Cattive compagnie

Un giovane yuppie di Los Angeles timido e responsabile (James Spader) s’imbatte in un coetaneo (Rob Lowe) misterioso e senza scrupoli. L’amicizia con quest’ultimo trasforma radicalmente il ragazzo, che viene spinto ad un comportamento esagerato e violento. Ennesimo omaggio di Curtis Hanson (in seguito autore di
L.A. Confidential
) ad Alfred Hitchcock, dopo il discreto La finestra della camera da letto di due anni prima. Niente di eccezionale, ma lo spunto è intrigante e i momenti riusciti non mancano. Vincitore del Mystfest di Cattolica nel 1990.
(andrea tagliacozzo)

Contact

Una donna ha dedicato tutta la sua vita a studiare le stelle, poiché convinta che ci possa essere qualche altra forma di vita; verrà ostacolata dal suo superiore alla National Science Foundation, e isolata finché non riceverà un messaggio dallo spazio. Sceneggiatura decisamente commovente che ci trasporta nell’ossessione della Foster e ci permette di condividere la sua odissea nello spazio sconosciuto. Questo film, appassionato e intelligente, suscita meraviglia e stupore, che compensano così la lunghezza eccessiva e un finale artificiale. La Foster è semplicemente sensazionale. Tratto da un romanzo di Carl Sagan. Panavision.

Una hostess tra le nuvole

Una povera ragazza persegue il proprio sogno di diventare hostess di volo prendendo come modello una donna un tempo steward e ora proprietaria di una compagnia aerea (Bergen). Per ultimo dovrà scegliere tra la carriera e l’uomo da lei amato. Il cast è coinvolgente e le azioni piacevoli, ma il suo gusto un po’ rétro lo fa sembrare un blando film della Hollywood anni Sessanta, eccezione fatta per Myers, il comico strabico i cui numeri sembrano provenire da un film totalmente diverso. George Kennedy non è accreditato. Super 35.

Masquerade

Dopo la morte della madre, una giovane e ricca orfana è costretta a vivere con il terzo marito della donna. Vanamente corteggiata da un ex compagno di scuola, diventato in seguito agente di polizia, la ragazza s’innamora di un giovane skipper. Il regista Bob Swaim fa il verso all’Alfred Hitchcock de
Il sospetto
con risultati non del tutto disprezzabili. Rob Lowe è ambiguo al punto giusto, anche se il film avrebbe funzionato meglio con un protagonista di maggior carisma (come il Cary Grant del film di Hitchcock, appunto).
(andrea tagliacozzo)

A proposito della notte scorsa

Dalla commedia di David Mamet Sexual Perversity in Chicago. I giovani Danny e Debbie s’innamorano e, nonostante i rispettivi amici Bernie e Joan tentino di scoraggiarli, decidono di andare a vivere insieme. Ma la convivenza tra i due si fa subito difficile, anche perché Danny non se la sente d’impegnarsi seriamente con la ragazza. Della piece teatrale di Mamet, adattata per lo schermo da Tim Kazurinsky e Denise DeClue, rimane ben poco. Quel poco basta a farne un film interessante, anche se non completamente riuscito. Jim Belushi è il migliore dei protagonisti. (andrea tagliacozzo)

Thank You for Smoking

A Nick Naylor (Aaron Eckhart,

Erin Brockovich,
The Black Dahlia
di Brian De Palma, in concorso a Venezia 2006) il proprio lavoro piace. Non è un lavoro facile, ma se l’è scelto lui. Nick è un
lobbysta
al soldo di una multinazionale del tabacco retta con polso di ferro dal Capitano (Robert Duvall). In parole povere, Nick è pagato per difendere l’immagine e le ragioni dei fumatori, anche a costo di prendersi gli insulti delle associazioni antifumo, parare i colpi di un senatore del Vermont (William H. Macy) o essere sequestrato da un gruppo di salutisti-fondamentalisti e quasi mandato al creatore da un’overdose di nicotina. Per rilanciare il mercato calante delle sigarette – che comunque continuano a provocare 1200 morti al giorno – Nick ha l’idea di convincere il più potente tra gli agenti di Hollywood (un Rob Lowe sciroccato che vive come un orientale e dorme solo la domenica) a mettere in cantiere una pellicola che dovrà rinverdire i fasti del cinema dei bei tempi, quando tutti i divi fumavano come ciminiere e la sigaretta era un vero e proprio
status symbol.
Nick porta con sé il figlio adolescente Joey (Cameron Bright), nel tentativo di recuperare un rapporto incrinatosi in seguito alla separazione dalla moglie. Tutto sembra procedere bene, ma il lobbysta pecca di presunzione quando ignora i saggi consigli dei suoi migliori amici, coi quali forma il trio MDM (Mercanti Di Morte): Polly (Maria Bello), portavoce dell’industria degli alcolici, e Bobby Jay (David Koechner), lobbysta delle armi. Cede infatti alle grazie generosamente esibite da una giornalista rampante (Katie Holmes), finendo sbugiardato in prima pagina. Riuscirà a risollevarsi?

La recensione

Lungometraggio d’esordio, ben girato e divertente, sui toni della commedia (Primo Merito) di Jason Reitman – figlio di

Ivan

I ragazzi della 56a strada

Thomas Howell, Matt Dillon, Ralph Macchio, Patrick Swayze, Rob Lowe, Diane Lane, Emilio Estevez, Tom Cruise, Leif Garrett, Tom Waits, Sofia Coppola. Trattamento corposo e notevolmente stilizzato del best-seller di Susan E. Hinton su alcuni inquieti adolescenti dell’Oklahoma negli anni Sessanta, visti attraverso gli occhi di un ragazzo (Howell) che ama la poesia e Via col vento. Un’operazione ambiziosa, che rievoca quest’ultimo film e i melodrammi degli anni Cinquanta (fin dall’enfatica colonna sonora di Carmine Coppola) ma non decolla mai veramente, nonostante alcuni momenti molto intensi. La Hinton compare in un cammeo nel ruolo di un’infermiera. Seguito da un altro progetto dell’accoppiata Coppola-Hinton: Rusty il selvaggio. In seguito ha generato una serie televisiva. Panavision.

Illegalmente tuo

Un giurato (Lowe) resta scioccato quando vede che l’imputata (Camp) era un tempo la ragazza dei suoi sogni erotici alle elementari, e indaga in giro per proprio conto per liberarla dall’accusa. Farsa dolorosamente piatta a malapena uscita nelle sale, in cui Bogdanovich cerca ancora di emulare Howard Hawks; quant’è bizzarro vedere un disastroso Rob Lowe (con tanto di occhiali) che scimmiotta Ryan “O’Neal in Ma papà ti manda sola? — il quale, a sua volta, scimmiottava Cary Grant in Susanna.