Harry Potter e la pietra filosofale

Harry Potter e la pietra filosofale

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Harry, Ron e Hermione

Il primo degli otto film della saga di Harry Potter, cioè Harry Potter e la pietra filosofale, risale al 2001 ed è stato diretto da Chris Columbus. La pellicola è tratta dall’omonimo libro di J.K. Rowling, la scrittrice britannica che ha ideato l’intera serie.

Harry Potter (Daniel Radcliffe) è un orfano inglese che vive con gli zii e il cugino, i quali lo trattano come un insopportabile peso. Il giorno del suo undicesimo compleanno, uno stormo di gufi assedia la casa in cui vive: ogni uccello tenta di consegnargli una lettera. Presto, quindi, Harry scopre che si tratta dell’ammissione alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. La sua iniziale incredulità si trasformerà presto in meraviglia nello scoprire un mondo fatto di cose che prima riteneva impossibili. Ma non ci saranno solo lieti eventi ad attenderlo: il suo doloroso passato tornerà, mettendolo di fronte al suo vero e unico nemico, colui che ha ucciso i suoi genitori, Voldemort (Ralph Fiennes). Ad aiutarlo, due nuovi e coraggiosi amici: Ron Weasley (Rupert Grint) e Hermione Granger (Emma Watson).

Una saga intramontabile

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Il libro Harry Potter e la pietra filosofale

La casa editrice Bloomsbury è stata l’unica a credere nel progetto di J.K. Rowling, pubblicando Harry Potter e la pietra filosofale nel 1997. Il successo che ne derivò fu incredibile, soprattutto quando ne fu tratta la trasposizione cinematografica. Quelli che oggi hanno tra i venti e i trent’anni di età all’epoca erano bambini che impazzirono per le avventure di Harry Potter, un loro coetaneo che scopriva l’esistenza di incantesimi e creature magiche. Costumi di Carnevale, giocattoli, videogames, giochi di società e innumerevoli altri gadget hanno spopolato in tutto il mondo.

Ancora oggi, gli otto film della serie vengono trasmessi periodicamente in tv. Nessuno, infatti, riesce a stancarsi di seguire le vicende del giovane mago e dei suoi amici. E non si tratta di affetto solo per il protagonista: quasi tutti gli altri personaggi della saga sono diventati vere e proprie icone. Hermione Granger, per esempio: la “secchiona” bella, coraggiosa e leale. Oppure Ron Weasley, impacciato ma intrepido quando serve. E che dire di Severus Piton (Alan Rickman), che nel capitolo finale rivela la sua vera storia? Molto amato anche il personaggio di Minerva McGranitt, interpretato da Maggie Smith: la professoressa severa ma materna, che non esita a combattere per salvare il mondo della magia dalle forze oscure. Persino l’antagonista, Voldemort, è un profilo mainstream che piace a tutti.

Vatel

Il principe di Condé cerca di recuperare il credito perduto organizzando tre giorni di grandi festeggiamenti per celebrare il passaggio di Luigi XIV nelle sue terre. Si affida a Francois Vatel, il più grande maestro di cerimonie dell’epoca che, fra problemi di ogni tipo, organizza tutto alla perfezione. Fin dalla sequenza d’apertura, Vatel si presenta come un movimento inesausto di cose, persone e sguardi. Mentre la macchina da presa percorre i lussuosi ambienti del castello del principe, sfilano tanti personaggi indaffarati senza un motivo e, sullo sfondo, una teoria di suppellettili annuncia il tema del film (sbalordire attraverso lo sfarzo). Tutta questa agitazione sembra il frutto di una paura più che di una precisa volontà. Come i personaggi alla corte del re di Francia, Roland Joffé sembra preda delle bizze di un pubblico dalle non ben definite forme e dai gusti tanto instabili che solo un pot-pourri di immagini ed effetti può soddisfare. Perfetto emblema del superfluo al cinema, Vatel – un Depardieu, maestro di cerimonie al servizio di un principe che deve stupire un re per salvarsi dai debiti (la panoplia di autorità sembra ricalcare il numero padroni che l’operazione ha avuto) – è una buona immagine del ruolo che il cinema della Gaumont arriva a ritagliarsi. Come a dire: l’imitazione della peggior Hollywood.
(carlo chatrian)

