L’urlo dei comanches

Accusato ingiustamente di omicidio, Davis viene inseguito dallo sceriffo cui sfugge rifugiandosi nell’insidioso territorio dei comanches. Qui salva una donna e suo figlio. Il protagonista (Clint Walker) non è di quelli memorabili, ma la costruzione della vicenda, semplice e lineare, riscatta dall’anonimato l’operazione.

Uno dei tanti western di Gordon Douglas, piccolo e discontinuo autore (ma dal solido mestiere) di B-movies di ogni genere, dalla fantascienza al gangster, dai polizieschi ai bellici. Di lui preferiamo
L’avamposto degli uomini perduti
(1951) e
Rio Conchos
(1965), western notevoli e innovativi, realizzati rispettivamente prima e dopo
L’urlo dei Comanches
. Comprimari d’eccezione Virginia Mayo e Brian Keith, che diventerà famoso come westerner e attore di telefilm.
(anton giulio mancino)

La legge del Signore

L’affascinante racconto (dal romanzo di Jessamyn West) delle vicende di una famiglia quacchera impegnata a mantenere la propria identità in mezzo alla confusione e alle sofferenze della guerra civile. Appassionate e riuscite le prove degli attori in questo bellissimo film. Musica di Dimitri Tiomkin. Anche se il suo nome non appare fra gli sceneggiatori, il film fu scritto anche da Michael Wilson, finito sulla lista nera; gli venne riconosciuto il credito postumo nel 1996. Sei nomination agli Oscar ma soprattutto la Palma d’Oro a Cannes per Wyler. Rifatto per la tv nel 1975 con Richard Kiley e Shirley Knight.