Bandolero

Catturato in seguito a una rapina in banca, Dee Bishop viene condannato a morte. A un passo dalla forca, l’uomo si salva grazie all’intervento del fratello maggiore, Mace, che all’ultimo momento si è sostituito al boia. Nella fuga, i due sono costretti a prendere in ostaggio la giovane vedova Stawner. Attori di buon livello malamente sprecati dalla solita piatta regia di McLaglen. James Stewart, poi, non sembra nemmeno in gran forma.
(andrea tagliacozzo)

Colpo grosso alla napoletana

In Italia, cinque squattrinati sequestrano Don Cesare, ex boss della malavita di Chicago. Quest’ultimo, che non è affatto ricchissimo come speravano i suoi rapitori, si mette alla testa della banda per rubare un preziosissimo carico di platino. Una volta compiuto il colpo, rapinatori e bottino partono per il Messico a bordo di un aereo. Innocua commediola: si vede con piacere (soprattutto per merito di alcuni bravi attori di contorno) e si dimentica in fretta. (andrea tagliacozzo)

The Magic Christian

Un ricchissimo industriale inglese, non sapendo a chi lasciare la sua cospicua eredità, adotta un giovane vagabondo che sottopone a un corso accelerato sul potere corruttivo del denaro. Commedia dissacrante, inventiva, a tratti sconclusionata ma divertente, interpretata da un caustico e irresistibile Peter Sellers, qui anche in veste di cosceneggiatore. Al copione, tratto da un libro di Terry Southern, collaborarono anche Graham Chapman e John Cleese (membri del gruppo comico inglese Monty Python). Ottima la prova di Ringo Starr, all’epoca ancora batterista dei Beatles. La canzone dei titoli
Come and Get It,
interpretata dai Badfinger, porta la firma di da Paul McCartney.
(andrea tagliacozzo)

I tre moschettieri

Appena giunto a Parigi dalla campagna, il giovane D’Artagnan s’imbatte in Athos, Porthos e Aramis, tre fra i più validi e temibili moschettieri del re. Dopo una iniziale scaramuccia, i quattro diventano grandi amici e uniscono le loro forze contro gli uomini del perfido cardinale Richelieu. Richard Lester – regista dei due primi film dei Beatles,
Tutti per uno
e
Aiuto!
, ma anche di lavori importanti come
Petulia
e
Robin e Marian
– si diverte a demitizzare i personaggi del noto romanzo in un film costellato da numerose gag. L’imponente cast lo asseconda a dovere.
(andrea tagliacozzo)

Il principe e il povero

Riduzione cinematografica del celebre libro di Mark Twain (già portato sullo schermo quarant’anni prima da William Keighley con eccellenti risultati). Per gioco, il giovanissimo erede al trono d’Inghilterra scambia i suoi vestiti con un coetaneo perfettamente somigliante, dando inizio a una interminabile serie di equivoci. Richard Fleisher spreca banalmente un ottimo cast d’attori realizzando un film che, se da un lato segue diligentemente la storia originale, dall’altro manca completamente di vitalià.
(andrea tagliacozzo)

Milady

Sequel de
I tre moschettieri
, realizzato due anni prima dallo stesso Richard Lester. Costanza, cameriera della regina Anna e promessa sposa del moschiettiere D’Artagnan, viene rapita dalla perfida Milady de Winter. Mentre D’Artagnan e i suoi amici riescono a liberare la ragazza, Milady raggiunge l’Inghilterra e uccide il duca Buckingham, amante della sovrana. Ironico e dissacrante quanto il precedente, ma con un filo di verve in meno. Il film avrà un ulteriore seguito nell’89.
(andrea tagliacozzo)

Party selvaggio

Sconnessa rievocazione della Hollywood del 1920 con Coco nei panni del comico Fatty Arbuckle che tiene un party stravagante per tentare di salvare la sua disastrosa carriera. Il film ha dei punti di forza ben definiti (notevoli le interpretazioni) ma proprio non funziona. Basato su una narrazione di Joseph Moncure March; tagliato dal distributore e ultimamente restaurato da Ivory con aggiunte fino a 107 minuti.