Gorky Park

Dall’omonimo bestseller di Martin Cruz Smith. Nel Parco Gorky di Mosca vengono ritrovati, semicoperti dalla neve, i cadaveri orribilmente sfigurati di tre giovani. L’ispettore di polizia Arkadi Renko, incaricato delle indagini, grazie a un paio di pattini, trovati indosso a una delle vittime, risale fino a Irina, una ex dissidente sovietica. Un film poco convincente, nonostante l’atmosfera e alcuni bei momenti. Gli esterni sono stati girati a Helsinki. (andrea tagliacozzo)

Guida galattica per autostoppisti

Arthur Dent (Martin Freeman) sta per andare incontro a una giornata che non dimenticherà facilmente. Appena sveglio scopre infatti che una ruspa minaccia di distruggere la sua abitazione. Ed è solo l’inizio. Poco dopo verrà a sapere che un suo amico è in realtà niente meno che un alieno, venuto a prelevarlo prima dell’imminente distruzione del pianeta, incenerito per fare posto a una nuova autostrada galattica. Comincia così un viaggio totalmente surreale e comico nel quale però Arthur imparerà cose molto serie, come il significato più profondo della vita. Ma soprattutto l’indispensabilità della « Guida galattica per autostoppisti».

Harry Potter e la camera dei segreti

Harry Potter è di nuovo a casa dai perfidi zii, dove si presenta un petulante elfo domestico, Dobby, che, oltre a far volare addosso a un’ospite dello zio una torta, fa di tutto per convincere Harry a non tornare alla scuola di Hogwarts. Terribili pericoli lo attendono. Non ci riuscirà, ovviamente. Complici gli amichetti che arrivano a prenderlo su un’auto volante, il maghetto torna nella scuola di magia. E incappa in un’altra avventura. Questa volta il mistero ruota attorno a una camera segreta, custodita da un

Harry Potter e la camera dei segreti

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Harry e Ron a bordo della macchina volante

Diretto da Chris Columbus, Harry Potter e la camera dei segreti (2002) è il secondo capitolo della saga del giovane mago inglese, Harry Potter (Daniel Radcliffe). Questa volta, Harry riceve una strana visita nella casa di Privet Drive, dove vive con i suoi zii. Si tratta dell’elfo domestico Dobby, il quale intima al dodicenne di non tornare a Hogwarts, perché altrimenti potrebbe rischiare la vita. Harry non gli crede e Dobby, pur di impedirgli di tornare nella scuola di magia e stregoneria, fa in modo che lo zio Vernon (Richard Griffiths) lo punisca, segregandolo nella sua cameretta.

Ma, al contrario di quello che crede Harry, gli amici non l’hanno certo abbandonato. Dobby, infatti, gli aveva sequestrato tutte le lettere inviategli da Ron (Rupert Grint) e Hermione (Emma Watson) nel corso dell’estate. Non ricevendo quindi alcuna risposta da Harry, Ron e i suoi fratelli gemelli Fred e George (James Andrew Eric e Oliver Martyn John Phelps) guidano la loro macchina volante fino alla finestra di Harry, rimuovendo le sbarre che lo imprigionano e portandolo nella loro casa.

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Harry e Ginny (Bonnie Wright) nella Camera dei Segreti

Quando però arriva il momento di partire per Hogwarts, il passaggio magico che porta al binario 9 ¾ non fa passare Harry e Ron. E, quando riescono ad arrivare a Hogwarts con la macchina volante, i guai sono solo all’inizio. Compaiono scritte fatte con il sangue, le quali annunciano che la Camera dei Segreti è stata aperta e che tutti i nemici dell’erede di Salazar Serpeverde verranno uccisi. Attraverso il diario di Tom Riddle, Harry dovrà sconfiggere lo spirito di Lord Voldemort e salvare i suoi compagni di scuola, nonostante la maggior parte di essi crede che sia Harry l’erede.

Curiosità

  • La sceneggiatura è nuovamentre scritta da Steven Kloves, sotto la supervisione dell’autrice del romanzo J. K. Rowling.
  • Come nel primo capitolo, il regista è Chris Columbus, il quale passerà il testimone ad Alfonso Cuarón nel terzo film della saga.
  • Anche il secondo film della saga di J. K. Rowling riesce a ottenere un ottimo incasso internazionale: 878.979.634 $. Negli USA la pellicola ha incassato 261.988.482 $, mentre in Italia circa 20.899.026 €. Gli incassi però non hanno battuto quelli del primo capitolo.
  • Il film, pur essendo un tassello di una saga fantasy e un blockbuster, ha ricevuto un’ottima critica dal critico Morando Morandini. Nel suo dizionario dei film, Morandini assegna alla pellicola ben 4 stelle su 5. Lo definisce “un film più gotico, cupo e fosco, che miscela con abilità ammirevole azione, approfondimento dei personaggi, ottimo disegno di quelli nuovi e situazioni paurose di quel genere di paura che i ragazzini adorano.
  • L’autrice della saga di Harry Potter, J.K. Rowling, appare in un ruolo cameo all’inizio del film: è la strega vestita di nero che avvicina Harry sulla Knockturn Alley, dopo il disastroso viaggio con la polvere magica. Questo è stato l’ultimo film di Richard Harris, il preside di Hogwart, professor Silente, scomparso nell’ottobre 2002, quando era già pronto a iniziare a girare il terzo episodio di Harry Potter.

