Non dirmelo…non ci credo

George, bugiardo patalogico, viene affidato alle cure del lestofante Eddie che, pur di uscire di prigione, si offre come volontario per alcuni servizi di assistenza sociale. George viene identificato da uno sconosciuto come il miliardario Abe Fielding misteriosamente scomparso. Eddie decide di sfruttare la situazione per trarne un grosso guadagno. Film poco divertente, nonostante gli sforzi degli interpreti (in quello stesso anno Mercedes Ruhel vincerà l’Oscar come migliore attrice non protagonista con
La leggenda del Re Pescatore
). Ritmo piuttosto fiacco. Si salvano solo un paio di gag.
(andrea tagliacozzo)

Superman III

L’uomo d’acciaio, giunto al terzo episodio, stavolta deve vedersela con un cattivissimo e avido affariste che per le sue malefatte si serve di un genio dell’informatica. Un film piuttosto confuso e debordante che diventa paradossalmente interessante proprio perché, rispetto agli altri della serie, sembra quasi possedere una carica parodistica. Molto divertente, ad ogni modo, la sequenza d’apertura, nel tipico stile del regista. Negli anni Sessanta, l’americano Richard Lester (autore spesso sottovalutato e mal utilizzato, ma di grande talento) ha realizzato alcuni piccoli gioielli del cinema inglese, tra i quali
Non tutti ce l’hanno
e i primi due film dei Beatles
Tutti per uno
e
Aiuto!
(andrea tagliacozzo)

Nessuno ci può fermare

Skip e Harry, amici per la pelle, decidono di lasciare l’opprimente New York per andare verso Sud in cerca di fortuna. A causa di un banale equivoco, i due vengono scambiati per rapinatori, arrestati e condannati a 125 anni di prigione. Secondo, esilarante film interpretato dalla coppia Wilder-Pryor, già all’opera nel 1976 in
Wagon-Lits con omicidi
. La non trascendentale sceneggiatura di Bruce Jay Friedman e la regia di Poitier sono completamente al servizio dell’estro comico dei due attori, davvero incontenibili.
(andrea tagliacozzo)

I’m Magic

Versione moderna e afroamericana de
Il mago di Oz
, tratta dalla commedia musicale di William F. Brown e Charlie Smalls. Una tempesta di neve trasporta la giovane Dorothy nel fantastico mondo di Oz. Dopo aver appreso che solo il potente e misterioso mago che domina il luogo può farla tornare a casa, la ragazza si mette subito in cammino per raggiungerlo. Clamoroso flop al botteghino, anche se il film, tolta l’irritante interpretazione di Diana Ross, contiene non poche idee interessanti.
(andrea tagliacozzo)

Harlem Nights

Primo (e per ora unico) film interamente scritto, diretto, prodotto e interpretato da Eddie Murphy. Ad Harlem, negli anni Trenta, il vecchio Sugar Ray dirige illegalmente ma con buon profitto un club di lusso assieme al figlio adottivo, l’elegante Quick. Per tentare di toglierli di mezzo, un boss rivale si serve di un poliziotto corrotto. Nonostante alcuni momenti divertenti – frutto soprattutto della verve comica di Richard Pryor – il film naufraga inevitabilmente appresso alle smisurate ambizioni del protagonista, incapace di gestire da solo una produzione di simili proporzioni.
(andrea tagliacozzo)

Chi più spende più guadagna

Tratto da
Brewster’s Million
, il romanzo di George Barr McCutcheon che nel ’42 aveva già ispirato ad Allan Dwan il suo
Milioni in pericolo
. Un giocatore di baseball deve spendere 30 milioni di dollari in un mese per ereditare la favolosa fortuna che gli ha lasciato uno stravagante prozio. L’impresa, strano a dirsi, si rivela più difficile del previsto. Il maestro del cinema d’azione Walter Hill se la cava discretamente anche con la commedia, aiutato dalla verve del protagonista. Ma il film avrebbe potuto essere più divertente.
(andrea tagliacozzo)

California Suite

Divertente commedia che Neil Simon, autore della frizzante sceneggiatura, ha tratto da un suo hit di Broadaway (
Plaza Suite
). Sullo sfondo del Beverly Hills Hotel scorrono parallele quattro storie. Una di queste vede protagonista una strana coppia di coniugi, formata da un antiquario bisessuale e un’attrice un po’ bisbetica che, candidata all’Oscar, non riesce ad aggiudicarsi l’agognata statuetta. Ironia della sorte, la seconda è interpretata da Maggie Smith che, proprio con questo ruolo, vinse l’Oscar come migliore attrice non protagonista.
(andrea tagliacozzo)