La lunga notte del ’43

A Ferrara, nel 1943, il partito fascista è lacerato da due diverse correnti: quella moderata del Bolognesi e quella più ortodossa e fanatica del federale Artuisti. Quest’ultimo fa assassinare il rivale e incolpa gli antifascisti, scatenando un’immediata rappresaglia da parte delle camicie nere. Felice esordio dietro alla macchina da presa del giornalista politico Florestano Vancini con un film di grande intensità, scritto da Ennio De Concini e Pier Paolo Pasolini. Ottimo Enrico Maria Salerno, premiato con il Nastro d’argento, mentre il film si aggiudicò il premio come Opera prima al Festival di Venezia.
(andrea tagliacozzo)

I compagni

Alla fine del secolo scorso, un gruppo di operai di una fabbrica di Torino, prendendo lo spunto da un grave incidente di lavoro subito da un compagno, decide di ribellarsi all’orario massacrante dei turni che comprende quattordici ore al giorno. Mastroianni, con barba e occhialini, è il rifugiato politico che da Genova arriva a Torino da un amico e vuole organizzare lo sciopero. Dettagliatissima e ambiziosa ricostruzione d’epoca, diretta con mano felice da un insolito Monicelli, autore della sceneggiatura assieme ad Age e Scarpelli. Nel cast una giovanissima e irriconoscibile Raffaella Carrà.
(andrea tagliacozzo)