Love Story

Oliver Barrett, figlio di un ricchissimo finanziere, s’innamora di Jenny, ragazza dalle origini modeste. Il matrimonio dei due viene aspramente contrastato dal genitore del giovane. Qualche anno più tardi, Jenny scopre di essere affetta da un male incurabile. Film di enorme successo, candidato a diversi premi Oscar. Confezionato in modo ineccepibile, con emozioni e lacrime studiate a tavolino, ma proprio per questo detestabile. Il film ebbe addirittura un seguito, intitolato
Oliver’s Story
, realizzato otto anni più tardi. Famosissima la struggente colonna sonora composta da Francis Lai (non a caso lo stesso di
Un uomo e una donna
di Claude Lelouch).
(andrea tagliacozzo)

Kitty

In Inghilterra, nel diciottesimo secolo, Kitty (Paulette Goddard), ragazza dei bassifondi, viene ritratta nelle vesti di nobildonna dal celebre pittore inglese Thomas Gainsborough. Una serie di equivoci favoriscono l’entrata della giovane nei salotti dell’alta aristocrazia britannica, dove viene educata alle buone maniere da un simpatico giovanotto (Ray Milland). Commedia sofisticata diretta da un piccolo maestro del genere che offrì a Paulette Goddard uno dei ruoli migliori della sua carriera.
(andrea tagliacozzo)

Il segno del potere

Da un romanzo di Wilbur Smith. Un gruppo internazionale di finanzieri vuole far salire il prezzo dell’oro distruggendo con un’inondazione la miniera sudafricana di Sonderditch. L’ingegnere Rod Slater viene usato per lo scopo a sua insaputa. Roger Moore è carismatico, il resto del cast è di prestigio, ma il film è troppo prolisso e mediocremente diretto. L’anno dopo, Peter Hunt tornerà a dirigere Moore in
Ci rivedremo all’inferno,
altro film tratto da un romanzo di Wilbur Smith.
(andrea tagliacozzo)

Sepolto vivo

Da un racconto di Edgar Allan Poe. Un uomo è talmente terrorizzato dall’idea di essere sepolto vivo che si fa costruire una bara speciale, appositamente congegnata per permettergli di fuggire in caso di una eventuale sepoltura prematura. Realizzato a basso costo – come quasi tutti i film di Corman – un horror piuttosto efficace, secondo di una serie di cinque che il regista realizzò ispirandosi alle opere del celebre romanziere di Boston.
(andrea tagliacozzo)

Giorni perduti

Dramma implacabile sull’alcolismo, una pietra miliare del cinema adulto hollywoodiano. Intensa interpretazione di Milland che gli valse l’Oscar. Ottimi ruoli di supporto del barista da Silva e dell’assistente della casa di cura Fayen. Ha vinto l’Oscar per miglior film, regista, attore, sceneggiatura (Wilder e Charles Brackett).

Il delitto perfetto

Trasposizione cinematografica dell’eccellente lavoro teatrale di Fredrick Knott
Dial M for Murder
. Tony vorrebbe uccidere la bella Margot, sua moglie, per mettere le mani sulla cospicua eredità della donna. Dopo aver studiato un minuzioso piano, l’uomo si serve, in qualità di sicario, di un vecchio conoscente. Non tutto, però, procede come previsto. Benché girato quasi interamente in interni, nell’appartamento dei protagonisti (nella stilizzata sequenza del processo a Grace Kelly l’ambiente addirittura non si vede), il film risulta tutt’altro che statico o teatrale. Perfetti i protagonisti, il perfido e glaciale Ray Milland e la fragile e indifesa Grace Kelly. Due rifacimenti: il primo per la televisione, diretto nel 1981 da Boris Sagal; il secondo diretto nel 1998 da Andrew Davis, con Gwyneth Paltrow nei panni della Kelly e Michael Douglas in quelli di Milland.
(andrea tagliacozzo)

Vento selvaggio

Baracconata roboante di DeMille sulle navi di salvataggio in Florida, con la Goddard nella parte della focosa bellezza del Sud, Milland e Wayne che combattono per lei e Massey nel ruolo di un cattivo ripugnante. Esaltanti le scene subacquee, con effetti speciali da Oscar. Milland è bravo in questa insolita caratterizzazione.

Frutto proibito

Brillante esordio alla regia di Billy Wilder, già apprezzatissimo sceneggiatore (Ninotchka). Giunta con grande entusiasmo a New York in cerca di un’occupazione, una giovane provinciale rimane presto delusa. Non avendo il denaro sufficiente per tornare a casa, la ragazza si finge dodicenne per ottenere una riduzione ferroviaria. Il film, scritto dal regista assieme a Charles Brackett, è reso memorabile da numerose trovate comiche, dal grande ritmo e da una formidabile Ginger Rogers, esilarante nei panni della bambina. Con due remake più o meno ufficiali: L’ingenua maliziosa (1951, con June Allyson) e Il nipote picchiatello (1955, con Jerry Lewis al posto della Rogers). (andrea tagliacozzo)

Per sempre e un giorno ancora

Un’ottantina di star inglesi (e americane) hanno preso parte a questo film a episodi, incentrato sulla storia di una casa e dei suoi abitanti nel corso degli anni, allo scopo di raccogliere fondi per il British War Relief. Il risultato è discontinuo, ma ci sono molti buoni momenti e la parata di stelle è veramente unica.

Arrivederci in Francia

In Spagna, il pilota Tom Martin sta per essere fucilato dai franchisti, quando viene salvato dall’intervento di una giornalista americana che, spacciandosi per la moglie, convince il governatore a concedergli la grazia. Prima che venga scoperto l’inganno, il pilota e la reporter riescono a partire per Parigi. Una divertente commedia sofisticata travestita da film di propaganda (o viceversa), abilmente sceneggiata da Billy Wilder e Charles Brackett. Il soggetto, scritto invece da Benjamin Glazer e John S. Toldy, vinse un Oscar.
(andrea tagliacozzo)