L’oro della California

Sullo sfondo della Guerra di secessione, un ufficiale dell’esercito del Nord (interpretato da Randolph Scott, l’attore prediletto e più rappresentativo dei migliori western di Budd Boetticher) deve tradurre un cospicuo quantitativo d’oro dalle miniere della California alla costa orientale, per risollevare le sorti del conflitto. L’impresa, osteggiata dai sudisti, rivelerà nel protagonista una tempra eccezionale da eroe privo di sfumature sentimentali e dotato di sano senso pratico. Ancora un percorso di formazione e di autodeterminazione, in cui le scelte umane e le decisioni drammatiche costituiscono un tracciato morale dagli accenti forti; la Guerra civile è eletta a scenario sintomatico della persistente dilacerazione americana. Da segnalare, nel cast, la presenza di Virginia Mayo. (anton giulio mancino)

Sfida nell’Alta Sierra

Ricevuto l’incarico di trasportare un’ingente quantità d’oro da Cedar Creck a Sacramento, il maturo pistolero Steve assolda come scorta il vecchio amico Gil e il giovane Heck. Ma i due, in realtà, meditano di appropriarsi del prezioso carico. Uno dei migliori western di Sam Peckinpah, benché privo dell’esplicita violenza che caratterizzerà i suoi lavori successivi. I protagonisti, non più giovanissimi ma straordinari, gettano un ponte ideale tra la vecchia epopea del genere e la mutazione crepuscolare a cui il western andrà incontro negli anni seguenti (anche grazie alle innovazioni dello stesso Peckinpah). Il film segnò contemporaneamente il debutto sul grande schermo della Hartley e l’addio al cinema di Randolph Scott.
(andrea tagliacozzo)

Jess il bandito

Gli agenti di una società ferroviaria, decisi a espropriare a ogni costo alcuni terreni, uccidono una proprietaria, la signora James. I figli della donna, Jess e Frank, vendicano la morte della madre e diventano fuorilegge. Un cast eccellente per uno dei migliori western dell’epoca. Un anno dopo, il regista Fritz Lang girò un seguito di questo film intitolato
Il vendicatore di Jess il bandito
, con Henry Fonda nuovamente nel ruolo di Frank James.
(andrea tagliacozzo)

La terra dei senza legge

Western solido: uno sceriffo (Scott, al suo meglio) è costretto a dare l’assalto al fortino di una banda di fuorilegge: la situazione promette scintille… Molto ricche anche le caratterizzazioni dei personaggi, con un divertentissimo Hayes nei panni di “Coyote Kid”. Disponibile anche in versione colorizzata.

L’albero della vendetta

Forse il capolavoro di Budd Boetticher, scritto dal più competente sceneggiatore con il quale abbia mai collaborato, Burt Kennedy (in seguito regista in proprio di alcuni film di solido mestiere). Il tema della vendetta, come nel più celebre Sentieri selvaggi di John Ford, diviene un’ossessione funesta che spinge il protagonista Randolph Scott, un ex sceriffo cui è stata trucidata la moglie, a perdere la possibilità di ricostruirsi una famiglia con una donna resa vedova dai pellerossa. Straordinariamente cinico e privo di smancerie, duro e altrettanto implacabile, il film resta uno dei più realistici e austeri del periodo, grazie all’interpretazione del coriaceo Randolph Scott e alle ottime caratterizzazioni di due autentici animali cinematografici destinati alla fama: James Coburn e Lee Van Cleef. (anton giulio mancino)

La valle dei mohicani

In questo stupendo western torna ad affacciarsi lo scontro emblematico di razze, culture e prerogative violente. Randolph Scott, sulle tracce della moglie rapita dagli indiani, si imbatte in un’altra bianca, la signora Lowe. Riesce nell’impresa di riscattarla con lo scopo di restituirla al marito, la difende da alcuni banditi e quindi riparte per la sua caccia.
La centralità della famiglia, la donna perennemente in pericolo, le logiche di scambio elette a costante di rapporti interpersonali: le somiglianze di La valle dei mohicani con L’albero della vendetta vanno decisamente oltre la presenza canonica di Randolph Scott. Il film si ricorda anche per l’ampio respiro offerto dal Cinemascope, che in questa versione televisiva viene preservato, fortunatamente, nel formato originale. (anton giulio mancino)

Le mie due mogli

Un uomo, che sette anni prima ha perduto la moglie in un naufragio, sta per risposarsi, quando la defunta ricompare. La situazione si fa ancora più imbarazzante allorché si scopre che la rediviva ha passato tutto quel tempo su un’isola deserta in compagnia di un altro superstite. Una scatenata commedia sofisticata, sorretta da una affiatata coppia d’interpreti e un copione brillante (al quale ha messo mano anche Leo McCarey, il regista de
La guerra lampo
dei fratelli Marx e di alcune delle migliori comiche di Stan Laurel e Oliver Hardy).
(andrea tagliacozzo)