Thelma and Louise

Thelma, una casalinga frustrata, decide di prendersi qualche giorno di libertà scorrazzando per le autostrade americane assieme all’amica Louise. Durante una sosta in un night-club, Thelma rischia di essere violentata. Louise uccide l’assalitore e le due si ritrovano improvvisamente ricercate dalla legge. Road-movie tutto al femminile, indubbiamente ben congegnato e realizzato, anche se l’elogio filofemminista sembra studiato a tavolino, non senza un pizzico di furbizia e calcolo commerciale. Comunque brave la Davis e la Sarandon. Il migliore, però, è Harvey Keitel nel ruolo del poliziotto comprensivo.
(andrea tagliacozzo)

Alien – The Director’s Cut

Dopo aver fatto tappa su un pianeta sconosciuto, su cui è stata attirata a causa di una falsa richiesta d’aiuto, l’astronave Nostromo prosegue nel suo viaggio. Quest’ultimo viene però funestato dalla presenza a bordo di un alieno, incubatosi all’interno del corpo di uno dei membri dell’equipaggio. La mostruosa creatura stermina a uno a uno tutti gli astronauti, l’unica a opporre resistenza è Helen Ripley, un coraggioso ufficiale in seconda.

Ventiquattro anni dopo la sua prima uscita nelle sale, uno dei capolavori di Ridley Scott torna sul grande schermo con circa cinque minuti di scene inedite e una colonna sonora ricostruita su sei piste in surround. Dopo decine di passaggi televisivi, il ritorno di
Alien
nei cinema fornisce l’occasione, soprattutto ai più giovani, di visionare sul grande schermo uno dei migliori film di fantascienza della storia del cinema. «Per vedere
Alien
come si deve bisogna vederlo nel buio della sala», ha detto lo stesso Ridley Scott, aggiungendo che la nuova edizione del suo secondo film è stata l’occasione per aggiustare dettagli che, rivedendo il film a distanza di tanto tempo, gli erano sembrati passibili di miglioramento. Tra le sequenze inedite, la scena in cui Ripley (Sigourney Weaver) scopre i resti di due compagni morti e uno scontro fisico della stessa Ripley con Lambert (Veronica Cartwright). Niente di rivoluzionario, insomma. La versione
director’s cut
di
Alien
non ha quindi la stessa portata di quella realizzata nel 1991 su
Blade Runner.
In quel caso il diverso finale e l’eliminazione del commento
off
contribuirono a creare un film diverso rispetto all’originale. In questo caso invece l’operazione serve «soltanto» a riportare nelle sale un film nato e realizzato per il grande schermo, la cui visione cinematografica non teme confronti nemmeno con il più sofisticato dvd.
(maurizio zoja)

All the invisible children

Il disagio infantile nel mondo immortalato da sette prospettive differenti e in sette Paesi diversi. Filo conduttore di tutte le vicende è il degrado e l’incomprensione a cui sono sottoposti i bambini. L’incasso della pellicola è stato devoluto al World Food Programme e all’Unicef.

Un’ottima annata

Max Skinner (Russel Crowe) è un finanziere della city, senza sentimenti né tantomeno scrupoli. Un giorno scopre di aver ereditato la villa in Provenza di suo zio Henry (Albert Finney) in cui da bambino era solito trascorrere le estati. Fugge quindi dalla giungla d’asfalto britannica per correre verso i luoghi dell’infanzia, densi di ricordi, odori e sapori familiari, primo fra tutti quello del vino.
Naturalmente, Max scoprirà che esistono valori che non si scambiano in borsa; che si può vivere in un modo diverso – slow, direbbe qualcuno – rispetto a quello a cui è abituato. Bisogna solo adattarsi, magari a costo di qualche sacrificio.Naturalmente troverà l’amore, nella persona della bruna, ubertosa locandiera del paese, Fanny Chenal (Marion Cotillard). Ma riuscirà a lasciare il suo lavoro, i suoi soldi, la sua bella casa in città?

Robin Hood

Il film racconta la vita di un esperto arciere dell’esercito di Re Riccardo I, inizialmente preoccupato solo di sopravvivere agli scontri con i francesi. Alla morte del Re Riccardo, Robin si reca a Nottingham, una città afflitta dalla corruzione e sull’orlo della carestia a causa delle tasse elevatissime imposte ai suoi sudditi da un dispotico sceriffo. Lì si innamora di Marion, una vedova risoluta e scettica nei confronti dell’identità e delle motivazioni di questo crociato della foresta. Sperando di ottenere la mano di Marion e di salvare il villaggio, Robin mette insieme una banda le cui letali capacità mercenarie sono paragonabili solo al suo appetito per la vita. Con l’Inghilterra indebolita da decenni di guerre, asfissiata dal pessimo governo del nuovo re e resa vulnerabile dal rischio di rivolte interne e da minacce esterne, Robin e i suoi uomini rispondono ad una chiamata più grande. Questo eroe improbabile e i suoi alleati si ritrovano a dover salvare il paese che sta scivolando in una sanguinosa guerra civile e a restituire all’Inghilterra la sua gloria.

