Rocky V

Il campione di un tempo ha toccato il fondo (di nuovo). Finisce nel suo vecchio quartiere, al verde e ostracizzato (di nuovo). Allena un giovane pugile che si rivela un ingrato, e nonostante il suo danno cerebrale (dopo il combattimento di Rocky IV) desidera rischiare il tutto per tutto in un altro incontro. Di nuovo. Si paga il biglietto e si ottiene quel che ci si aspetta da questa sceneggiatura di Stallone, ma il brivido è svanito. Il vero figlio di Stallone interpreta Rocky jr.

La famiglia del professore matto

Quali sorprese può riservarci un film come
La famiglia del professore matto
, sequel del già brutto e inutile remake del capolavoro (1963) di Jerry Lewis
The Nutty Professor
(che in Italia è noto come
Le folli notti del dottor Jerryll
)? Si tratta di una domanda destinata a rimanere senza risposta. L’idea di far recitare a Eddie Murphy più di un ruolo, ricorrendo ai miracolosi make up di Rick Baker, era già alla base del precedente
Il professore matto
, ma risale a
Il principe cerca moglie
di John Landis. Il film si regge esclusivamente sulla ridondante evidenza dei vari travestimenti di Eddie Murphy, che di volta in volta è il professor Sherman Klump, un padre impotente, una signora bisognosa d’affetto, una nonna ninfomane, un fratello cialtrone e analfabeta. Tutti obesi, e – a eccezione di Sherman – volgarissimi e versati nella produzione di peti, turpiloquio e oscenità a sfondo erotico. E anche l’idea del criceto gigantesco che sodomizza il rettore scambiandolo per un suo simile di sesso femminile è riciclata (da
Una poltrona per due
, sempre di John Landis). Ma il problema fondamentale è che il film, appesantito dalla presenza decisamente ingombrante della star comica di colore (che pure con
Bowfinger
sembrava essere tornata in auge), riesce con estrema difficoltà a far ridere. Come Jerry Lewis possa essersi fatto ancora una volta coinvolgere (come produttore esecutivo) resta un mistero.
(anton giulio mancino)

Rocky V

Quinta (ed ultima?) puntata della fortunata, ma ormai stanca serie sul pugile italo-americano Rocky Balboa. Rocky apprende che a causa di alcune gravi lesioni al cervello deve abbandonare il ring. Come se non bastasse, il suo commercialista lo ha lasciato senza un soldo. L’ex campione decide quindi di diventare l’allenatore di un promettente boxeur. In cabina di regia torna John G. Avildsen, regista del primo episodio della serie, anche se la magia dell’originale è ormai definitivamente perduta. Nella parte del figlio del protagonista, Rocky Jr., recita il vero figlio di Sylvester Stallone.
(andrea tagliacozzo)