La stanza del vescovo

Un giovanotto, che passa il tempo navigando sul Lago Maggiore a bordo della sua nuova barca a vela, conosce casualmente un tipo stravagante che gli presenta la bisbetica moglie e la sua giovane e bella cognata. Episodio minore della carriera di Dino Risi, già avviato verso il declino che sarà più evidente nel decennio successivo. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Piero Chiara, è stato sceneggiato dallo stesso scrittore assieme a Leo Benevenuti, Piero De Bernardi e al regista.
(andrea tagliacozzo)

Eccezzziunale… veramente

Abatantuono superstar, qui impegnato in tre personaggi: Donato, capo degli ultrà del Milan obbligato però a rinnegare la sua fede calcistica per amore della fidanzata; Franco, tifoso interista sempre nei guai con la moglie e vittima di scherzi e scommesse iellate; e Tirzan, scalmanato camionista jueventino che per seguire la sua squadra si fa pure rubare il camion a Parigi. Vanzina crea personaggi riuscendo a disegnare lo spaccato di un’Italia cialtrona, ma comunque simpaticamente genuina. E lo fa grazie a un’interpretazione di Diego Abatantuono che qui crea definitivamente un’icona del cinema italiano: quella di un grande comico con trovate, modi di dire e battute ancora oggi irresistibili.