Il mistero di Sleepy Hollow

Il mistero di Sleepy Hollow

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Una scena del film

Diretto dal famoso regista Tim Burton, Il mistero di Sleepy Hollow (1999) è ambientato nel 1799. Il giovane agente di polizia Ichabod Crane (Johhny Depp) viene inviato da New York a un piccolo villaggio di Campagna, Sleepy Hollow. Lì, infatti, sono state uccise tre persone e le loro teste sono scomparse. Lì Ichabod conosce la graziosa Katrina Van Tassel (Christina Ricci), che lo aiuterà nelle indagini. Le autorità del villaggio, inoltre, raccontano all’investigatore la storia del Cavaliere Senza Testa, un mercenario dell’Assia diventato famoso per la sua abilità nel decapitare i nemici. Una volta catturato, anche al Cavaliere è stata mozzata la testa e il suo corpo è stato sepolto nei boschi del villaggio.

Adesso, però, sembra che il Cavaliere sia risorto, tornando a seminare il terrore e a spargere sangue. Ma perché uccide? Che senso hanno questi omicidi? Quali sono i veri scopi dell’assassino? E, soprattutto, esiste un modo per fermarlo?

Curiosità

  • Come nel caso di Edward mani di forbice, Depp fu la prima scelta di Burton per la parte, benché fosse chiesto al regista di esaminare altre opzioni prima di ingaggiarlo. Fu offerto Brad Pitt per il ruolo, mentre Liam Neeson e Daniel Day-Lewis furono presi in considerazione. Burton fu alla fine capace di persuadere lo studio per Depp. Voleva inoltre ingaggiare Christina Ricci per il ruolo di Katrina, perché gli ricordava una romanzesca figlia di Peter Lorre e Bette Davis.
  • Nel ruolo del Cavaliere senza testa Burton scelse Christopher Walken, che già aveva diretto in Batman – Il ritorno. Inoltre, Burton volle nel cast anche Michael Gough che aveva precedentemente lavorato con lui in Batman e in Batman – Il ritorno. Durante il casting di Il Mistero di Sleepy Hollow, Gough era deciso ad andare in pensione, ma Burton lo persuase di unirsi al cast.
  • Christopher LeeMartin Landau (precedentemente vincitore di un Premio Oscar nel film di Tim Burton Ed Wood) e la poi fidanzata di Burton Lisa Marie sono tutti inseriti come cammei.
  • Il cast e lo staff hanno spesso detto che “La sensazione che si aveva camminando per i set di Sleepy Hollow, particolarmente nella città di Lime Tree, era quasi come se stessi camminando all’interno della testa di Burton”.
  • Con un budget stimato in 100 milioni di dollari, il film ha incassato 101 071 502 $ in Nord America e 206 071 502 $ a livello globale.

Shakespeare a colazione

Nella Londra della fine degli anni Sessanta, due attori vivono in un appartamento fatiscente in attesa dell’occasione giusta per avere successo. Decisi a scroccare un pasto sicuro per il fine settimana, si recano dal ricco zio Monty, proprietario di una villetta nella splendida campagna inglese. Una divertente commedia dal tipico humour inglese, ben interpretata dal terzetto di attori Il film, esplicitamente autobiografico, è prodotto dall’ex chitarrista dei Beatles, George Harrison. Il regista Bruce Robinson, autore anche della sceneggiatura, è un ex attore (nel 1975 ebbe una parte di rilievo in
Adele H.
di Francois Truffaut).
(andrea tagliacozzo)

