Il silenzio è d’oro

Un film di Clair minore, con Chevalier che fa un regista di mezza età nella Parigi dl 1906 che prende come suo protetto il sensibile e giovane Perire. Originariamente della durata di 106 minuti. La versione americana non è doppiata né sottotitolata: Chevalier narra ciò che accade nella colonna sonora, ma non funziona. Include anche uno speciale prologo, girato sotto la supervisione di Robert Pirosh, nel quale Chevalier canta Place Pigalle.

Sotto i tetti di Parigi

Il mimo e le canzoni, con una minima parte destinata al dialogo, fanno da padroni in questo splendido film che racconta la storia di due normali parigini (Prejean e Greville) interessati alla stessa donna (Illery). Cinema muto e sonoro sono ben integrati; splendida la scenografia ad opera di Lazare Meerson. Scritto da Clair.

Avvenne domani

Storia divertente anche se piuttosto statica, che parla di un reporter a cavallo del secolo che ottiene informazioni riservate sui titoli di prima pagina del giorno successivo, il che porta a complicazioni impreviste. Tono basso, ma spesso affascinante. Ebbe due nomination agli Oscar (sonoro e miglior canzone).

Le grandi manovre

Alla vigilia del primo conflitto mondiale, un aitante ufficiale dell’esercito francese (Gèrard Philippe) scommette con alcuni commilitoni che riuscirà a conquistare una bella e agiata signora (Michèle Morgan). L’impresa riesce, ma il soldato s’innamora davvero. Elegante e sfarzosa ricostruzione del periodo della belle époque, con una bellissima Brigitte Bardot, all’epoca ventunenne.
(andrea tagliacozzo)

A me la libertà

Grande classico satirico sulla modernità e sulla società industrializzata, in cui Cordy interpreta un evaso che diventa proprietario di una fabbrica e assume il suo vecchio compagno di cella. Il capolavoro di Clair si muove sullo stesso terreno di Tempi moderni, eguagliandone l’intensità. Colonna sonora splendida, usata in modo davvero rivoluzionario. Una nomination agli Oscar.

Il fantasma galante

In Scozia, una ragazza americana acquista un antico castello che vorrebbe smantellare e ricostruire, pezzo per pezzo, in patria. L’edificio, però, è abitato da un simpatico spettro che, a malincuore, è costretto a trasferirsi in America assieme al maniero. È il primo film che René Clair, costretto dai nazisti a lasciare la Francia, realizzò in Inghilterra. Delizioso, nonostante l’esilità della trama. Farà ancora meglio in America, dove nel ’44 realizzerà
Avvenne domani
, uno dei suoi capolavori.
(andrea tagliacozzo)

Ho sposato una strega

Fredric March, Veronica Lake, Robert Benchley, Susan Hayward, Cecil Kellaway, Elizabeth Patterson. Una strega (Lake) messa al rogo a Salem secoli addietro ritorna per dare la caccia ai discendenti del puritano (March) che la fece uccidere. Provocante commedia fantasy basata sulla storia di Thorne (“Topper”) Smith. Buoni anche gli effetti speciali. Una nomination agli Oscar per le musiche di Roy Webb.

Entr’acte

L’esordio di René Clair è un cortometraggio di 22 minuti, pietra miliare nella storia del cinema e in quella del cinema surreale. Uno dei manifesti delle avanguardie del dadaismo e delle avanguardie degli anni Venti, presenta un montaggio anti-logico di immagini avulso da qualsiasi intento narrativo: tra queste, celebri la ballerina barbuta, la partita a scacchi e la scena del funerale al ralenti e poi accelerato fin quando la bara, trainata da un cammello (!), non cade, rivelando la presenza di un prestigiatore che fa scomparire tutt i personaggi. Nel cast, oltre ad aver partcipato alla realizzazione, anche grandi artisti dell’epoca quali Marcel Duchamp e Man Ray, il compositore Erik Satie e Francis Picabia, autore anche della sceneggiatura.

Dieci piccoli indiani

Un giallo di Agatha Christie, pieno di tensione e suspense. In dieci vengono invitati su un’isola deserta: verranno uccisi uno dopo l’altro. Grande sceneggiatura di Dudley Nichols, superbe trovate visive. Con tre remake.

Il fantasma galante

Un americano vanaglorioso acquista un castello scozzese, ignaro del fatto che sia infestato dal fantasma del vivace antenato dell’attuale possessore. Ingegnosa ma blanda commedia scritta da Robert E. Sherwood e girata da Clair in un modo stranamente distaccato, quasi senza primi piani dei protagonista!