Un’ottima annata

Max Skinner (Russel Crowe) è un finanziere della city, senza sentimenti né tantomeno scrupoli. Un giorno scopre di aver ereditato la villa in Provenza di suo zio Henry (Albert Finney) in cui da bambino era solito trascorrere le estati. Fugge quindi dalla giungla d’asfalto britannica per correre verso i luoghi dell’infanzia, densi di ricordi, odori e sapori familiari, primo fra tutti quello del vino.
Naturalmente, Max scoprirà che esistono valori che non si scambiano in borsa; che si può vivere in un modo diverso – slow, direbbe qualcuno – rispetto a quello a cui è abituato. Bisogna solo adattarsi, magari a costo di qualche sacrificio.Naturalmente troverà l’amore, nella persona della bruna, ubertosa locandiera del paese, Fanny Chenal (Marion Cotillard). Ma riuscirà a lasciare il suo lavoro, i suoi soldi, la sua bella casa in città?

The Libertine

Inghilterra, fine XVII secolo. Carlo II (John Malkovich) è un monarca autoritario ma incline alle arti in voga nelle corti europee di allora: la danza, il canto e il teatro. Mentre il regno è in lotta con il sempre più potente parlamento, il re richiama a corte il Conte di Rochester (Johnny Depp), libertino, illustre poeta e artista maledetto, in precedenza espulso da Londra per oltraggio al re. Eccellente scrittore di poesie, amante smodato del teatro, autore di versetti osceni e pungenti, alcolizzato, e ossessionato dal sesso e dalla perversione che impazzano a corte, John Wilmot, questo il suo vero nome, torna alla lugubre e fangosa Londra, felice di potersi dedicare ai suoi passatempi prediletti: le donne, l’alcool e il teatro. Il re gli affida la composizione di una piéce teatrale in occasione della visita di un ministro francese ma il conte, in pieno delirio estatico, mette in scena un monologo sulla vagina e sul pene. Costretto alla latitanza, gravemente malato di sifilide, si converte a Dio e dopo aver prestato soccorso al re detronizzato, muore glorificato da un’opera teatrale interamente dedicata alla sua vita.