Bebé mania

Duffy è un disegnatore di fumetti di grande successo. Nonostante mille tentativi, sua moglie Meg non riesce a dargli un figlio. Per questa, e altre ragioni, il loro matrimonio si va rapidamente deteriorando. Duffy si unisce a una ragazza molto più giovane di lui che, dopo un breve periodo di convivenza, rimane incinta. Prevedibile commedia di sentimenti, tenuta in piedi dalla presenza di Gene Wilder e dall’ottima prova della solare Mary Stuart Masterson.
(andrea tagliacozzo)

Il migliore

Il giovane Roy, promessa del baseball, viene messo fuori gioco da una ragazza che gli spara cinicamente alle gambe. Diversi anni dopo, alla soglia dei trentacinque anni, l’uomo viene ingaggiato come riserva della squadra Knights. Tra lo stupore generale, lo stagionato atleta si dimostra un vero campione. Dal romanzo di Bernard Malamud, un dramma ben confezionato (bella e fin troppo patinata la fotografia di Caleb Deschanel) ma irrimediabilmente vuoto, prolisso e incline al facile sentimentalismo. Robert Redford, all’epoca quarantasettenne, era fin troppo maturo per il ruolo, ma se la cava egregiamente. Sceneggiatura di Robert Towne.
(andrea tagliacozzo)

Christine la macchina infernale

Il film tratto dal best-seller di Stephen King sulla Plymouth del ’58 con poteri demoniaci non convince fino in fondo, nonostante un inizio promettente che descrive la vita dell’adolescente protagonista in modo molto preciso. Panavision.

Dentro la notizia

A Washington, l’attraente e ambizioso Tom viene assunto da una importante rete televisiva. Mentre si fa rapidamente strada in qualità di anchorman, s’innamora di Jane, la volitiva e brillante manager del network. Ottima confezione per un prodotto che intrattiene, diverte, ma alla fine si lascia dimenticare con altrettanta facilità. Eccellenti tutti gli interpreti, in particolare Albert Brooks nel ruolo del giornalista televisivo bravo ma di scarsa presenza. Unica nota stonata: il finale con i protagonisti che si rincontrano dopo sette anni. Candidato a sette premi Oscar nel 1987, il film non riuscì ad aggiudicarsi nessuna statuetta. (andrea tagliacozzo)

Hanky Panky – Fuga per due

Uno stravagante architetto newyorkese viene coinvolto nella caccia a un nastro contenente un importante segreto militare. La sorella di un pittore, misteriosamente assassinato, aiuta l’uomo a sfuggire agli agenti della sicurezza nazionale e ad alcuni malavitosi fortemente interessati alla preziosa registrazione. Poco originale nello spunto (preso in prestito da
Intrigo internazionale
), piuttosto fiacco nella realizzazione, un film che non ha quasi nulla di realmente divertente, nonostante l’impegno di Gene Wilder e di sua moglie Gilda Radner. Nel 1981, Sidney Poitier aveva diretto Wilder in coppia con Richard Pryor nel più riuscito
Nessuno ci può fermare
.
(andrea tagliacozzo)

Le cose cambiano

Seconda prova da regista di David Mamet, dopo il felice esordio del 1987 con
La casa dei giochi
. Dietro il compenso di un’agognata barca da pesca, un anziano lustrascarpe di Chicago accetta di prendersi la colpa di un delitto che non ha commesso. Prima di entrare in prigione, il vecchio ottiene di passare un week-end di relax, vigilato da un gangster piuttosto maldestro. Mamet si dimostra ancora una volta un dialoghista di prima qualità. Joe Mantegna, protagonista del precedente (
La casa dei giochi
) e del successivo (
Homicide
) film del regista, dà come al solito un’interpretazione misurata ma intensa. Piccola particina per Luca Barbareschi.
(andrea tagliacozzo)

Green Card – Matrimonio di convenienza

Per ottenere la Green Card e restare negli Stati Uniti, il francese George sposa l’americana Bronte, che ha bisogno di un marito per ottenere un appartamento in quel di Manhattan. L’intenzione dei due è di non rivedersi più una volta celebrate le nozze, ma le indagini dell’ufficio immigrazione costringono George e Bronte a una convivenza forzata di qualche giorno. La trama sembrerebbe a prima vista banale. Peter Weir, invece, riesce a trarne una piacevole e raffinata storia d’amore, oltre ad evitare le trappole del facile sentimentalismo. Meno interessante, comunque, dei film del periodo australiano o di pellicole successive come Fearless . (andrea tagliacozzo)

Gremlins 2 – La nuova stirpe

In questo sequel, non tanto un film horror quanto una sciocca parodia di se stesso, le viscide creature scorrazzano libere per New York City. Zeppo di gag, citazioni cinematografiche, frecciate satiriche, e apparizioni cammeo gratuite. Glover in particolare è uno spasso nei panni di un tipo alla Donald Trump/Ted Turner, e Lee è una delizia in quelli di uno scienziato genetista. Cercate di restare fino ai titoli di coda.