I tre moschettieri

Appena giunto a Parigi dalla campagna, il giovane D’Artagnan s’imbatte in Athos, Porthos e Aramis, tre fra i più validi e temibili moschettieri del re. Dopo una iniziale scaramuccia, i quattro diventano grandi amici e uniscono le loro forze contro gli uomini del perfido cardinale Richelieu. Richard Lester – regista dei due primi film dei Beatles,
Tutti per uno
e
Aiuto!
, ma anche di lavori importanti come
Petulia
e
Robin e Marian
– si diverte a demitizzare i personaggi del noto romanzo in un film costellato da numerose gag. L’imponente cast lo asseconda a dovere.
(andrea tagliacozzo)

Gli avventurieri della città perduta

Seguito di
Allan Quatermain e le miniere di re Salomone
, girato l’anno precedente con gli stessi interpreti (nonché remake di
King Solomon’s Treasure
di Alvin Rakoff, realizzato nel ’77). Nel cuore dell’Africa, Allan Quatermain, fresco sposo dell’archeologa Jessie Huston, tenta di ritrovare il fratello Robert, scomparso misteriosamente mentre era alla ricerca di una leggendaria città dell’oro. Addirittura peggiore (se mai era possibile…) del già non eccelso primo episodio.
(andrea tagliacozzo)

Milady

Sequel de
I tre moschettieri
, realizzato due anni prima dallo stesso Richard Lester. Costanza, cameriera della regina Anna e promessa sposa del moschiettiere D’Artagnan, viene rapita dalla perfida Milady de Winter. Mentre D’Artagnan e i suoi amici riescono a liberare la ragazza, Milady raggiunge l’Inghilterra e uccide il duca Buckingham, amante della sovrana. Ironico e dissacrante quanto il precedente, ma con un filo di verve in meno. Il film avrà un ulteriore seguito nell’89.
(andrea tagliacozzo)

Allan Quatermain e le miniere di Re Salomone

Sulla falsariga del più celebre
Indiana Jones
, gli autori del film riaddattano un personaggio inventato anni prima da H. Rider Haggard. L’avventuriero Allan Quatermain viene reclutato da una bella ragazza per salvare il padre di costei, un anziano archeologo caduto nella mani di loschi criminali che vorrebbero carpirgli il segreto delle miniere di re Salomone. Soporifero e mediocre, nonostante la regia di un mestierante di grande esperienza come Jack Lee Thompson.
(andrea tagliacozzo)