Il gladiatore

Nel 180 d.C., la morte dell’imperatore Marc’Aurelio getta l’impero romano nel caos. Maximus, uno dei più capaci generali dell’impero, viene fatto schiavo, mentre Commodo, il figlio di Marc’Aurelio, sale al trono. Ribattezzato Narciso e costretto a diventare un gladiatore, Maximus è costretto a combattere a morte con altri uomini nel Colosseo per il divertimento del pubblico. Ma diventerà un leader del popolo che vuole rovesciare il tiranno… Il successo di fine stagione, dopo che l’anno scorso era toccato a
Matrix
. Dal cyberpunk buddista al ritorno dei sandaloni. Si peggiora. Con la storia del giusto in cerca di vendetta che arriva dritta dai feuilleton ottocenteschi, e una messa in scena in cui si sente sapore di spot e di riprese sportive (con gli stessi otturatori superveloci usati per le partite di basket o le gare di Formula 1), ma non di cinema. Roma antica risorge col digitale, ma con le scritte latine sbagliate e sospetti cupoloni. La sceneggiatura ha dei buchi pazzeschi (ma come fa il cattivo Commodo a non sapere che l’eroe aveva ucciso i sicari?). Eppure è piaciuto a tutti, vuoi perché c’è il bel Russell, vuoi perché lo spettatore d’oggi non ha mai visto
Ben Hur
o
Spartacus
. Peccato solo che i critici non abbiano fatto il loro mestiere, lieti di applaudire quello che passa il convento e timorosi di passare per snob. Ma
Il gladiatore
non vale molto più di altri capolavori del regista, come
L’Albatross
o
1492-La scoperta del Paradiso
.
(alberto pezzotta)

Soldato Jane

Soldato Jane

mame cinema SOLDATO JANE - DEMI MOORE STASERA IN TV scena
Una scena del film

Diretto da Ridley Scott, Soldato Jane (1997) ha come protagonista Jordan “Jane” O’Neill (Demi Moore), tenente della Marina. Viene scelta come segretario alla Marina e ha inizio per lei un devastante addestramento di tre mesi. Essendo una donna viene agevolata negli esercizi, ha una camera singola e tutti sono scettici e prevenuti nei suoi confronti. Tuttavia, lei si ribella, chiedendo un trattamento pari a quello degli uomini. Presto, inoltre, si integra con il gruppo e arriva perfino a dimostrare di essere più abile di molti suoi colleghi.

La stampa viene a conoscenza della vicenda e la donna diventa l’emblema dei diritti delle donne. Ma la vita di una giovane tenace e attraente non è mai facile: infatti, maldicenze e pettegolezzi si abbatteranno su di lei. Riuscirà quindi Jane a continuare a combattere per i propri diritti e per quelli di tutte le donne?

Curiosità

  • Nel cast c’è anche Viggo Mortensen, che interpreta John James Urgayle.
  • Il film propone con molta enfasi l’attaccamento e l’orgoglio tipicamente americano verso le proprie forze armate, insieme alla parità dei sessi. Nonostante l’eccezionale successo al botteghino, il film ha ricevuto pesanti critiche da una parte della stampa specializzata.
  • Il critico Paolo Mereghetti ha assegnato una sola stella al film, definendolo “un rivoltante e puerile spot guerrafondaio, rimasto fermo ai modelli alla Top Gun”.
  • Tuttavia, Lietta Tornabuoni de La Stampa ha difeso l’interpretazione di Demi Moore. “Cautamente, il film molto ripetitivo, ma non noioso, non prevede pesanti molestie sessuali, appena qualche battuta volgare contro la donna invadente troppo brava: e presto tra le grida, le sopraffazioni, le mortificazioni dell’addestramento, quasi ci si dimentica che uno dei vessati è femmina. Demi Moore, anche co-produttrice del film, è fisicamente ammirevole: recita benissimo, piegamenti, ginnastiche per rafforzare la muscolatura, corse, sforzi d’ogni genere, fatiche molto pesanti e una mascolinità coatta.”

Alien

Seguendo un segnale radio, la nave spaziale Nostromo approda su un pianeta sconosciuto. Uno dei componenti dell’equipaggio, sceso in perlustrazione, viene assalito da una strana forma di vita. Riportato a bordo dell’astronave, l’uomo torna apparentemente in salute, ignorando d’essere stato fecondato dall’alieno. Ritmo lento ma tensione a mille in un piccolo classico del nuovo cinema di fantascienza, superato solo dall’adrenalinico seguito firmato sette anni più tardi da James Cameron. Decisamente inquietante, anche per il modo in cui il mostro si riproduce. La sceneggiatura è stata scritta, tra gli altri, da Walter Hill.
(andrea tagliacozzo)

1492 – La conquista del Paradiso

L’esploratore Cristoforo Colombo è convinto di poter raggiungere la Cina viaggiando per mare verso occidente. Il progetto, respinto dai dotti dell’università di Salamanca, interessa all’armatore Martin Alonzo Pinzon, che si dichiara disposto, con l’appoggio della regina di Spagna, a finanziare la spedizione. Ambizioso, sfarzoso, ma irrimediabilmente vuoto e privo di momenti emozionanti, nonostante il gusto figurativo del regista e l’evidente impegno di Depardieu. Il film è stato realizzato contemporaneamente a
Cristoforo Colombo: la scoperta
, dedicato allo stesso argomento.
(andrea tagliacozzo)

I duellanti

Lungometraggio d’esordio di Ridley Scott. Gabriel Féraud, tenente dell’esercito napoleonico, sfida a duello il collega Armand d’Hubert. Il primo ha la peggio, ma sopravvive. Alla prima occasione, Féraud, che non desidera altro che cancellare l’onta della sconfitta, torna a sfidare d’Hubert. Suggestivo adattamento di
The Duel
di Joseph Conrad, il film venne premiato a Cannes come migliore opera prima. A tutt’oggi rimane una delle opere più interessanti del futuro regista di
Blade Runner
.
(andrea tagliacozzo)