Nadine – Un amore a prova di proiettile

Leggera ma gradevole commedia ambientata ad Austin nel 1954, su una parrucchiera incinta ma già prossima al divorzio che assiste incidentalmente a un omicidio proprio mentre tenta di recuperare alcune foto di nudo “artistico” per cui aveva posato in un momento di debolezza. Molto buono il cast, con Kim Basinger sorprendentemente in testa a tutti; l’orecchiabile brano sui titoli di coda è interpretato dagli Sweethearts of the Rodeo.

Coma profondo

A Boston, una dottoressa di un noto ospedale rimane perplessa quando un’amica, ricoverata per un’operazione d’aborto nello stesso istituto, entra in coma e poi muore. Indagando per suo conto, la donna scopre che si erano già verificati numerosi casi analoghi e inspiegabili. Dal romanzo di Robin Cook (adattato per lo schermo dal regista e scrittore Michael Chrichton), un thriller avvincente e ben costruito.
(andrea tagliacozzo)

Men in Black II

Sono passati 4 anni da quando gli agenti segreti del MIB J (Will Smith) e K (Tommy Lee Jones) hanno sventato l’ultimo disastro intergalattico. In questo tempo J, da giovane allievo un po’ pasticcione, è diventato uno dei migliori uomini dell’agenzia spaziale che si occupa di monitorare le attività aliene sulla terra, e K, un tempo maestro di J, ora vive senza memoria del suo passato, in un paesino del Massachussetts, facendo il direttore dell’ufficio postale. È un normale giorno di lavoro quando J si imbatte in un insolito omicidio: il defunto è un alieno proprietario di una pizzeria, dove lavora Laura, ignara custode della Luce di Kartan. Luce bramosamente desiderata da Seerlena (Lara Flynn Boyle), una radice neurale (malvagia creatura), con l’aspetto seducente di una modella di biancheria intima. Attraverso varie ricostruzioni si capirà che l’unico a conoscere il segreto della luce è K. Toccherà al suo ex allievo J andarlo a cercare e una volta trovato… Il film ripropone quasi interamente tutti i personaggi e le strane creature che avevano fatto il successo del primo MIB, campione d’incassi nel 1997. Ma soprattutto ripropone l’azzeccata coppia comica Smith-Jones, nel film J e K. K uomo di esperienza, cinico e tagliente, inizialmente ignaro del suo passato, ma sempre sagace anche in abiti civili. J ragazzotto promettente, con l’aria da spaccone, vive in solitudine e insoddisfazione e soffre l’assenza di un valido compagno. Smith e Jones insieme, come nelle migliori dinamiche delle coppie comiche, traggono forza l’uno dall’altro. Jones sfotte, Smith assorbe, Jones lavora con sintesi, Smith con analisi, e così via con il gioco delle antitesi. Il tutto sullo sfondo del film fantascientifico che qui è veramente completo. Ci sono infatti tutti i personaggi caratteristici e qualche stereotipo di questo genere di film: il cane parlante con un leggero accento napoletano, il grande capo super partes che tutto vede e tutto sa, la gente normale che non può riconoscere né alieni né agenti spaziali della MIB. È un tentativo forse di riportare negli USA una scuola di commedia che da un po’ di tempo fa sentire la sua assenza. Negli anni abbiamo visto quasi esclusivamente commedie sentimentali e melense, oppure comicità demenziale di tutti i livelli. MIB2 si avvicina più al secondo genere, ma si apprezzano comunque gli sforzi degli sceneggiatori e le prestazioni della supercoppia Jones-Smith.
(letizia ferlito)

Hercules

Divertente cartoon Disney ispirato alla mitologia greca. Il piccolo Hercules viene rapito dal monte Olimpo dagli scherani del perfido Ade: allevato come un mortale dalla forza prodigiosa, dovrà dimostrare tutto il proprio eroismo per ritrovare spazio nel consesso degli dei. La storia, già spassosa di per sé, è un fuoco di fila di gag e canzoni (di Alan Menken e David Zippel); fra le chicche dell’edizione originale c’è l’interpretazione di Woods, che dà voce a un “villain” garrulo e loquace. La storia continua nella serie tv e in un sequel homevideo. Una nomination agli Oscar.