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Mentre Harry Potter frequenta con profitto il terzo anno di lezioni alla scuola per maghi di Hogwarts, un pericoloso criminale fugge dalla prigione per maghi di Azkaban. Il suo nome è Sirius Black e nel suo passato c’è un incontro con la famiglia di Harry. Inevitabilmente, i due sono destinati a incontrarsi…
Terzo episodio cinematografico della saga del ragazzino prodigio nato dalla fantasia di J.K. Bowling e terza megaproduzione con abbondanza di effetti speciali. Il cambio della guarda alla regia, Alfonso Cuaròn al posto di Chris Columbus, non ha modificato la sostanza della proposta. Umorismo e piccoli brividi, sorprese e qualche banalità. L’impressione è che, come nei due episodi precedenti, la produzione abbia voluto accontentare grandi e piccini. I primi, tra uno sbadiglio e l’altro, apprezzeranno qualche momento di buon cinema, mentre i secondi, trepidando per le sorti del loro beniamino, passeranno un pomeriggio da raccontare agli amici che il film ancora non l’hanno visto. Una buona notizia, infine, per chi non può fare a meno della sua dose annuale di Harry Potter: pare che siano in preparazione altri quattro episodi. (maurizio zoja)

The History Boys

I migliori allievi di una piccola scuola della provincia inglese fronteggiano l’occasione della loro vita: l’esame di ammissione ai college di Cambridge e Oxford. Il preside ambiziosissimo riconosce l’ottimo lavoro svolto dagli insegnanti ma pensa che sia più sicuro affiancare agli studenti un giovane brillante neo-laureato di una delle due prestigiose alma mater e professore di Storia dai metodi aggressivi e persuasivi: un vero e proprio trainer da inserire in un corpo insegnanti un po’ refrattario e geloso. La passione per la conoscenza, l’arte, la letteratura, la poesia, sono così genuine da parte di tutti i protagonisti da instaurare un proficuo e reciproco scambio non solo intellettuale ma anche di fiducia, affetti e umanità.

Stage Beauty

Siamo a Londra, all’epoca di Carlo II Stuart, che fu re in Inghilterra dal 1660 al 1685, dopo che suo padre era stato decapitato (Carlo I) e dopo che Cromwell e suo figlio ebbero regnato repubblicanamente per un decennio. Durante il suo regno successero molte cose, politicamente assai rilevanti, che al film non interessano: l’editto puritano che vietava alle donne di salire sul palcoscenico fu dal re stesso abrogato. Naturalmente, come successe nel cinema al passaggio dal muto al sonoro, molti attori persero il lavoro, tra i quali coloro che si erano specializzati in ruoli femminili. Il film racconta la storia – su un traliccio di verità rintracciabile anche in quel meraviglioso documento dell’epoca che è il Diario di Samuel Pepys – dell’ultimo interprete di ruoli femminili, Ned Kynaston, interpretato da Billy Crudup, intrecciando una vicenda poco credibile, da Eva contro Eva, condita da ambiguità sessual-sentimentale e con scontato lieto-fine.
Il film, che in realtà si salva proprio per la caratterizzazione secondaria, vorrebbe proporsi come genere storico-di costume, costume come marginalia historica di rilevante sociologia, ma con discutibili attualizzazioni, che il regista Richard Eyre pratica con molta nonchalance. Per esempio la ipernaturalistica interpretazione finale dell’uccisione di Desdemona è del tutto improbabile, e qualsiasi storico del teatro ne riderebbe; il duca di Buckingham (Ben Chaplin) che ascolta il derelitto amante in un Hammam simile a quelli di oggi, con tanto di asciugamanino in vita come in un gay-film preAids, lascia molto sconcertati sull’anticipazione dei costumi orientali al XVII secolo (ricordo che le Lettere persiane di Montesquieu risalgono al 1721). Ma sono quisquiglie di fronte alle grossolanità psicologiche delle inclinazioni sessuali del protagonista, incarcerato femmina in corpo maschile per educazione artistica: cioè siamo ancora alle volgarizzazioni più corrive della psicanalisi ad usum delphini, cioè Hollywood anni Quaranta-Cinquanta.
Insomma, un guazzabuglio storicamente e psicologicamente insensato, ma visibilmente molto accattivante e divertente. Tutto ricorda, in bene e in male, nella piacevolezza come nella cialtroneria Shakespeare in Love. Lo si vede e ci si diverte grazie alle interpretazioni di Crudup e di Claire Danes (Maria), al cammeo caricaturale di Carlo II di Rupert Everett, alla simpatica caratterizzazione di Samuel Pepys (interpretato da Hugh Bonneville), alla ricostruzione scenica della Londra e dei teatri dell’epoca. Quanto basta per andare a vederlo. (piero gelli)