa di grosso dietro all’assegnamento in custodia di un testimone criminale. Un film d’azione dal ritmo sostenuto, con un grande uso delle location di San Francisco: in particolare nell’ormai classico inseguimento in auto, una pietra miliare del cinema. Il montaggio, vincitore dell’Oscar, è di Frank Keller. Sceneggiatura di Alan R. Trustman e Harry Kleiner, dal romanzo Due volte morto di Robert L. Pike.