Marie Antoinette

Storia della regina di Francia Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena, moglie del re Luigi XVI. Data in sposa al giovane delfino alla tenera età di quattordici anni nel 1770, la regnante di origini austriache non ebbe vita facile alla corte di Versailles: oltre all’aperta ostilità della contessa Du Barry, protetta da Luigi XV, dovette sopportare i ripetuti rifiuti del consorte (di un anno più grande) che solo dopo otto anni si concesse. Nel 1778 Maria Antonietta diede finalmente alla luce Maria Teresa Carlotta e in seguito altri tre figli: due maschi trapassati prima dei dieci anni, Luigi Giuseppe e Carlo Luigi, e Maria Sofia Elena Beatrice, che morì all’età di un anno di tubercolosi. La pellicola si concentra sulla vita di corte della Regina, tra conflitti personali sui doveri del ruolo di donna e di regnante e frivoli intrattenimenti per nobili annoiati, fino al giorno dell’obbligata fuga da Versailles e del duro confronto con la realtà.

Wonder Boys

Ex ragazzo prodigio delle lettere americane, Grady Tripp è ormai un ciabattante insegnante cinquantenne il cui secondo e attesissimo libro stenta a raggiungere la parola «fine». Durante il week-end che precede il Wordfest (occasione nella quale l’università locale sfoggia i suoi presunti talenti) la vita di Grady si incrocia inestricabilmente con quella di James Leer, proabilmente il suo unico studente dotato di genio letterario. Dopo l’esaltato ma incredibilmente manierato
L.A. Confidential
, Curtis Hanson – in altre occasioni dignitoso mestierante (
Cattive compagnie
,
The River Wild
) – è stato indicato come un erede del grande artigianato hollywoodiano (e tutto questo semplicemente per aver tradito Ellroy). Ovvio che da
Wonder Boys
fosse lecito non aspettarsi nulla di buono. Invece il film, pur confermando che Hanson non è in possesso di uno sguardo autonomo, può contare su un’ottima sceneggiatura (da sempre àncora di salvezza dei mediocri), che – caso raro – permette di affezionarsi alla svagata umanità dei personaggi. Sarà merito dell’aria autunnale del film, delle canne che si fa Michael Douglas, delle canzoni di Bob Dylan, Neil Young, Leonard Cohen & co. o della straordinaria bravura di Robert Downey jr. (che sta ancora marcendo in galera per questioni di droga, capro espiatorio nei confronti di Hollywood), ma
Wonder Boys
riesce a farsi voler bene nonostante l’assoluta mancanza di un’idea di regia. Non è proprio moltissimo ma, considerato l’attuale stato di salute del cinema americano, nemmeno pochissimo. Per una volta chi si accontenta gode (o quasi).
(giona a. nazzaro)

Buttati Bernardo!

Accattivante e originale pellicola su un ragazzo con genitori iperprotettivi, che cerca di imparare le cose della vita dall’insensibile attrice Hartman. Non affascinerà proprio tutti ma la recitazione è meravigliosa, con un esilarante Dolph Sweet nei panni di un duro poliziotto. Le location di New York danno un gran contributo. Scritto da Coppola a partire da un racconto di David Benedictus. La canzone che dà titolo al film è dei Lovin’ Spoonful. Nomination all’Oscar per Geraldine Page.

Cincinnati Kid

Avrebbe dovuto dirigerlo Sam Peckinpah, ma è – insieme a
La calda notte dell’ispettore Tibbs
e
Rollerball
– uno dei vertici della filmografia di Norman Jewison.
Cincinnati Kid
, scritto dal compianto Ring Lardner jr. (uno dei «dieci di Hollywood» invisi al maccartismo, autore anche del copione di
M.A.S.H.
), è un piccolo classico sul fruttuoso binomio tra cinema e tavolo verde. Il film, il cui impianto ricorda molto quello de
Lo spaccone
di Robert Rossen, svolge sul terreno impervio dei tavoli da poker l’eterna ossessione americana del gioco. Il ritratto ambientale è potente, la suspense di prim’ordine e le molte parentesi private efficaci. L’allegorico conflitto tra l’anziano gambler Edward G. Robinson e il giovane e arrogante Steve McQueen si conclude con il riconoscimento da parte di quest’ultimo del magistero della vecchia guardia. Celebre la battuta finale del vecchio giocatore, il quale ammonisce il più giovane ricordandogli che dovrà sempre accontentarsi di un secondo posto. Almeno finché il più esperto resterà in circolazione.
(anton giulio mancino)